La Giornata del Traduttore 2017 e la poetica del bullone

La Giornata del Traduttore 2017 e la poetica del bullone

Eccoci qui, la V edizione della Giornata del Traduttore, organizzata dalla European School of Translation e STL Formazione, si è ormai conclusa, le aule si sono svuotate e ognuno ha fatto ritorno a casa, ma i volti ispirati e ispiranti continuano a scorrere nella nostre menti mentre ai piedi della Torre riecheggiano ancora le voci e le risate di partecipanti e relatori.

Foto di Angela Stelli

Il tema centrale di questa edizione era migliorare la consapevolezza dei cambiamenti in atto nel mercato della traduzione al fine di individuare nuove modalità di collaborazione e nuove soluzioni per soddisfare al meglio i clienti, riappropriandoci di una dimensione umana del lavoro in un mondo sempre più globalizzato e automatizzato.

Venerdì 13 ottobre: i laboratori

Come da tradizione, il convegno è stato preceduto da una giornata dedicata ad approfondimenti più pratici nell’ormai collaudata formula dei laboratori, che quest’anno hanno avuto una grande partecipazione e dunque si sono svolti sia il mattino che il pomeriggio. Si sono avvicendati Giuseppe Bonavia, che ci ha illustrato le diverse opzioni e tipologie fiscali della libera professione, le implicazioni dell’apertura di una posizione IVA e le possibili agevolazioni di cui si può usufruire, mentre Marco Cevoli nel suo laboratorio ci ha coinvolti in un’autoanalisi volta a migliorare la percezione che il cliente ha di noi, passando in rassegna CV, biglietti da visita, codici QR e tutti gli altri strumenti a disposizione per promuovere il famoso personal brand ed emergere dal gregge; infine, Mirko Saini ci ha svelato le strategie e i trucchi per sfruttare al meglio LinkedIn in modo professionale, spiegandoci cosa fare e soprattutto cosa NON fare per costruire un’identità e una reputazione digitale vincenti.

 

La prima giornata si è conclusa con la consueta apericena di networking, sulla terrazza del Grand Hotel Duomo che ospita l’evento e che, con la sua vista mozzafiato sul Campo dei Miracoli, ha fatto da cornice a un’occasione di incontro professionale, in cui si mescolano risate, nascono nuove collaborazioni o anche nuove amicizie.

Sabato 14 ottobre: il convegno

Renato Beninatto

Renato Beninatto, foto di Angela Stelli

Sabato 14 ottobre entriamo nel vivo del convegno: ad aprire i lavori è stato Renato Beninatto che ci ha illustrato quali sono i comportamenti di acquisto dei clienti in generale e più specificamente nell‘industria della traduzione. Cosa vuole il cliente? A cosa serve questa traduzione? Porre le domande giuste cercando di capire le necessità del cliente è la chiave vincente, perché la cosa più importante non è vendere: è creare le condizioni ideali per cui i clienti possano comprare da noi. Per farlo dobbiamo concentrarci sui fattori di cambiamento e diventarne protagonisti: se Google Translate ha già, di fatto, sostituito la traduzione classica, noi dobbiamo diventare i piloti della MT, dobbiamo proporre pacchetti completi, che tolgano problemi al cliente. Non sono il prezzo, e neanche la qualità a fare la differenza, ma l’attenzione al cliente, perché non vendiamo solo la traduzione in sé, ma la gestione dell’intero processo, vendiamo notti di tranquillità. 

"La maggior parte dei clienti – che si tratti di agenzie di traduzioni o clienti finali – non compra tanto la qualità della traduzione, quanto la qualità del servizio".– Renato Beninatto

Il microfono passa a Mirko Silvestrini: dopo averci presentato le associazioni di settore EUATC ed Unilingue, di cui è presidente, ponendo l'accento sulla necessità sempre maggiore di creare sinergie tra traduttori, interpreti e agenzie, ci mostra il punto di vista degli studi di traduzione, come ragionano, come funzionano e cosa cercano. Chiarisce quindi quali sono le competenze richieste ai freelance con cui lavorano, che spaziano dalla conoscenza dei CAT Tool al marketing, a nozioni di contabilità, e quali sono le modalità di collaborazione possibili.

È il turno di Katia Castellani, antenna delle Direzione Generale della Traduzione (DGT), che espone brevemente quali sono le opportunità per i traduttori nelle istituzioni dell’Unione europea, dai tirocini retribuiti alle gare di appalto quadriennali, ricordandoci che la percentuale di traduzioni UE che vengono esternalizzate è in costante crescita (dall’attuale 30% arriverà al 40% e più).

Il tempo per gioire di questa notizia però è poco: Antonio Tombolini, fondatore e CEO di StreetLib, ci riporta con i piedi per terra, ricordandoci che viviamo in una disturbed society in cui il digitale e la rete sconvolgono tutto. È questo ciò che è successo al mercato dell’editoria, dove il digitale ha messo in crisi un settore fortemente restio al cambiamento, trasformando l’esperienza del libro intesa in senso tradizionale. Eppure, per salvare il libro dobbiamo ricomprendere l'esperienza del libro nel digitale, dove l'ebook non è una minaccia, ma un’opportunità. Dobbiamo essere in grado di rispondere alla crescente domanda di globalizzazione che porta con sé non una crescente domanda di traduzione, ma una crescente richiesta di essere accessibili in più lingue e questo è possibile solo promuovendo il self-publishing, l’intelligenza artificiale e l’automazione.

Dopo aver nutrito la mente, tocca allo stomaco con una meritata pausa pranzo, un momento di relax ma anche di scambio sugli input ricevuti al mattino.

Paolo Maria Noseda

Paolo Maria Noseda, foto di Angela Stelli

Il pomeriggio riapre con il contributo illuminante di Paolo Maria Noseda, che, dopo aver presentato ACTA, l’associazione che riunisce tutte le categorie del cosiddetto terziario avanzato e che offre ai freelance la possibilità di confrontarsi con altri settori diversi da quelli della traduzione e soprattutto di essere rappresentati, ribadisce l’importanza di una comunicazione interculturale in uno spirito di aggregazione e collaborazione. In quest’ottica emerge la necessità di aprirsi al mondo e agli altri, essere curiosi, mettendosi davvero nei panni del cliente perché solo così potremo trovare poesia nel lavoro che stiamo facendo, fosse anche un manuale di bulloni. Ci esorta quindi a uscire dal nostro guscio, altrimenti nessuno ci conoscerà mai, non avremo visibilità, e ci sarà preclusa anche la possibilità di scambiare le nostre conoscenze e di essere generosi. Dobbiamo infatti cambiare prospettiva e iniziare a pensare a cosa noi possiamo dare al cliente e ai colleghi, dobbiamo scordarci, dimenticarci di far parte di un coro e trovare nuove corde, le nostre corde. Nel farlo occorre essere umili, capire quando è meglio fare un passo indietro e ascoltare sempre. Dobbiamo essere ambasciatori del pensiero altrui e capire le necessità che i clienti non sanno di avere. Ascoltando il nostro cliente, instauriamo con lui un rapporto di collaborazione e non di semplice subordinazione. Sensibilità, empatia e capacità di ascolto devono essere alla base del nostro lavoro.

 

Barbara Ronca

Barbara Ronca, foto di Angela Stelli

È il momento di parlare di proposte editoriali e scouting, una possibilità spesso trascurata per entrare (dalla finestra) nel mercato dell’editoria, che ci viene illustrata da Barbara Ronca. Uno scout è un esploratore che deve avventurarsi nel mercato e scoprire nuovi modi per confrontarsi in questo universo in continuo cambiamento. Il traduttore scout ha delle competenze trasversali, perché deve essere in grado di scegliere un libro, capire chi ne detiene i diritti di traduzione per l’Italia e deve sapere scegliere la casa editrice giusta. Per poterlo fare deve conoscere le case editrici italiane, perché non si può soddisfare un cliente se non lo si conosce. Il traduttore scout, insomma, dimostra di essere alla pari dell'editore, di essere imprenditore egli stesso.

Gemma Capezzone ci mostra poi un’ulteriore competenza che spesso non viene approfondita e che riguarda gli aspetti di creazione e impaginazione dei documenti, il cosiddetto DTP, desktop publishing. Il dtp specialist è un ibrido tra un traduttore e un grafico, che, grazie alla gestione integrata di dtp e traduzione, è in grado di offrire al cliente un prodotto completo, senza la necessità di ulteriori interventi.

Si parla poi di internazionalizzazione delle aziende italiane con Matteo Verna, che ci mostra una fotografia dell’attuale mercato imprenditoriale italiano, formato per oltre il 95% da PMI o micro-imprese, ovvero una dimensione artigianale, legata al territorio, pensata per i gusti italiani e per rispondere alle esigenze italiane. Con la recente crisi gli imprenditori sono stati costretti a confrontarsi con il mercato estero per sopravvivere, trovando però difficoltà a inserirsi in un mercato che non conoscono e non capiscono. E qui possiamo entrare in gioco noi, aiutandoli a tradurre un paese straniero, ovvero non limitandoci alla sola traduzione, ma proponendoci come consulenti e gestendo tutto il progetto fino a creare una comunicazione perfetta per il mercato target. Ci vuole coraggio e spirito di iniziativa, del resto se vuoi qualcosa che non hai mai avuto, devi fare qualcosa che non hai mai fatto.

La giornata si conclude infine con la Panel Session moderata da Andrea Spila, che, di fronte all’avanzare inarrestabile dell'automazione, ci esorta a rimanere umani e a reagire, trovando il lato positivo che questa rivoluzione può portare. Se le macchine si occuperanno delle attività ripetitive, ci consentiranno di tornare a fare ciò che sappiamo fare meglio, ovvero intessere e curare relazioni, potremo occuparci nuovamente di attività più umane e riportare la bellezza al centro del lavoro. Ma che cosa significa mettere la bellezza al centro del proprio lavoro? Cos’è che rende bello il lavoro? Abbiamo provato a confrontarci con queste domande, coinvolgendo anche i partecipanti attraverso i social, e ne è emersa la necessità di prepararci a un futuro dagli scenari ignoti, armati però di positività, creatività e inventiva, per riuscire a lasciare la nostra traccia, e anche di coraggio, curiosità e soprattutto empatia verso gli altri e capacità di ascolto, tutte qualità che le macchine non potranno mai avere.

Termina con questi begli spunti di riflessione questa V edizione della GdT, che ogni anno punta a migliorarsi per offrire un’esperienza che sia davvero completa e arricchente.

Vi aspettiamo il prossimo anno!

Andrea Spila, Raffaella Moretti e Sabrina Tursi, gli organizzatori della Giornata del Traduttore. Foto di Angela Stelli

Non ci sono commenti

Rispondi