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	<title>European School of Translation &#187; twitter</title>
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		<title>Leggere e scrivere online, tradurre il web semantico e vincere concorsi di bellezza</title>
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		<pubDate>Fri, 20 May 2011 15:14:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ormai lo sappiamo bene: leggere testi online è molto diverso da leggere un libro. Ed è per questo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ormai lo sappiamo bene: leggere testi online è molto diverso da leggere un libro. Ed è per questo che quando scriviamo o traduciamo i contenuti di un sito web teniamo bene a mente le particolari esigenze dei nostri lettori in rete, sempre alla famelica ricerca di informazioni.<em> “Website readers like information snacking. They want to grab and go”</em>. Ce lo ricorda Catherine Jan in un <a title="Translating a website (in inglese)" href="http://catherinetranslates.com/2011/05/15/translating-a-website-6-ways-to-make-it-more-readable/">articolo dedicato alla traduzione dei siti web</a> in cui elenca <strong>sei strategie per migliorare la leggibilità</strong> dei testi in rete.<br />
Oltre ad alcuni aspetti stilistici (come l’uso di un approccio informale), Catherine ci ricorda la necessità di usare il <strong>vocabolario dei propri utenti</strong>: inutile ad esempio parlare “traduttese” se desideriamo che i nostri potenziali clienti ci comprendano. Anche se Catherine non lo dice esplicitamente, questo è un aspetto fondamentale del web writing, non solo per migliorare la leggibilità, ma anche per assicurarsi che le proprie pagine siano trovate facilmente dai navigatori online in base alle <strong>parole chiave </strong>usate.<br />
Altri aspetti importanti riguardano la <strong>formattazione</strong> e l’<strong>impaginazione</strong> (Catherine cita l’uso dei punti elenco e la strutturazione del testo in paragrafi brevi preceduti da titoli) nonché la scrittura di <strong>link ipertestuali chiari</strong> (evitando gli inutili e abusati “clicca qui”).<br />
Se siete interessati ad approfondire l’argomento della scrittura (e della lettura) online vi consiglio l’ottima <a title="In inglese" href="http://www.useit.com/papers/webwriting/">raccolta di articoli in inglese</a> sull’argomento di Jakob Nielsen oppure la mia presentazione <a title="Presentazione sul web writing" href="http://www.slideshare.net/andreaspila/web-writing-per-traduttori">Web writing per traduttori</a> su Slideshare.</p>
<p>Rimanendo in tema di web, Luke Spear, autore dell’ebook <a title="Guida per diventare traduttori di Luke Spear" href="http://lukespear.co.uk/the-translator-guide/"><strong>Build your business as a translator</strong></a>, analizza le <a title="Articolo in inglese" href="http://lukespear.co.uk/2011/05/how-the-semantic-web-will-affect-translation/">potenziali conseguenze per i traduttori</a> dell’arrivo del cosiddetto <strong>web semantico</strong>, un nuovo modo di concepire la grande ragnatela che è stato tante volte auspicato dal papà del web, Tim Berners-Lee. Si tratta (riprendo la <a title="Web semantico su Wikipedia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Web_semantico">definizione da Wikipedia</a>) della “trasformazione del World Wide Web in un ambiente dove i documenti pubblicati (pagine HTML, file, immagini, e così via) siano associati ad informazioni e dati (metadati) che ne specifichino il contesto semantico in un formato adatto all&#8217;interrogazione, all&#8217;interpretazione e, più in generale, all&#8217;elaborazione automatica”.<br />
Luke Spear ipotizza che l’adozione del nuovo “<strong>web 3.0</strong>” possa avere un impatto sulla <strong>ricerca terminologica</strong>, con un netto miglioramento dell’efficienza, e sulla <strong>qualità della traduzione automatica</strong>, che dovrebbe migliorare grazie alla riduzione degli errori dovuti alla mancanza di contesto.<br />
Inoltre, ci potrebbe essere una <strong>riduzione negli acquisti di servizi di traduzione</strong> (“le aziende che acquistano servizi di traduzione potrebbero cercare modelli simili di traduzioni eseguite da esseri umani esistenti sul web, ottenendo in tal modo una riduzione dei costi”) ma allo stesso tempo l’emergere di nuove opportunità, dovute ad esempio alla necessità di tradurre i <strong>metadati </strong>nelle varie lingue. Insomma, ancora una volta la questione delle rapide trasformazioni che sta subendo il nostro settore (per questo, così come per il precedente articolo sono ancora una volta debitore a Carlotta Saconney, che continua a scandagliare la rete per noi alla ricerca di novità in campo linguistico e traduttivo).</p>
<p>RainyLondon (<a href="http://twitter.com/rainylondon">http://twitter.com/rainylondon</a>) e Language_News (<a href="http://twitter.com/language_news">http://twitter.com/language_news</a>) ci segnalano due dei concorsi proposti dal sito <strong>Lexiophiles </strong>nell’ambito della sua iniziativa “Language Lovers 2011”: i <a href="http://www.lexiophiles.com/language-lovers-toplist/time-to-vote-for-your-favorite-language-twitterer-2011">migliori utenti Twitter</a> e i <a href="http://www.lexiophiles.com/language-lovers-toplist/time-to-vote-for-your-favorite-language-professional-blog-2011">migliori blog dei professionisti</a> in campo linguistico. Sono molto curioso di conoscere i vostri “linguisti” online preferiti. Magari ce li dite qui sotto nei commenti?</p>
<p>Un caro saluto a tutti e tutte e buon weekend (con l’augurio di ritrovare o conoscere alcuni di voi alla <a href="http://www.proz.com/conference/205">conferenza di Proz di sabato e domenica</a>).</p>
<p><strong>Traduttori Sociali</strong> è una rubrica settimanale di Andrea   Spila per la European School of Translation. I contenuti sono basati  sui  tweet e sui post che colleghi e colleghe nel mondo della  traduzione,  delle lingue e della scrittura hanno pubblicato durante la  settimana  precedente.<br />
Andrea è su Twitter all’indirizzo <a href="http://twitter.com/andreaspila">http://twitter.com/andreaspila</a>.</p>
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		<title>Crowdsourcing spietato, previdenza arraffona e microblogging efficace</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/notizie/crowdsourcing-spietato-previdenza-arraffona-e-microblogging-efficace</link>
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		<pubDate>Sat, 07 May 2011 20:29:04 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come eliminare due professioni con una folla sola? Non è certo impresa facile, ma giura di esserci riuscito [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Come eliminare due professioni con una folla sola? Non è certo impresa facile, ma giura di esserci riuscito <strong>Luis Von Ahn</strong> con il suo nuovo sito (attualmente in fase di beta testing), <a title="Sito di Duolingo" href="http://www.duolingo.com/">Duolingo</a>, una piattaforma di crowdsourcing pensata per “imparare una lingua e al tempo stesso tradurre i contenuti del web”. Ce ne parla Renato Beninatto nel suo blog, in un articolo intitolato <a href="http://www.l10n411.com/2011/05/duolingo-crowdsourcing-at-its-best-for.html">“Duolingo: il meglio del crowdsourcing per il settore delle traduzioni”</a>.  Come funziona la nuova, magica creatura ammazza-traduttori/insegnanti? Semplice: propone a persone che non conoscono le lingue di tradurre testi (partendo dalle frasi più semplici, per arrivare poi a testi più complessi) imparando in questo processo una lingua straniera. Geniale no? Perché non ci abbiamo pensato prima? Non serve saper scrivere bene nella propria lingua materna, e neanche conoscere una lingua straniera per tradurre. Tanto meno servono competenze specialistiche. Kahn calcola che sfruttando la folla (il termine è più che mai adeguato in questo contesto) si potrebbe tradurre tutto il contenuto in lingua inglese di Wikipedia in spagnolo in cinque settimane (avendo a disposizione 100mila volontari) o in 80 ore (se si riescono a mettere al lavoro un milione di individui).<br />
E per quale motivo un milione di persone dovrebbe accollarsi questo mega-progetto di traduzione? Ed ecco il colpo di genio: per imparare la lingua straniera! Insomma, si torna ai buoni vecchi metodi tradizionali, quelli con cui abbiamo “imparato” latino e greco. Peccato che nessuno di noi vecchi studenti del liceo classico sappia parlare una sola parola di queste lingue e tanto meno sarebbe capace di comprenderle se le sentisse parlare.<br />
In ogni caso, Kahn affida il suo messaggio rivoluzionario a un <a title="Video di Kahn su Ted" href="http://tedxcmu.com/videos/luis-von-ahn" target="_blank">video bello e divertente su Ted</a> in cui racconta anche il successo della sua precedente creatura, <strong><a title="Che cosa è reCaptcha?" href="http://www.google.com/recaptcha/learnmore">reCaptcha</a></strong>, il sistema che permette di sfruttare i dieci secondi che dedichiamo ai famigerati <em>captcha</em> per contribuire a un progetto di digitalizzazione di libri e giornali antichi.  “Crediamo che l’apprendimento delle lingue dovrebbe essere completamente gratuito” dice Kahn alla fine del suo video. Insomma, un’impresa che nasce anche per fare del bene all’umanità (anche se l’intraprendente ideatore ci fa capire che si potranno monetizzare gli sforzi di tanti neo-traduttori improvvisati, rivendendo le loro traduzioni). Alla faccia dell’etica. In breve: <strong>il peggio del crowdsourcing</strong>.</p>
<p>Mentre fanno i conti con le minacce del crowdsourcing più spietato (e un po’ ignorante), i traduttori (quelli italiani almeno) si trovano anche a fronteggiare <strong>una previdenza sociale sempre più arraffona</strong> e poco generosa in termini di prestazioni. Se c’era ancora qualcuno che aveva dei dubbi, potrà ora dissiparli definitivamente leggendo l’<a title="Articolo di Silvestro de Falco sulla Gestione separata dell'INPS" href="http://www.the-checklist.org/blog/la-gestione-separata-inps-che-cose/">articolo di Silvestro de Falco sulla Gestione separata dell’INPS, ospitato da The Checklist</a>. Con parole chiare e molti esempi concreti, Silvestro ci svela tutti i segreti del fondo pensione a cui sono costretti a iscriversi parasubordinati e professionisti non appartenenti agli ordini tradizionali, ma soprattutto ci conferma quello che intuivamo tutti, ossia il fatto che i pagamenti effettuati all’INPS rendono meno di altri possibili investimenti per il proprio futuro pensionistico. Nelle parole di Silvestro: “il percipiente della pensione dalla Gestione Separata INPS – la pensione principale &#8211; è svantaggiato non solo nei confronti di chi percepisce una pensione in base a un piano retributivo ma anche nei confronti di chi percepisce una rendita in base a un piano a contributi definiti – vale a dire una pensione integrativa”.</p>
<p>Un’ultima, breve nota per chi è <strong>alle prime armi su Twitter</strong> e vuole migliorare la propria presenza su questa piattaforma.  Danielle Gerhrmann ci segnala un <a title="Perché non ci seguono su Twitter?" href="http://www.personalbrandgrader.com/2011/04/top-reasons-why-i-am-not-following-you-on-twitter">articolo sui cinque motivi principali per cui non si viene seguiti</a> sul sito di microblogging più diffuso. Eccoli qui, in sintesi: non si è modificato l’avatar predefinito (l’uovo per intendersi), non si pubblicano tweet, si usa Twitter per fare spamming, si pubblicano i tweet in forma privata e non pubblica, il testo di presentazione (bio) è inesistente o contiene solo la descrizione del proprio attuale incarico in azienda.<br />
Molti colleghi mi confessano che non riescono a capire a cosa serve Twitter e si chiedono come usarlo al meglio. Probabilmente la prima cosa da fare è risolvere questi piccoli problemi di base. Il resto dovrebbe venire da solo.</p>
<p>Per questa settimana è tutto. Ci rivediamo tra sette giorni!</p>
<p><strong>Traduttori Sociali</strong> è una rubrica settimanale di Andrea Spila per la European School of Translation. I contenuti sono basati sui tweet e sui post che colleghi e colleghe nel mondo della traduzione, delle lingue e della scrittura hanno pubblicato durante la settimana precedente.<br />
Andrea è su Twitter all’indirizzo <a href="http://twitter.com/andreaspila">http://twitter.com/andreaspila</a>.</p>
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		<title>EST sbarca su Twitter</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Come promesso, EST lancia il suo notiziario di Twitter: ogni giorno segnaleremo notizie, eventi, seminari, conferenze e tante [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>C<a href="https://twitter.com/european_school"><img class="alignleft size-full wp-image-2377" title="twitter" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/twitter_logo_header.png" alt="" width="155" height="36" /></a>ome promesso, EST lancia il suo <strong>notiziario di Twitter</strong>: ogni giorno segnaleremo notizie, eventi, seminari, conferenze e tante altre iniziative e discussioni interessanti sul mondo della traduzione.</p>
<p>Il servizio sarà reso possibile grazie alla preziosa collaborazione dei nostri lettori che si sono offerti per fare da antenne seguendo le mailing list e i blog sui temi della <strong>traduzione, </strong>dell&#8217;<strong>editoria </strong>e della <strong>formazione</strong>.</p>
<p>Per leggere i continui aggiornamenti del nostro notiziario, è necessario avere un account Twitter, andare alla <a title="twitter" href="https://twitter.com/european_school" target="_blank">pagina del nostro canale </a>e cliccare su Follow/Segui.</p>
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