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	<title>European School of Translation &#187; traduzione</title>
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		<title>Appuntamento italiano con il cinema dell&#8217;Europa centro-orientale</title>
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		<pubDate>Wed, 01 Feb 2012 16:16:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Jelena Zivkovic Frigo</dc:creator>
				<category><![CDATA[A Est di EST]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[est europa]]></category>
		<category><![CDATA[sottotitolaggio]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Trieste Film Festival Si è appena conclusa a Trieste la ventitreesima edizione del Trieste Film Festival, principale appuntamento italiano [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Trieste Film Festival</h2>
<h2><a href="www.triestefilmfestival.it"><img class="alignleft size-medium wp-image-5066" style="margin: 10px;" title="Trieste Film Festival 2012" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2012/02/Trieste-Film-Festival-2012-300x130.jpg" alt="" width="300" height="130" /></a></h2>
<p>Si è appena conclusa a Trieste la ventitreesima edizione del <a href="http://www.triestefilmfestival.it/">Trieste Film Festival</a>, principale appuntamento italiano con il <strong>cinema dell&#8217;Europa centro-orientale</strong>. Il festival si è svolto dal 19 al 25 gennaio al Teatro Miela e al cinema Ariston e, sotto la guida della direttrice Annamaria Percavassi, ha dato spazio ai tradizionali <strong>concorsi internazionali</strong> (lungometraggi, cortometraggi, documentari), ma anche ad altre iniziative, incontri con gli autori e rettrospettive.</p>
<p>Il festival è stato aperto con il film MAJKI (Madri/Mothers) di Milcho Manchevski, autore del premiatissimo &#8220;Before the Rain&#8221;, Leone d&#8217;Oro a Venezia nel &#8217;94 e nomination all&#8217;Oscar, e chiuso con ODCHAZENI (Partire/Leaving) di Václav Havel, l&#8217;esordio alla regia cinematografica del drammaturgo e politico scomparso di recente.</p>
<p>I premi delle tre sezioni competitive del festival sono stati assegnati ai seguenti film:</p>
<ul>
<li>per i lungometraggi al film DOM (La casa/The House) di Zuzana Liová (SK/CZ) 2011</li>
<li>per i documentari al film ALEKSANDRINKE (Le donne di Alessandria/The Alexsandrians) di Metod Pevec (SI/IT/ENG) 2011</li>
<li>per i cortometraggi al film APELE TAC (Fiume silenzioso/Silent River) di Anca Miruna Lăzărescu (DE/RO) 2011.</li>
</ul>
<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2012/02/aleksandrinke-6.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-5070" style="margin: 10px;" title="aleksandrinke" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2012/02/aleksandrinke-6-300x183.jpg" alt="" width="300" height="183" /></a>Il Fondo per l&#8217;Audiovisivo del FVG insieme al Trieste Film Festival ha rinnovato l&#8217;appuntamento <strong>WHEN EAST MEETS WEST</strong> , meeting di coproduzione, con l&#8217;obiettivo di riunire un gran numero di rappresentanti dell&#8217;industria cinematografica europea provenienti dall&#8217;Italia, dall&#8217;Europa dell&#8217;Est e da una singola regione dell&#8217;Europa occidentale, diversa di anno in anno, dedicato in questa edizione ai paesi scandinavi (Danimarca, Finlandia, Islanda, Norvegia e Svezia). Di più su questa iniziativa sul sito <a href="http://www.wemw.it/" target="_blank">www.wemw.it</a>.</p>
<p>Il progetto <strong>EASTWEEK</strong>, giunto alla quarta edizione, porta a Trieste una ventina di <strong>giovani registi, produttori e sceneggiatori</strong> provenienti da scuole e accademie di cinema dell&#8217;Europa centro-orientale dando loro l&#8217;occasione di partecipare, oltre al festival, ad incontri, seminari e proiezioni speciali.</p>
<p>Per chi volesse sapere qualcosa di più sul festival, domenica 5 febbraio alle ore 10.45 su Rai3 andrà in onda il servizio sull&#8217;edizione appena finita.</p>
<p>Ho pensato all&#8217;importanza dei traduttori in un&#8217;iniziativa come questa, dove oltre alle immagini, ogni parola aggiunge o toglie l&#8217;importanza o l&#8217;atmosfera ad ogni film, ogni incontro o dibattito.</p>
<p>Per scoprire qualcosa di più su questo mondo curioso della traduzione nell&#8217;industria cinematografica, ho fatto un paio di domande a <strong>Evelyn Dewald,</strong> responsabile insieme a <strong>Edward Catalini</strong>, dei <strong>sottotitoli italiani</strong> di questo festival.</p>
<h2>Intervista a Evelyn Dewald</h2>
<p><strong>Come ha iniziato a tradurre per l&#8217;industria cinematografica?</strong></p>
<p><strong></strong>23 anni fa, facendo parte della neonata associazione Alpe Adria Cinema dovemmo affrontare il problema di tradurre i film che sarebbero stati presentati alla prima edizione del Festival. Mi fu chiesto in quella occasione di occuparmene visto che in quegli anni in Italia c&#8217;era solo una ditta che faceva sottotitoli elettronici e per noi i costi erano eccessivi visto il budget a nostra disposizione.<br />
In quel periodo, oltre a far parte dell&#8217;Associazione Alpe Adria Cinema, facevo parte del direttivo de La Cappella Underground e lavoravo insieme a Piero Percavassi alla gestione del cinema Ariston. Frequentando vari Festival mi ero già da tempo appassionata al mondo dei sottotitoli che mi permettevano di godermi i film in lingua originale e così la richiesta di occuparmi dei sottotitoli per la prima edizione del nostro Festival mi entusiasmò subito.</p>
<p><strong>Che percorso formativo ha seguito?</strong></p>
<p>In quegli anni non vi erano corsi formativi specifici.<br />
La conoscenza delle lingue era un mio bagaglio personale essendo cresciuta parlando tre lingue correntemente.<br />
Negli anni successivi ne ho aggiunte altre due durante gli anni scolastici.<br />
Per quanto riguarda i sottotitoli mi sono dovuta affidare all&#8217;attenzione con cui negli anni precedenti avevo seguito i film sottotitolati, poi l&#8217;esperienza che ho accumulato man mano ha fatto il resto.<br />
Nei primi anni mi sono occupata esclusivamente dei sottotitoli per Alpe Adria Cinema, poi, con il prezioso incoraggiamento di Cristina Sain (presidente di Alpe Adria Cinema) abbiamo creato insieme la UNDERLIGHT e insieme abbiamo iniziato a lavorare per altri festival e manifestazioni cinematografiche in tutta Italia.<br />
Da qualche anno la Underlight è una ditta personale, ma ovviamente è molto importante la scelta delle persone che collaborano in occasione delle manifestazioni più grandi. A questo proposito devo sicuramente ringraziare Edward Carl Catalini che è diventato un pilastro fondamentale nel mio lavoro.</p>
<p><strong>Quali sono le difficoltà da affrontare in questo tipo di traduzione?</strong></p>
<p>Sicuramente riuscire a rendere al meglio lo spirito dei dialoghi tenendo presente che c&#8217;è la necessità di essere stringati per permettere al pubblico di seguire anche visivamente il film.</p>
<p><strong>Una grande responsabilità la sua. Lei svolge altri tipi di traduzione oltre a queste?</strong></p>
<p>No, mi occupo esclusivamente di sottotitoli per le manifestazioni cinematografiche.</p>
<p><strong>Fa parte di qualche associazione? Se sì, ha ottenuto qualche vantaggio?</strong></p>
<p>Non faccio parte di nessuna associazione.</p>
<p><strong>Un episodio divertente che riguarda il suo lavoro?</strong></p>
<p>Ricordo con molto piacere quando nel 1997 io e Cristina ci siamo recate a Bisacquino in Sicilia in occasione del centenario della nascita di Frank Capra. La Regione Sicilia aveva organizzato una rassegna dei suoi film in lingua originale. I film venivano proiettati in piazza su un telo davanti alla chiesa e la gente si portava da casa le sedie per assistere alle proiezioni.<br />
Ci sembrava di essere finite in una scena del film Cinema Paradiso di Tornatore.<br />
Temevamo che con il passare dei giorni il pubblico non abituato ai sottotitoli si sarebbe ridotto drasticamente, invece con nostro grande piacere ogni sera la piazza era sempre più affollata. Per il resto, più che episodi divertenti mi vengono in mente situazioni in cui siamo stati messi a dura prova dagli imprevisti, ma devo dire che sono anche le situazioni che alla fine ci hanno dato maggiore soddisfazione.</p>
<p>Un consiglio da dare ai giovani traduttori che vorrebbero lavorare nell&#8217;industria cinematografica?</p>
<p>Credo che sia importante una buona cultura cinematografica, perché aiuta molto per una giusta interpretazione dei film che ci si appresta a tradurre.<br />
Attualmente in Italia sono nate molte ditte che si occupano principalmente di sottotitolare programmi TV, che si concentrano però quasi esclusivamente a Roma e Milano.<br />
Chi voglia intraprendere questa carriera deve comunque tener presente che i tempi sono sempre molto stretti.</p>
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		<title>Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 09:50:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuelamanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[giornata mondiale del libro]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura]]></category>
		<category><![CDATA[multilinguismo]]></category>
		<category><![CDATA[san giorgio]]></category>
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		<category><![CDATA[unesco]]></category>

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		<description><![CDATA[Il 23 aprile si festeggia la Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore celebrata dall’UNESCO]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/rosa-e-libro-san-giorgio-300x199.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-2712" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Festa di san Giorgio, i libri e le rose" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/rosa-e-libro-san-giorgio-300x199-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Ogni anno, in tutto il mondo, il<strong> 23 aprile</strong> si festeggia la <strong>Giornata Mondiale del Libro e del Diritto d’Autore</strong> celebrata dall’<strong>UNESCO </strong>sin dal 1996, nel giorno dell’anniversario della morte di tre fra i più grandi autori della letteratura mondiale (Miguel de Cervantes, William Shakespeare e Garcilaso de la Vega) e in corrispondenza della<strong> festa di San Giorgio</strong> quando in Catalogna per ogni libro venduto si regala tradizionalmente una rosa.</p>
<h2>Il tema di quest&#8217;anno</h2>
<p>Ormai divenuto un appuntamento fondamentale nel calendario delle manifestazioni culturali italiane quest’anno la Conferenza Generale Unesco ha recepito le risoluzioni della Assemblea Generale delle Nazioni Unite di celebrare il 2010 come<strong> “Anno internazionale del ravvicinamento delle culture”</strong> e quindi di avviare un conseguente piano di azione. L’obiettivo da perseguire consiste nel consolidare e intensificare il dialogo tra culture per incrementare il<strong> rispetto etico alla diversità</strong> <strong>e alla mutua comprensione</strong>, elementi chiave interni alla Carta delle Nazioni Unite e alla Costituzione dell’UNESCO.  Il tema dominante suggerito dall’Unesco sarà quindi incentrato sul <strong>libro come avvicinamento e dialogo tra culture</strong>.</p>
<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/unesco.jpg"><img class="size-thumbnail wp-image-2707 alignright" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="unesco" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/unesco-150x150.jpg" alt="" width="150" height="150" /></a>Con questo intento la Commissione Nazionale Italiana per l’UNESCO promuove <strong>manifestazioni e incontri in tutta Italia</strong>; il centinaio di eventi distribuiti uniformemente su tutto il territorio nazionale testimoniano infatti l’impegno per valorizzare il libro come strumento insostituibile capace di <strong>unire popoli e generazioni diverse </strong>e permettere il fluire di pensieri liberi, contribuendo all’avvicinamento delle culture e a formare una società globale orientata alla reciproca conoscenza, tolleranza e all’interculturalità.</p>
<p>A questo proposito assumono un ruolo decisamente importante anche le lingue, come mezzo di espressione e comunicazione attraverso cui avviene questo scambio culturale. In un mondo sempre più globalizzato come il nostro, il <strong>multilinguismo</strong>, è ormai un caposaldo per le politiche educative e culturali di oggi, parallelamente all&#8217;apprendimento di lingue straniere, che rivela un atteggiamento di apertura alla diversità e di accoglienza verso altre culture, e alla <strong>traduzione </strong>che conosce oggi un ruolo senza precedenti nella storia dell&#8217;umanità come strumento di conoscenza reciproca e di diffusione culturale.</p>
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		<title>Come scegliere un buon dizionario</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 17:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuelamanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi Passi]]></category>
		<category><![CDATA[dizionario]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[vocabolario]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali caratteristiche deve possedere quindi un buon dizionario?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/dicrtionary.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2536" style="margin: 10px;" title="Spanish dictionary pages up into the air" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/dicrtionary-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Un buon dizionario d&#8217;uso <strong>monolingue </strong>si rivela spesso uno <strong>strumento indispensabile </strong>per i traduttori che, incerti o meno su un termine, vogliono approfondire le loro ricerche addentrandosi nella definizione di una parola data e scoprire le diverse accezioni della voce in questione (o lemma), quindi i vari usi che i parlanti ne fanno a seconda dei diversi contesti comunicativi.<br />
Anche per i più esperti consultare un dizionario può essere fonte di verifiche e accertamenti, perché il traduttore che punta a un lavoro accurato non dà nulla per scontato.</p>
<h2>Le caratteristiche</h2>
<p>Quali caratteristiche deve possedere quindi un <strong>buon dizionario</strong>?</p>
<ul>
<li>Deve presentare nell&#8217;introduzione le premesse o <strong>accorgimenti </strong>utili alla consultazione, in modo da convertirsi in uno strumento accessibile anche agli utenti non specialisti.</li>
<li>Deve essere “<strong>economico</strong>”, ovvero deve riportare nel minor spazio il maggior numero di informazioni possibili.</li>
<li>La qualità di un dizionario si riconosce anche dagli <strong>esempi </strong>riportati per ogni voce e accezione e della fraseologia relativa, che aiutano il linguista a riconoscere gli ambiti d&#8217;uso di ogni singola parola.</li>
<li>In molti dizionari monolingue sono presenti, inoltre, le<strong> marche d&#8217;uso</strong> che danno informazioni relative alla <strong>frequenza </strong>e al <strong>contesto </strong>d&#8217;uso di ogni parola.</li>
<li>In più, deve riportare più<strong> informazioni aggiuntive</strong> (o grammaticali) possibili: la scansione sillabica, la segnalazione dell&#8217;accento tonico, la classe lessicale di appartenenza, l&#8217;anno di attestazione e l&#8217;etimologia della parola, quando possibile (il Devoto Oli ha introdotto, inoltre, una nuova classificazione dei verbi sulla base della loro valenza e del loro tipo di reggenza).</li>
</ul>
<h2>Le versioni in CD-ROM e sul web</h2>
<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cdrom.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2539" style="margin: 10px;" title="cdrom" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cdrom-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Ormai ogni versione cartacea viene accompagnata dalla <strong>versione elettronica </strong>in CD-ROM. Questo perché la versione elettronica permette ricerche incrociate, la ricerca di parole attraverso l&#8217;immissione delle sole iniziali ecc.</p>
<p>Grazie all&#8217;evoluzione tecnologico-informatica e all&#8217;avvento di internet ora si trovano <strong>on-line</strong> alcuni tra i più importanti dizionari dell&#8217;uso. Uno dei grossi vantaggi di questi dizionari elettronici è che hanno un <strong>accesso più immediato</strong>; infatti, per un traduttore che lavora per la maggior parte del suo tempo al computer, risultano facilmente fruibili e poco ingombranti.</p>
<p>Tra questi citiamo, per l&#8217;italiano:</p>
<ul>
<li> il <a href="http://www.garzantilinguistica.it" target="_blank">Grande Dizionario di Italiano Garzanti</a>, contenente una sezione dedicata ai sinonimi e ai contrari; tavole di coniugazione dei verbi; una grammatica essenziale con numerosi esercizi per approfondire le conoscenze lessicali e le competenze linguistiche di base; e un&#8217;altra sezione in cui si possono trovare le risposte ai dubbi più frequenti nell&#8217;uso della lingua italiana.</li>
<li>L&#8217;edizione on-line tratta dal <a href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/index.shtml" target="_blank">Sabatini-Coletti</a> “Un dizionario che si consulta non solo per controllare l’esatta grafia e l’esatta pronuncia delle parole o per conoscere il significato di quelle ignote, ma altrettanto e anche più frequentemente per controllare l’esatta costruzione delle frasi e per guidare alla scelta in base a criteri di efficacia comunicativa”.</li>
<li>Il Dizionario online tratto da<a href="http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano.aspx?idD=1" target="_blank"> il Grande Dizionario Italiano</a> con CD-ROM di Gabrielli Aldo (Hoepli).</li>
<li>Il De Mauro (Paravia) non risulta più attivo.</li>
</ul>
<p>Per l&#8217;inglese:</p>
<ul>
<li><a href="http://dictionary.cambridge.org/" target="_blank">Cambridge Dictionaries online</a></li>
<li><a href="http://www.merriam-webster.com/" target="_blank">Merriam  Webster Online</a></li>
<li><a href="http://dictionary.oed.com" target="_blank">Oxford English Dictionary</a></li>
<li><a href="http://www.thefreedictionary.com " target="_blank">www.thefreedictionary.com </a></li>
<li><a href="http://www.dictionary.reference.com " target="_blank">www.dictionary.reference.com </a></li>
</ul>
<p>Per lo spagnolo:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.rae.es/rae.html" target="_blank">Diccionario de la Real Academia Española</a></li>
<li><a href="http://clave.librosvivos.net/" target="_blank">Diccionario Clave </a></li>
<li><a href="http://www.elmundo.es/diccionarios/" target="_blank">Diccionario de español de El Mundo.es</a></li>
</ul>
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		<title>Scrittori-traduttori: un binomio che funziona</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Manuela La Porta è andata a curiosare per i lettori di EST tra le interviste condotte da Rai Educational a più di 80 scrittori protagonisti della nostra letteratura più recente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/fotoscrittori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2506" style="margin: 10px;" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/fotoscrittori-300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" /></a></strong><strong>Manuela La Porta</strong> è andata a curiosare per i lettori di EST tra le <strong>interviste </strong>condotte da<strong> Rai Educational</strong> a più di 80 scrittori protagonisti della nostra letteratura più recente. <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/index.asp" target="_blank">Scrittori per un anno</a> è un programma giunto alla terza edizione che raccoglie percorsi, impressioni e ricordi attraverso interviste molto intime e spontanee, selezionabili anche in base a percorsi tematici ben strutturati.</p>
<p>Avventura affascinante, viaggio verso l’opera, scoperta del tessuto linguistico. È ad Ulisse che <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=113" target="_blank">Antonio Tabucchi</a> paragona la figura del <strong>traduttore </strong>che, come un viaggiatore ed<strong> esploratore solitario</strong>, ha bisogno di due requisiti opposti ma paradossalmente imprescindibili per affrontare con successo la sua traversata della creazione letteraria:<strong> arroganza e umiltà</strong>.</p>
<p>Come Tabucchi anche <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=174" target="_blank">Ivan Cotroneo</a> sostiene che tradurre sia un importante <strong>esercizio di scrittura</strong>, una vera e propria <strong>disciplina</strong>. Il suo ingresso nel mondo della traduzione è stato casuale. Acquistata, da giovane e con fatica, una copia abbastanza costosa della traduzione di una sceneggiatura e rimastone deluso, decide di scrivere una lettera di protesta all’editore e di contro ottiene un’<strong>offerta di lavoro </strong>come consulente presso la casa editrice. Da qui parte la sua avventura di editor di testi inglesi e americani e poi di traduttore di Michael Cunningham e Hanif Kureishi. La traduzione, dice Cotroneo, aiuta a diventare più pazienti verso la propria scrittura, a essere disposti al cambiamento, alla <strong>negoziazione</strong>.</p>
<p>Un mestiere duro, quindi, quello del traduttore, tanto che<a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=198" target="_blank"> Valerio Magrelli</a>,<strong> traduttore di prosa, poesia e teatro</strong>, docente e scrittore tradotto a sua volta, legge, nella sua intervista, la traduzione di un testo francese del XVII secolo intitolato <em><strong>Contro la traduzione</strong></em> in cui l’autore afferma di essere contrario all’imitazione, di essere stufo di servire, di essere spossato dall’ingrato compito di capire “chi neppure si capì da se stesso”. Magrelli racconta poi di aver lavorato per Einaudi a un interessante esperimento letterario e linguistico, alla pubblicazione cioè della collana trilingue<strong> Scrittori tradotti da scrittori</strong> di cui fanno parte ad esempio il volume dedicato ad E.A. Poe tradotto in francese da Baudelaire e in italiano da G. Manganelli, L. Koch ed E. Mazzarotto o quello dedicato a J. Joyce con la traduzione in francese di Samuel Beckett, in italiano dello stesso Joyce insieme a N. Frank e con in appendice una nuova traduzione integrale dall’inglese di L. Schenoni.</p>
<p>L’avventura di traduttore di <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=308" target="_blank">Carlo Fruttero</a> inizia all’Einaudi, nei primi anni Cinquanta, e con<strong> Italo Calvino</strong> come compagno di stanza. Da lì, in quegli anni, passavano tutti i maggiori scrittori e intellettuali del tempo: Vittorini, Antonicelli, Venturi. Fruttero parla della sua esperienza di<strong> editor, traduttore e revisore</strong> e dei <strong>“furori”</strong> derivanti dall’ingrato compito di confrontarsi con traduzioni non sempre ben riuscite. Parla poi della sua collaborazione con <strong>Lucentini</strong>, l’incontro tra due personalità diversissime – Lucentini più razionale e controllato, Fruttero più amante della scoperta e della sorpresa – ma capaci insieme di trovare il giusto compromesso per dar vita a un<strong>’opera a quattro mani.</strong></p>
<p><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=308" target="_blank">Jacqueline Risset</a>, madrelingua francese a lungo vissuta in Italia, si affaccia alla traduzione con l’arduo compito di tradurre dal francese all’italiano, la sua seconda lingua, esperimento grazie al quale entra in contatto intimo con il nostro idioma e che le è servito per cimentarsi poi con una prova quasi impossibile, tradurre <strong>Dante </strong>in francese. <strong>La Divina commedia</strong> è un viaggio iniziatico, dice Jacqueline, e solo se siamo capaci di sentirne il ritmo potremo compierlo insieme all’autore. Il ritmo, sì, quando <strong>entriamo nel ritmo di un testo</strong> siamo in grado di tradurlo. Per questo motivo, secondo Risset, l’inizio di una traduzione difficilmente riesce bene.</p>
<p>E dell’importanza del <strong>ritmo </strong>parla anche<a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=446" target="_blank"> Paolo Nori </a>in un’interessante analisi del rispetto, da parte del traduttore, delle intenzioni non solo di <strong>senso </strong>dell’autore ma anche di <strong>suono</strong>. A riprova di ciò Nori ci legge l’inizio di un romanzo di Dostoevskij <strong><em>Memorie dal sottosuolo</em></strong>, una vera e propria “trottola sonora” generata dalla presenza costante ma ogni volta cambiata di posto di pronome, sostantivo e aggettivo all’interno delle prime tre frasi. Un ordine delle parole preciso, che ci restituisce, oltre al ritmo della narrazione, l’immagine del personaggio e che se non viene rispettato comporta una <strong>perdita doppia</strong>.</p>
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		<title>Tradurre poesia</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 21:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La poesia è ricerca, tradurre è ricerca, scrivere, capire, leggere!, comunicare è ricerca: di ponti, di un gesto che avvicini, di cittadinanza - a chi e a che cosa serve?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1491" style="margin: 10px;" title="A lake, a lane, a line, a lone" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/07/new_a-lake-300x217.jpg" alt="A lake, a lane, a line, a lone" width="240" height="174" />Da dove cominciare?</p>
<p>Dal fatto che di quella che ho tradotto*, per una ragione o per l&#8217;altra ben poca è edita?</p>
<p>O dal fatto che la parola tradurre rima con sedurre e dedurre e produrre e ricondurre?</p>
<p>Ma (chi obietti che non si comincia una frase con &#8221;ma&#8221; può rileggersi <em>L&#8217;infinito</em>) è poi tanto importante la rima, tanto più che non sempre è possibile mantenerla e certo è ancor più raro farlo senza perdere di vista in parte, o del tutto, il significato e il senso?</p>
<p>È forse meglio concentrarsi sul rimando interno, sull&#8217;assonanza, sull&#8217;omofonia, sulla danza delle sillabe?</p>
<p>La metrica, già, dove la mettiamo? Renderla da qualsiasi lingua a qualsiasi altra lingua è possibile? I versi sciolti sono dunque più facili?</p>
<p>&#8221;La poesia andrebbe letta in originale&#8221;, mi sento dire spesso. Alzi la mano chi è in grado di goderne in più di quattro lingue (beato) e ci dica: e per tutte le altre?</p>
<p>E ancora, che tariffa applicare? <em>M&#8217;illumino d&#8217;immenso</em> sono venti caratteri giusti giusti, a 20 euro a cartella da 2000 fa 0,20 euro. Lordi. Che affare, vero?</p>
<p>Quante domande! Ma che cos&#8217;altro è la poesia se non una domanda, che cos&#8217;altro cercarvi se non domande, che cos&#8217;altro è veramente importante se non chiedere, chiedersi, interrogare? E una domanda che non ne porti altre &#8211; perché la poesia è ricerca, tradurre è ricerca, scrivere, capire, leggere!, comunicare è ricerca: di ponti, di un gesto che avvicini, di cittadinanza &#8211; a chi e a che cosa serve? Sette mesi fa, su facebook, ho iniziato a inserire <em>una poesia al giorno</em> (<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=30664122271">http://www.facebook.com/group.php?gid=30664122271</a>): oggi siamo quasi mille persone che ogni giorno leggono e si pongono domande (su testi, traduzioni, autorialità primaria e secondaria, lingua, senso e significato): che cosa richiediamo alla poesia? Che cosa pensiamo ci richieda?</p>
<p>Che cosa chiediamo noi umani gli uni agli altri? La domanda resta aperta.</p>
<p>La redazione di EST ringrazia <strong>Fiamma Lolli</strong> per l&#8217;editoriale del mese di luglio 2009.</p>
<p>Per saperne di più su Fiamma Lolli andate in<br />
<a href="http://quantestorie.noblogs.org/post/2008/05/23/note-biografiche-pi-o-meno" target="_blank">http://quantestorie.noblogs.org/post/2008/05/23/note-biografiche-pi-o-meno</a>;<br />
per saperne di più sulle sue traduzioni, in<br />
<a href="http://www.proz.com/profile/595920" target="_blank">http://www.proz.com/profile/595920</a></p>
<p><em>* Dall&#8217;inglese Karl L. Guillen, Jim Koller, Jesse Marsh, Robin Morgan, Thich Nhat Hanh; dallo spagnolo Gioconda Belli, Mario Benedetti ed Ernesto Cardenal, più un altro autore che ancora per qualche mese rimarrà misterioso&#8230; ma poi si saprà, oh se si saprà!</em></p>
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