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	<title>European School of Translation &#187; traduzione letteraria</title>
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		<title>Appuntamenti con la traduzione a settembre: Giornate della Traduzione Letteraria</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/notizie/appuntamenti-con-la-traduzione-a-settembre-giornate-della-traduzione-letteraria</link>
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		<pubDate>Tue, 13 Sep 2011 12:40:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>silviapellacani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Casa delle Traduzioni]]></category>
		<category><![CDATA[Giornate della Traduzione Letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[Premio Bluenocturne]]></category>
		<category><![CDATA[seminari per traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>
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		<description><![CDATA[IX Giornate della Traduzione Letteraria a Pesaro Giunte alla nona edizione, le Giornate della Traduzione Letteraria organizzate da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>IX Giornate della Traduzione Letteraria a Pesaro</h2>
<p style="text-align: center;"><a href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/templates/traduzione_editoria/images/top-bg.png"><img class="aligncenter" src="http://traduzione-editoria.uniurb.it/templates/traduzione_editoria/images/top-bg.png" alt="traduzione_editoria" width="585" height="120" /></a></p>
<p>Giunte alla nona edizione, le <strong>Giornate della Traduzione Letteraria</strong> organizzate da Ilide Carmignani e Stefano Arduini si svolgeranno dal 30 settembre al 2 ottobre 2011 presso la nuova sede di <a title="Pesaro Studi - Home" href="http://www.pesarostudi.it/index.php?id=2765" target="_blank"><strong>Pesaro Studi</strong></a> (viale Trieste 296 Pesaro), sotto il patrocinio del <strong>Ministero per i Beni e le Attività Culturali</strong> e delle <strong>Biblioteche di Roma</strong>.</p>
<p>Insieme ai traduttori e agli editor di numerose case editrici (Adelphi, Encyclomedia Publishers, Harlequin, Marsilio, minimum fax, Mondadori, Neri Pozza, Salani, Sperling &amp; Kupfer, Zanichelli), parteciperanno a questa edizione il <strong>Centro per il Libro e la Lettura</strong>, le <strong>Biblioteche di Roma</strong>, la <a title="Biblioteca Casa Delle Traduzioni" href="http://www.comune.roma.it/wps/portal/pcr?jppagecode=casa_traduzioni.wp" target="_blank"><strong>Casa delle Traduzioni</strong></a>, <a title="Associazione Italiana Dialoghisti Adattatori Cinetelevisivi" href="http://www.aidac.it/" target="_blank"><strong>AIDAC</strong></a>, <a title="Associazione Italiana Traduttori e Interpreti" href="http://www.aiti.org/index.html" target="_blank"><strong>AITI</strong></a> e la <a title="Traduttori SNS" href="http://www.traduttorisns.it/" target="_blank"><strong>Sezione Traduttori SNS</strong></a>.</p>
<p>&nbsp;</p>
<h2>Terza edizione del Premio “Bluenocturne”</h2>
<h2 style="text-align: left;"><a href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/images/stories/blue.gif"><img class="alignleft" src="http://traduzione-editoria.uniurb.it/images/stories/blue.gif" alt="premio_bluenocturne" width="214" height="63" /></a></h2>
<p>La terza edizione del <strong>Premio “Bluenocturne”</strong> indetto da Harlequin Mondadori offrirà ai partecipanti delle IX Giornate la possibilità di mettersi alla prova con la <strong>traduzione di un racconto dall&#8217;inglese</strong>. Una commissione valuterà tutti gli elaborati e premierà la versione migliore, offrendo un contratto per una traduzione di un <strong>romanzo Harlequin Mondadori</strong>. Le traduzioni devono pervenire sia alla segreteria di redazione Harlequin (Via Marco D&#8217;Aviano 2 &#8211; 20131 MILANO) sia alla dott.ssa Maddalena Ercoles (Fondazione Universitaria San Pellegrino, via Massimo D&#8217;Azeglio 8, 47843 Misano Adriatico, RN) in formato cartaceo più cd con file, unitamente alla fotocopia del versamento d&#8217;iscrizione alle IX Giornate, <strong>entro il 31 dicembre 2011</strong>.</p>
<h2>Seminari e microcorsi di traduzione editoriale</h2>
<h2 style="text-align: left;"><a href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/images/stories/yoogallery/foto1/IMG_3759_t_2.jpg"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" src="http://traduzione-editoria.uniurb.it/images/stories/yoogallery/foto1/IMG_3759_t_2.jpg" alt="seminari" width="314" height="209" /></a></h2>
<p>Tra i <a title="Iscrizione ai seminari" href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/giornate-della-traduzione-letteraria/iscrizione-seminari.html" target="_blank"><strong>seminari</strong></a> di quest&#8217;anno segnaliamo: <strong>Simona Cives</strong>, «Una Casa delle traduzioni a Roma» (Biblioteche di Roma); <strong>Elisa Comito</strong>, «Il contratto di edizione: tradurre in pratica i diritti d&#8217;autore» (a cura della Sezione traduttori SNS); <strong>Bruno Osimo</strong>, «Qualità e valutazione: analizziamo insieme le versioni di un testo (inglese)»; <strong>Paola Mazzarelli</strong>, «&#8221;Le afferrò la mano, la fissò in faccia e fece un largo sorriso&#8221;. Tradurre letteratura di intrattenimento (inglese)»; <strong>Bruno Berni</strong>, «Il doppio camaleonte: linguaggi settoriali nella traduzione letteraria (a cura di AITI)»; <strong>Franco Nasi</strong>, «Tradurre il ritmo della prosa: il Decameron nell&#8217;italiano di oggi».</p>
<p>All’interno delle Giornate verranno inoltre attivati quattro <strong>microcorsi di traduzione editoriale</strong>:</p>
<ul>
<li>il microlaboratorio di <strong>traduzione letteraria dall&#8217;inglese per principianti</strong> tenuto da <strong>Bruno Osimo</strong>, a numero chiuso (20 persone), su due moduli (domenica 2 ottobre)</li>
<li>il microcorso di <strong>traduzione di romanzi rosa</strong> «La traduzione muta&#8230; forma &#8211; Editing di un testo urban-fantasy» tenuto da <strong>Alessandra Roccato</strong> (Harlequin), su quattro moduli (30 settembre-2 ottobre)</li>
<li>il microcorso «Teoria e pratica della traduzione audiovisiva» tenuto da <strong>Eleonora Di Fortunato</strong> e <strong>Mario Paolinelli</strong> (AIDAC), su quattro moduli (1-2 ottobre)</li>
<li>il microcorso «Tradurre The Schooner &#8220;Flight&#8221; di Derek Walcott» tenuto da <strong>Matteo Campagnoli</strong>, su due moduli (1-2 ottobre).</li>
</ul>
<p>Le <strong>iscrizioni</strong> alle IX Giornate (100 euro per i tre giorni) resteranno aperte <strong>fino a esaurimento dei posti disponibili</strong>. I seminari sono a numero chiuso e l&#8217;ammissione sarà determinata dall&#8217;ordine di iscrizione al convegno (data della ricevuta del bonifico).</p>
<p>La segreteria sarà disponibile per l&#8217;accoglienza ai partecipanti venerdì 30 settembre dalle 9.00 alle 13.00 presso Pesaro Studi (viale Trieste 296 Pesaro). Per avere accesso alla manifestazione è necessario registrarsi e indossare il badge.</p>
<p>L&#8217;Università di Urbino rilascerà un <strong>attestato di partecipazione del valore di 2 crediti</strong>.</p>
<p>Gli iscritti al <a title="Babel festival di letteratura e traduzione" href="http://www.babelfestival.com/" target="_blank">Babel festival di letteratura e traduzione</a> usufruiranno di uno sconto del 20% sull’iscrizione alle Giornate.</p>
<p>Sul <strong><a title="Giornate della Traduzione Letteraria, Nona Edizione" href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/giornate-della-traduzione-letteraria/gironate-traduzione-letteraria.html" target="_blank">sito delle Giornate</a></strong> sono disponibili ulteriori informazioni e le indicazione per la <strong>iscrizione</strong> al <a title="Iscrizione alle Giornate" href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/giornate-della-traduzione-letteraria/iscrizione-giornate.html" target="_blank">convegno</a> e ai <a title="Iscrizione ai seminari" href="http://traduzione-editoria.uniurb.it/giornate-della-traduzione-letteraria/iscrizione-seminari.html" target="_blank">seminari</a>.</p>
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		<title>Intervista a Emanuela Cervini</title>
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		<pubDate>Tue, 24 Aug 2010 14:57:25 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[diventare traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[emanuela cervini]]></category>
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		<category><![CDATA[intervista]]></category>
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		<description><![CDATA[Per chi si appresta a leggere Hotel Bosforo di Esmahan Aykol, edito da Sellerio, si renderà conto, subito, [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Per chi si appresta a leggere <strong>Hotel Bosforo</strong> di Esmahan Aykol, edito da Sellerio, si renderà conto, subito, della straordinaria traduzione, dal tedesco, di Emanuela Cervini: traduttrice professionista che rivela, in questa intervista, il fascino della traduzione.</p>
<p><strong>PZ: Come si è avvicinata al mondo della traduzione?<br />
EC:</strong> Le lingue straniere mi sono sempre piaciute. Dopo l’esame di maturità ho deciso di <a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/08/Hotel-Bosforo.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-3214" title="Hotel Bosforo" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/08/Hotel-Bosforo-210x300.jpg" alt="" width="210" height="300" /></a>frequentare l’istituto per interpreti e traduttori per approfondire la mia conoscenza di inglese e tedesco concentrandomi sugli aspetti più concreti. Ho capito subito che l’interpretazione non faceva per me e mi sono innamorata della traduzione. Adoro riflettere su parole e frasi, consultare dizionari, fare ricerche, cercare di rendere al meglio ogni sfumatura. Ho terminato gli studi a Milano (dopo due anni a Varese) proprio per potermi specializzare in traduzione e ho avuto la fortuna di incontrare ottimi professionisti da cui ho imparato molto. Grazie a una delle mie docenti ho firmato il primo contratto con una casa editrice. Oggi lavoro prevalentemente in campo editoriale, ma faccio anche traduzioni di altro tipo quando ne ho la possibilità.</p>
<p><strong>PZ: Solitamente legge tutto il libro e poi inizia la traduzione oppure procede, passo dopo passo, senza sapere come si svolge la storia?<br />
EC: </strong>Il tempo è poco e non riesco quasi mai a leggere il libro prima di cominciare la traduzione. L’ho fatto solo una volta, approfittando di una vacanza in montagna. Comunque non mi dispiace scoprire poco per volta come si dipana la storia. Così mi trovo nella stessa situazione del lettore finale; non sapendo cosa succede dopo, non corro il rischio di anticipare involontariamente qualche particolare traducendo un termine o una frase in un modo anziché in un altro. Comunque non c’è niente di male nel leggere tutto il libro prima di iniziare. Se escludiamo il fattore tempo, è solo questione di preferenze.</p>
<p><strong>PZ: Crede che sia importante la formazione accademica oppure è una sorta di dote innata saper tradurre: insomma si è traduttori o lo si diventa?<br />
EC:</strong> Per svolgere bene questo mestiere ci vogliono senz’altro delle doti innate. Non a caso molti traduttori, almeno tra quelli che conosco io, hanno caratteristiche comuni: precisione quasi maniacale, abitudine alla riflessione, orecchio per la lingua (italiana e straniera)… Per chi traduce narrativa credo sia importante anche la capacità di immedesimarsi nell’autore e nei personaggi. Però anche la formazione è fondamentale. Io ho imparato molto frequentando l’istituto per traduttori e interpreti. Avendo a che fare con docenti che erano (e sono) anche professionisti affermati ho acquisito un metodo di lavoro. Il metodo, sommato alle doti naturali e affinato con l’esperienza, mi ha permesso di andare avanti. Comunque non si finisce mai di imparare, si cresce con ogni libro tradotto.</p>
<p><strong>PZ: Quale consiglio potrebbe dare a chi volesse diventare un traduttore?<br />
EC:</strong> All’aspirante traduttore direi di pensarci bene. È un lavoro impegnativo, faticoso non solo dal punto di vista mentale, spesso si lavora fino a tardi, anche di notte e nel weekend. C’è il vantaggio che si può lavorare a casa, ma può anche essere uno svantaggio. Bisogna amare la solitudine e avere buone capacità organizzative. L’aspetto peggiore, però, è quello retributivo. Le tariffe sono molto basse, è difficile vivere di sola traduzione editoriale. Ci vogliono passione e spirito di sacrificio, ma è anche importante non farsi mettere i piedi in testa, conoscere il proprio valore e non svendersi. Chi è deciso a imboccare questa strada deve avere un’ottima conoscenza della lingua straniera, ma soprattutto un’ottima conoscenza dell’italiano. L’offerta formativa è vasta, ci sono corsi di ogni tipo, ma bisogna fare attenzione, non tutti sono seri e utili. Entrare in contatto con le case editrici non è facile, all’inizio si ottengono pochissime rispose. Ecco il mio consiglio per gli aspiranti traduttori: cominciate proponendovi come lettori (in pratica dovrete leggere libri in lingua straniera e compilare una scheda di valutazione in base alla quale la casa editrice deciderà se acquistare o meno i diritti di traduzione). Stabilito un primo contatto, dovrebbe essere più facile ottenere un testo di prova per passare dal ruolo di lettore a quello di traduttore. Altro consiglio: leggete bene la sezione “Traduttori si diventa” del sito www.biblit.it e la pagina delle FAQ di www.traduttorisns.it.</p>
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		<title>Tradurre &#8211; 13 maggio 2010: Tradurre (in) Europa</title>
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		<pubDate>Mon, 10 May 2010 13:19:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[Estranslation]]></category>
		<category><![CDATA[festival della traduzione]]></category>
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		<category><![CDATA[Tradurre]]></category>
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		<description><![CDATA[Durante questa puntata Andrea e Melani incontreranno Camilla Miglio, traduttrice, docente e coordinatrice del festival della traduzione "Tradurre (in) Europa", che si svolgerà a Napoli dal 22 al 29 novembre 2010.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.estranslation.net/it/index.php?lang=it&amp;lang_home=true"><img class="alignleft size-full wp-image-2929" title="ESTranslation" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/05/ESTranslation.png" alt="" width="220" height="184" /></a><strong>Giovedì 13 maggio alle 17:00 </strong>torna l&#8217;appuntamento bisettimanale con<strong> Tradurre, il webcast </strong>condotto da Andrea Spila e Melani Traini.</p>
<p>Durante questa puntata Andrea e Melani incontreranno <strong>Camilla Miglio</strong>, traduttrice, docente e coordinatrice   del festival della traduzione <a href="http://www.estranslation.net/it/index.php?id_site=4" target="_blank"><strong>&#8220;Tradurre (in) Europa&#8221;</strong></a>, che si svolgerà a <strong>Napoli dal 22 al 29 novembre 2010</strong>.</p>
<p style="text-align: center;"><strong><a href="https://www1.gotomeeting.com/register/283308905" target="_blank">&gt;&gt;La partecipazione è gratuita! Registrati qui.  &lt;&lt;</a></strong></p>
<p>Il festival della traduzione, patrocinato dall&#8217;Unione Europea e inserito nel <strong>Programma Cultura 2007-2013</strong>, coinvolgerà l&#8217;intera città di Napoli: gli incontri si svolgeranno in castelli, piazze, librerie e  teatri.</p>
<p>Sarà una settimana dedicata alla letteratura, alla cultura e alla <strong> traduzione </strong>intesa in senso molto ampio: passaggio e<strong> metamorfosi di  codici</strong> che non sono le lingue diverse, ma i linguaggi dei media,  dell’espressione artistica, che accolgono e riscrivono temi, miti,  figure.</p>
<p>Sarà presentato il progetto di un<strong> centro studi sulla traduzione</strong>, iniziato con la creazione di un sito web-rivista, <a title="Il porto di Toledo" href="http://www.lerotte.net/" target="_blank">Il Porto di Toledo</a>, già attivissimo nell’ambito della traduzione e del confronto tra gli spazi e le culture.</p>
<p>La  European School of Translation parteciperà al festival con una<strong> puntata speciale di &#8220;Tradurre&#8221;</strong>, condotta in diretta dal festival.</p>
<p style="text-align: center;">
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		<title>Intervista ad Antonietta Pastore</title>
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		<pubDate>Fri, 07 May 2010 14:53:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
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		<category><![CDATA[antonietta pastore]]></category>
		<category><![CDATA[giappone]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Paola Zoppi ha intervistato la docente, scrittrice e traduttrice Antonietta Pastore, parlando di lingua e cultura giapponese.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>PZ: Innanzitutto ad Antonietta Pastore, docente, scrittrice e traduttrice, vorrei chiedere una prima curiosità, da dove nasce la sua passione per la lingua giapponese, che noi occidentali siamo frequentemente abituati a considerare molto distante da noi?<br />
AP:</strong> Mi sono avvicinata alla cultura giapponese per ragioni personali: ho sposato un giapponese, conosciuto in Europa, e con lui mi sono trasferita dopo qualche anno in Giappone. A decidermi a compiere questo passo è stata la fascinazione che il paese ha esercitato su di me durante il mio viaggio di nozze: in quell&#8217;occasione sono rimasta estremamente colpita dalla raffinatezza della cultura, la cortesia della popolazione, l&#8217;originalità dell&#8217;estetica tradizionale. Il desiderio di imparare la lingua è stato una diretta, immediata conseguenza di questa fascinazione.</p>
<p><strong><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/05/antoniettapastore.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-2880" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="Leggero il passo sui tatami" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/05/antoniettapastore.jpg" alt="" width="200" height="296" /></a>PZ: Nel suo ultimo libro, Leggero il passo sui tatami, edito da Einaudi, racconta i suoi sedici anni in Giappone, qual è stata la sua esperienza di orientamento in questo paese totalmente sconosciuto?<br />
AP:</strong> In realtà mi ci sono sono voluti diversi anni per trovare un rapporto equilibrato con la società giapponese. Dopo un primo periodo di innamoramento incondizionato per questa cultura, sono passata a una fase di totale rifiuto. In seguito ho dovuto compiere uno sforzo notevole per superare il limiti della mia forma mentis, profondamente condizionata dall&#8217;educazione ricevuta in Europa, e avvicinarmi a quella giapponese senza pregiudizi e senza preconcetti. Quando mi sono resa conto, concretamente, che il concetto di buon senso è molto relativo e non può avere valore universale, ho compiuto un grande passo avanti.</p>
<p><strong>PZ: Com&#8217;è riuscita a tradurre, in sé, questa cultura?<br />
AP: </strong>Un grande aiuto l&#8217;ho avuto dalla letteratura. Scoprire l&#8217;esistenza di scrittori giapponesi come Natsume Soseki, Kawabata Yasunari, e altri grandi e meno grandi, ha aperto uno spiraglio nella cortina di pregiudizi che offuscava la mia percezione della mentalità giapponese. Ho capito che solo un popolo di profonda umanità e ricchezza spirituale poteva produrre una letteratura di tale livello, e ho cominciato a chiedermi se la chiusura non fosse soprattutto mia, e a guardare le persone che mi stavano intorno con occhi diversi. Questo mio mutato atteggiamento ha d&#8217;altra parte indotto i giapponesi con cui venivo in contatto a una maggiore apertura nei miei confronti, e da lì è iniziato un percorso evolutivo in cui ho potuto costruire un rapporto più equilibrato con la società in cui vivevo, e adottarne molti valori. Il mio libro Leggero il passo sui tatami parla fondamentalmente di quest&#8217;esperienza esistenziale.</p>
<p><strong>PZ: Lei è certamente una delle più celebri traduttrici delle voci della letteratura giapponese più importanti, voci come quelle di Abe, Izekawa, Inoue, Soseki e il contemporaneo Murakami. Qual è, secondo lei, il rapporto che si instaura fra il traduttore e il testo?<br />
AP: </strong>Nel mio caso, quando traduco un testo cerco di tener conto della diversità del contesto culturale in cui è nato. In altre parole, cerco di conservare intatta la personalità dei personaggi, l&#8217;atmosfera dei luoghi, la peculiarità delle circostanze. Cioè faccio attenzione a <strong>non &#8216;italianizzare&#8217; il testo</strong>, cosa che risulterebbe forse di più facile lettura per il pubblico italiano, ma costituirebbe un &#8216;tradimento&#8217; nei confronti dell&#8217;autore. Questo è uno dei grandi problemi della traduzione, perché se da una parte è necessario rendere il testo scorrevole e vivace, non lo si può trasformare in qualcos&#8217;altro. Per fare un esempio, spesso trovo le traduzioni americane molto belle dal punto di vista della scrittura e del linguaggio, ma infedeli in quanto &#8216;americanizzano&#8217; personaggi e atmosfere. Ora questo non va bene, perché il ruolo del traduttore è sì di rendere al meglio nella propria lingua un testo originariamente scritto in un&#8217;altra, ma anche di dare un&#8217;immagine fedele di una civiltà e di un paese sconosciuti al lettore. Quindi, anche se mi lascio coinvolgere emotivamente dall&#8217;opera che sto traducendo, cerco di conservare nei suoi confronti la mente lucida.</p>
<p><strong>PZ: Sempre nel suo libro, lei arriva a mettere in discussione i propri parametri occidentali per comprendere fino in fondo i meccanismi della società giapponese. Questo è accaduto nel suo mestiere di traduttrice?<br />
AP: </strong>La risposta si riallaccia a quella precedente. I parametri di giudizio sono diversi in civiltà diverse, e occorre rispettarli nella traduzione, anche quando il traduttore non li condivide. Faccio un esempio concreto: in italiano l&#8217;aggettivo &#8216;orgoglioso&#8217; in genere ha valore positivo, mentre in giapponese no, viene piuttosto associato al concetto di &#8216;arrogante&#8217;, &#8216;poco modesto&#8217;; la stessa cosa si potrebbe dire dell&#8217;aggettivo &#8216;individualista&#8217;, che per un italiano evoca un&#8217;idea di indipendenza, mentre per un giapponese è piuttosto sinonimo di &#8216;poco cooperativo&#8217; ed &#8216;egoista&#8217;. Quando si traducono questi aggettivi in italiano è quindi necessario fare molta attenzione a non trasformare in qualità quelle che nell&#8217;intenzione dell&#8217;autore non lo sono. Bisogna cioè rispettare i valori dell&#8217;autore e della sua civiltà, anche se non sono in sintonia con quelli del traduttore. In casi estremi in cui per motivi etici non si possa accettare di farlo (supponiamo il caso di un testo di propaganda politica), meglio rinunciare alla traduzione in questione.</p>
<p><strong>PZ: Cosa consiglierebbe a chi volesse accostarsi per la prima volta alla lingua giapponese?<br />
AP:</strong> Se stiamo parlando di traduzione, meglio scegliere un testo che piace, che sia &#8216;nelle proprie corde&#8217;. Questo è valido sempre, ma in particolar modo per un esordiente. Se invece stiamo parlando di studio della lingua, penso che sia necessario avere delle motivazioni profonde per sostenere lo sforzo che implica. Se queste motivazioni ci sono, ne vale veramente la pena. All&#8217;inizio credo che non sia bene insistere troppo sul&#8217;apprendimento degli ideogrammi, perché abbiamo una memoria visiva e scrivere le parole giapponesi anche in caratteri latini aiuta a ricordarle. Quanto agli ideogrammi, è bene sapere che  si riconoscono meglio se inseriti in un testo, piuttosto  che isolati (questo d&#8217;altronde è valido per tutto, Gestalt insegna).</p>
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		<title>Intervista a Fabio Cremonesi &#8211; Gran Vía</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Apr 2010 14:21:58 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[L'intervista di Annalisa Dolzan a Fabio Cremonesi, editore di Gran Vía.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>In occasione del <strong>BUK Festival </strong>della Piccola e Media Editoria di  Modena<strong> Annalisa Dolzan</strong>, docente di traduzione dallo spagnolo  presso l’istituto per interpreti e traduttori di Trento (<a title="ISIT" href="http://www.isit.tn.it/IT/homepage/">ISIT</a>) ha incontrato e  intervistato  in merito al <strong>rapporto tra editore e traduttore </strong>alcuni  editori che propongono ai lettori italiani narrativa spagnola e  ispanoamericana contemporanea.</p>
<p>Vi proponiamo l&#8217;intervista a <strong>Fabio Cremonesi, editore di Gran Vía</strong>.</p>
<h2>Gran Vía</h2>
<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/granvia.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2745" title="Gran Via" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/granvia.gif" alt="" width="183" height="164" /></a>Gran Vía è una piccola casa editrice nata 4 anni fa. Ha 2 collane: una di narrativa ispanoamericana e una di narrativa della<strong> Spagna “plurale”</strong>, dove per plurale si intende non solo autori che scrivono in castigliano, ma anche in basco, catalano o galiziano, le altre lingue ufficiali del Paese.</p>
<p>Gran Vía produce una decina di titoli all’anno, (con tirature tra le  mille e le 3 mila copie). Intorno a questi numeri ci sono diversi  traduttori. Alcuni hanno tradotto 4-5 libri e altri, per vari motivi, ne  hanno fatto uno solo.  Segnaliamo il caso del <strong>basco</strong>: dal basco all’italiano all’editore risulta  vi sia una sola traduttrice, che dunque è monopolista e, per fortuna, &#8211;  ci dicono &#8211; è anche bravissima!</p>
<p>La editrice privilegia autori attenti alla realtà sociale e  alla storia contemporanea, piuttosto che punti di vista intimisti, per  dare spazio a voci più difficili da trovare tra gli autori italiani.</p>
<h2>L&#8217;intervista</h2>
<p><strong>AD: Cosa dice a un aspirante traduttore letterario?</strong><br />
<strong>FC:</strong> Nella mia esperienza – come dico ai seminari delle<strong> Giornate della traduzione letteraria</strong> all’Università di Urbino – è fondamentale il modo di presentarsi professionale. Apprezzo le presentazioni ben fatte: curriculum ben fatto, con un capitolo di assaggio di un testo ben tradotto e corredato dal testo originale.</p>
<p>È importante anche la consapevolezza che la traduzione è importante ma è comunque solo un passo in un ciclo produttivo piuttosto complesso: una settimana di ritardo per il traduttore può quindi essere indifferente, mentre in realtà scombussola il lavoro a valle, per la tipografia, la promozione, la distribuzione ecc. Sono cose che non vanno sottovalutate.<br />
Magari uno per ingenuità o inesperienza, se è consapevole di tradurre bene, pensa che sia l’unica cosa e che giustifichi qualunque altra manchevolezza. Purtroppo non è vero.</p>
<p><strong>AD: Qual è invece la parte più apprezzabile del lavoro del traduttore?<br />
FC:</strong> Io sono anche traduttore, per cui faccio più fatica a rispondere, perché sto anche parlando di me.<br />
La cosa che io apprezzo molto del traduttore è anzitutto l’italiano. Per me è più importante della lingua di partenza. Sul testo di partenza qualunque errore si riesce ad aggiustare, sull’italiano di arrivo – se abbiamo una traduzione che parte col piede sbagliato – è molto più difficile ed è laboriosissimo.<br />
Un’altra cosa è saper accogliere il lavoro di chi viene dopo – di chi fa la <strong>revisione della traduzione</strong>, rivede le bozze ecc.. Non va percepito come un nemico con cui fare il braccio di ferro, ma come un compagno di squadra. Anche perché, in fondo, – e qui parlo come traduttore – è uno che sta lavorando per me ma prende lo stipendio da un altro. A mio avviso è una questione di <strong>esperienza del traduttore</strong>: più un traduttore è navigato e più accetta costruttivamente, positivamente, il lavoro di chi fa la revisione. Spesso sono proprio i traduttori più giovani o con meno esperienza che se la prendono di più – magari come una cosa personale – pensando ‘devo difendere fino alla morte le mie scelte’. Dopodiché è anche vero che, come in tutti i processi, tutti sbagliano un po’. Per cui ci saranno le volte in cui effettivamente sbaglia il traduttore e le volte in cui sbaglia chi fa la revisione.</p>
<p><strong>AD: Che tipo di rapporto riuscite a instaurare con i vostri traduttori e i vostri editor?<br />
FC:</strong> La parte redazionale la facciamo tutta all’interno. È una relazione peculiare, ma non sfugge ai rapporti che intrattengono le persone. Io mi ricordo due o tre episodi spiacevoli, ma molti, molti più episodi positivi e costruttivi.</p>
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		<title>L&#8217;AutoreInvisibile al Salone del libro di Torino</title>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 09:51:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuelamanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fiera editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[incontri]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[rete]]></category>
		<category><![CDATA[salone internazionale del libro]]></category>
		<category><![CDATA[seminari per traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[torino]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il programma degli incontri sulla traduzione al salone del libro di Torino]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.salonelibro.it/"><img class="size-full wp-image-2695   aligncenter" title="Salone internazionale del libro di Torino" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/logo_salone_torino.jpg" alt="" width="295" height="87" /></a></p>
<p style="text-align: left;">Come ogni anno si rinnova l&#8217;appuntamento con il <a title="Salone internazionale del libro di Torino" href="http://www.salonelibro.it/" target="_blank"><strong>Salone Internazionale del Libro di Torino</strong></a>, la più grande manifestazione italiana dedicata all&#8217;<strong>editoria</strong>, alla <strong>lettura </strong>e alla <strong>cultura</strong>, fra le più importanti in Europa, che si terrà da giovedì 13 a domenica 18  maggio 2010 presso il Lingotto Fiere.<br />
Anche quest&#8217;anno, presso la Sala professionali, si terrà un <a title="Incontri dell'AutoreInvisibile" href="http://www.facebook.com/event.php?eid=111508002211127&amp;ref=mf" target="_blank">ciclo di incontri dedicati alla traduzione</a> in cui prenderanno la parola i più noti<strong> traduttori e professionisti</strong> del mondo editoriale italiano.</p>
<h2>Il programma</h2>
<h3>Giovedì 13 maggio</h3>
<p>Ore 15.00<br />
Sala Professionali<br />
<strong> Tradurre a più mani: esperienze a confronto</strong><br />
Intervengono: Annamaria Biavasco, Edoardo Brugnatelli (Strade Blu Mondadori), Paola Mazzarelli (Scuola di specializzazione per traduttori editoriali di Torino), Mariagrazia Mazzitelli (Salani)</p>
<p>Ore 18.00<br />
Sala Professionali<br />
<strong> Per un decalogo della traduzione editoriale</strong><br />
Intervengono: Simona Cives (Casa delle traduzioni &#8211; Biblioteche di Roma), Luca Conti (SNS), Ena Marchi (Adelphi), Sandra Ozzola (E/O), Fabio Muzi Falconi (Feltrinelli)<br />
Seguirà aperitivo offerto dall&#8217;SNS</p>
<h3>Venerdì 14 maggio</h3>
<p>Ore 11.00<br />
Sala Professionali<br />
<strong> Tradurre giochi di parole, nonsense e filastrocche</strong><br />
Intervengono: Ottavio Fatica, Franco Nasi (Università di Modena), Beatrice Parisi</p>
<p>Ore 14.30<br />
Sala Professionali<br />
<strong> La traduzione teatrale</strong><br />
Intervengono: Monica Capuani (Reading Theater), Osvaldo Guerrieri (&#8220;La Stampa&#8221;), Franco Quadri (Ubu Libri), Luca Scarlini</p>
<p>Ore 17.30<br />
Sala Professionali<br />
<strong> Psicologia per traduttori: come ascoltare un testo</strong><br />
Seminario di Rossella Bernascone</p>
<h3>Sabato 15 maggio</h3>
<p>Ore 15.00<br />
Sala Professionali<br />
<strong> La traduzione nella cultura di arrivo</strong><br />
Intervengono: Stefano Arduini (Università di Urbino), Mariarosa Bricchi (Bruno Mondadori), Daniela Marcheschi (Università di Perugia), Tim Parks (IULM)</p>
<p>Ore 18.00<br />
Sala Professionali<br />
Paolo Nori<br />
<strong> Sputare negli stivali. Discorso sulla traduzione</strong></p>
<h3>Domenica 16 maggio</h3>
<p>Ore 10.30<br />
Sala Professionali<br />
<strong> Il mestiere di traduttore. Ricordo di Angelo Morino</strong><br />
A proposito dei libri di A. Morino, Quando Internet non c&#8217;era (Sellerio) e di S. Basso, Esperienze e divagazioni militanti (Bruno Mondadori)<br />
Intervengono: Susanna Basso, Paolo Collo, Vittoria Martinetto (Università di Torino)</p>
<p>Ore 12.00<br />
Luca Serianni<br />
<strong> I sinonimi dell&#8217;italiano fra dizionari e prassi</strong><br />
lectio magistralis</p>
<p>Coordina Ilide Carmignani<br />
L&#8217;ingresso agli incontri è libero e non richiede prenotazione.<br />
Per l&#8217;ingresso al Salone, i visitatori professionali (librai, bibliotecari, traduttori, illustratori, stampatori, ec.) avranno diritto a una tariffa ridotta.</p>
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		<title>Tradurre &#8211; 29 aprile 2010: insegnare la traduzione</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/formazione-per-traduttori-est/tradurre-29-aprile-2010-insegnare-la-traduzione</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Apr 2010 08:51:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Formazione]]></category>
		<category><![CDATA[diventare traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Lingua]]></category>
		<category><![CDATA[Tradurre]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Tradurre si occupa di didattica della traduzione. Ospiti della puntata Roberta Falcone dell'Università dell'Aquila e Paola Mazzarelli dell'agenzia formativa TuttoEuropa di Torino.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/school_ritaglio.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2733" style="margin-left: 10px; margin-right: 10px;" title="school_ritaglio" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/04/school_ritaglio-186x300.jpg" alt="" width="157" height="254" /></a>Dopo una pausa di riflessione e di decompressione dall&#8217;intensa serie di incontri della Online Winter School, EST torna con una nuova puntata di <strong>Tradurre, il webcast</strong>.</p>
<p><strong>Giovedì 29 aprile, dalle 17 alle 18</strong>, parleremo di <strong>didattica della traduzione: </strong>come si insegna la traduzione dentro e fuori le università? Perché appassiona così tanto gli studenti? Quanti spunti interessanti possono scaturire da una &#8220;traduzione collettiva&#8221; discussa in aula?<br />
<strong>Melani Traini</strong> e <strong>Andrea Spila</strong> ne parleranno con <strong>Roberta Falcone</strong>, traduttrice dall&#8217;inglese e docente di traduzione all&#8217;Università dell&#8217;Aquila e con <strong>Paola Mazzarelli</strong>, traduttrice e docente di traduzione letteraria dall&#8217;inglese presso l<a title="TuttoEuropa" href="http://tuttoeuropa.it/" target="_blank">&#8216;agenzia formativa TuttoEuropa</a> di Torino, che ci racconteranno la loro esperienza di formatrici.</p>
<p style="text-align: center;"><a title="Registrazione gratuita a Tradurre" href="https://www1.gotomeeting.com/register/425587801" target="_blank"><strong>&#8211;&gt;   La partecipazione è gratuita.  Registrati qui! &lt;&#8211;</strong></a></p>
<p>Stiamo inoltre preparando il programma della prossima <strong>&#8220;Online Summer School: Diventare freelance&#8221;</strong>, un ciclo di incontri che quest&#8217;anno si dividerà in due parti, una a giugno e una a settembre. Durante il webcast ci saranno interessanti anticipazioni&#8230; Non mancate!</p>
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		<title>Intervista a Luca Burei &#8211; Edizioni Estemporanee</title>
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		<pubDate>Fri, 26 Mar 2010 09:48:40 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Ritratti]]></category>
		<category><![CDATA[case editrici]]></category>
		<category><![CDATA[Edizioni Estemporanee]]></category>
		<category><![CDATA[fiera editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[In occasione del BUK Festival della Piccola e Media Editoria di Modena Annalisa Dolzan, ha intervistato Luca Burei, editore di Edizioni Estemporanee in merito al rapporto tra editore e traduttore.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/03/logo_ed_est.gif"><img class="alignleft size-full wp-image-2640" style="margin: 10px;" title="logo_ed_est" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/03/logo_ed_est.gif" alt="" width="208" height="77" /></a>In occasione del <strong>BUK Festival della Piccola e Media Editoria di Modena </strong>Annalisa Dolzan, docente di traduzione dallo spagnolo presso l’istituto per interpreti e traduttori di Trento (<a title="ISIT" href="http://www.isit.tn.it/IT/homepage/">ISIT</a>) ha incontrato e intervistato  in merito al <strong>rapporto tra editore e traduttore </strong>alcuni editori che propongono ai lettori italiani narrativa spagnola e ispanoamericana contemporanea.</p>
<p>La prima intervista che vi proponiamo è quella fatta a<strong> Luca Burei</strong>, editore di <a title="Edizioni Estemporanee" href="http://www.edizioniestemporanee.it/" target="_blank"><strong>Edizioni Estemporanee</strong></a>, una piccola casa editrice specializzata in letteratura ispanoamericana attenta soprattutto alle novità (singoli autori o “filoni”), fra le cui uscite recenti c’è la panamense <strong>Rosa Maria Britton</strong>, una delle scrittrici di maggior peso e valore nel Centro America e prima autrice panamense proposta in Italia.</p>
<p>Edizioni Estemporanee gode di una rete di scouting nei paesi latinoamericani e partecipa ad alcune fiere locali: Guadalajara, Santo Domingo, L’Avana, per citarne alcune.</p>
<p><strong>AD: Chi sono i vostri traduttori?</strong><br />
<strong>LB:</strong> esistono due tipologie. La prima tipologia è quella del traduttore che si propone con un’opera che ritiene interessante. È un approccio che consiglio vivamente, anche perché viviamo in un momento nel quale tutti si devono rendere conto che è cambiato il mercato, quindi io sono ben contento se arriva un traduttore e mi dice «io conosco questo autore, lo trovo interessante, ho una prova di traduzione».<br />
Trovo addirittura geniale chi fa uno sforzo ulteriore e ha già capito come sono i diritti d’autore, (cioè se sono liberi o se non sono liberi), e, ancora meglio se si è informato su eventuali sovvenzioni alla pubblicazione da parte degli Stati di origine.<br />
Poi abbiamo i traduttori che ci arrivano dalle università, dalle facoltà, dai master in traduzione e così via.<strong></strong></p>
<p><strong>AD: Quanti traduttori lavorano per voi dallo spagnolo?<br />
LB</strong>: Abbastanza. Abbiamo alcune traduttrici che hanno lavorato su vari libri. Anche il mio socio, Dario Bonomini, è un traduttore, e ha tradotto Miguel Mejides, un cubano con un linguaggio abbastanza difficile da tradurre- O ormai è diventato il suo traduttore di fiducia, tant’è che su un romanzo sul quale c’era un dubbio se lo pubblicassimo noi o no, l’autore aveva chiesto espressamente a Dario di occuparsi della sua traduzione. Se si instaura un certo tipo di rapporto e se c’è una simbiosi tra un autore e un traduttore è più facile anche per il traduttore mantenere questo rapporto con la casa editrice.</p>
<p>Noi proponiamo anche autori abbastanza difficili da tradurre. Un cubano non è assolutamente facile: lo spagnolo è molto particolare, molto gergale, bisogna aver vissuto a Cuba per capire che cosa vuol dire e darne la traduzione esatta. Quindi, o sei esperto in letteratura cubana o ti sei già cimentato su traduzioni di autori cubani, oppure il testo che ne viene fuori deve essere attentamente ricontrollato.</p>
<p>Edizioni Estemporanee attualmente ha 14 titoli di letteratura latinoamericana, due sono in programma per quest’anno: il secondo romanzo di Miguel Mejides e probabilmente un altro romanzo di un giovane autore argentino.</p>
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		<title>&#8220;El símbolo perdido&#8221;, ovvero tradurre Dan Brown in spagnolo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator></dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[dan brown]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[urgenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando deve uscire un best seller, il tempo è tiranno e il nervosismo nella casa editrice alle stelle. La traduzione in spagnolo dell’attesissimo romanzo di Dan Brown, El símbolo perdido (Il simbolo perduto), ha richiesto enormi sforzi da parte dei traduttori, e dei revisori, coinvolti nel progetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/03/danbrown.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2575" style="margin: 10px;" title="dan brown" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/03/danbrown-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Quando deve uscire un <strong>best seller</strong>, il tempo è tiranno e il nervosismo nella casa editrice alle stelle. La traduzione in spagnolo dell’attesissimo romanzo di <strong>Dan Brown, El símbolo perdido</strong> (Il simbolo perduto), ha richiesto enormi sforzi da parte dei traduttori, e dei revisori, coinvolti nel progetto. Le scadenze erano così strette che il lavoro è stato giocoforza assegnato a più persone.</p>
<p>Dopo una riunione iniziale a Barcellona presso la casa editrice Planeta per decidere la <strong>strategia di azione</strong> e discutere eventuali proposte sull’approccio traduttivo migliore, i tre traduttori in questione si sono tenuti sempre in contatto via mail per risolvere i problemi linguistici comuni che si presentavano di volta in volta. A tal fine, prima di iniziare a tradurre, ognuno ha letto il libro e stilato un elenco di parole ed espressioni “problematiche” che in seconda battuta il revisore ha cercato di uniformare il più possibile nel testo di arrivo. I traduttori scelti erano ben noti alla Planeta, che non ha voluto “sorprese” dell’ultimo minuto, preferendo affidare il lavoro a <strong>persone esperte</strong> onde risparmiare tempo in fase di editing. E infatti così è stato.</p>
<p>Ciascun traduttore ha dovuto tradurre la parte assegnata in<strong> quindici giorni</strong> esatti, né uno di più né uno di meno, con uno scarto di un giorno o due tra una consegna e l’altra. La sincronia perfetta è stata fondamentale e per fortuna tutti sono riusciti a rispettare la tempistica, nonostante l’enorme pressione e gli ovvi disagi.</p>
<p>Per quanto concerne il pagamento, la casa editrice ha applicato un aumento sulla tariffa abituale, anche se forse non del tutto proporzionale alla particolare urgenza del lavoro. Il lato buono della medaglia è che in Spagna i traduttori editoriali ricevono, per contratto, una <strong>percentuale sulla vendita</strong> di qualsiasi tipo di opera pubblicata, e un best seller vende molto.</p>
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		<title>Bologna Children&#8217;s Book Fair</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 17:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>manuelamanelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fiera editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[libri per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 23 al 26 marzo 2010 tornerà l'appuntamento con la fiera dell'editoria per ragazzi Bologna Children's Book Fair presso le Fiere di Bologna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/home"><img class="alignleft size-full wp-image-2362" style="margin: 10px;" title="Bologna Children's Book Fair" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/logo.gif" alt="" width="193" height="99" /></a>Dal 23 al 26 marzo 2010 tornerà l&#8217;appuntamento con l&#8217;<strong>editoria per ragazzi</strong> presso le Fiere di Bologna.</p>
<p>Tanti appuntamenti previsti tra cui: una serie di incontri che affrontano le problematiche legate alla traduzione di libri per bambini e per ragazzi; workshop di traduzione dall&#8217;inglese e dal francese; incontri sugli aspetti contrattuali e fiscali legati alla traduzione e tanto altro ancora&#8230;</p>
<p>Tutto questo presso il <strong>Centro Traduttori</strong>, gestito dall’Associazione Biblit, che quest&#8217;anno si troverà presso il padiglione 25 stand B/93 e che anche quest&#8217;anno metterà a disposizione il <strong>World Directory of Children’s Book Translators</strong>, il repertorio di traduttori professionali specializzati nella letteratura per ragazzi che si propone come punto d’incontro tra la domanda e l’offerta di servizi di traduzione editoriale a cui i traduttori possono registrarsi anche in fiera.</p>
<h2>Il concorso &#8220;In altre parole&#8221;</h2>
<p><a href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/centro_traduttori/"><img class="alignright size-full wp-image-2365" title="Centro Traduttori" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/centro_traduttori_logo.gif" alt="" width="123" height="186" /></a>Inoltre, il <a title="Centro Traduttori" href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/centro_traduttori/" target="_blank">Centro Traduttori</a>, in collaborazione con Biblit, bandisce quest&#8217;anno, in occasione della fiera, il <strong>concorso In Altre Parole </strong>rivolto ad aspiranti traduttori e a <strong>traduttori esordienti di libri per ragazzi</strong> dalle lingue inglese, tedesco e spagnolo all’italiano.</p>
<p>L’iniziativa si propone di dare ai giovani traduttori l’opportunità di cimentarsi in una <strong>prova di traduzione </strong>che sarà valutata da una giuria composta da traduttori professionisti allo scopo di selezionare i traduttori più promettenti e fornire loro l’occasione di prendere i primi contatti con il mondo dell’editoria per ragazzi.</p>
<p>Le traduzioni dovranno pervenire &#8211; in formato pdf &#8211; entro il 27 gennaio 2010, assieme al modulo di partecipazione debitamente compilato, agli indirizzi e-mail indicati nel regolamento a seconda delle lingue.</p>
<p>Infine, entro il 5 marzo, i traduttori potranno usufruire di un coupon per l’acquisto del biglietto d&#8217;ingresso alla fiera a prezzo ridotto (12 Euro) scrivendo a translator@bolognafiere.it.</p>
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<p class="MsoNormal">Infine, entro il 5 marzo, i traduttori potranno usufruire di un coupon per l’acquisto del <strong><span style="font-weight: normal;">biglietto d&#8217;ingresso alla fiera a</span> prezzo ridotto</strong> (12 Euro) scrivendo a <a href="mailto:translator@bolognafiere.it">translator@bolognafiere.it</a>.<br />
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