Concorso di traduzione “Il Traduttore Visibile”

May 14, 2010 by Silvia Pellacani  
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Il progetto

Il progetto “Il Traduttore Visibile” è nato nell’autunno del 2003 da un’idea di Teresina Zemella, traduttrice e ricercatrice di letteratura tedesca presso il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Parma, e Sandra Talone, traduttrice professionista dal portoghese, per avvicinare mondo accademico e operatori del settore (traduttori professionisti e società di servizi di traduzione).

Fin dal primo convegno, nel 2004, “Il Traduttore Visibile” ha esplorato l’industria della traduzione per fornire una riflessione concreta su strumenti e funzione comunicativa della traduzione che sia utile tanto alle aziende, che richiedono personale capace di comunicare, quanto all’Università, affinché possa perfezionare e diversificare l’offerta formativa in sintonia con il mercato del lavoro.

Il progetto vuole offrire agli studenti di lingue e letterature straniere l’opportunità di conoscere i problemi inerenti la professionalità da acquisire non solo nel campo dell’editoria e delle discipline umanistiche, ma anche nella libera professione in ambito finanziario, tecnico, scientifico, per formare futuri traduttori consapevoli della specificità del loro lavoro.

Il Concorso di traduzione 2010

Quest’anno, nell’ambito del progetto, il Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Parma indice due bandi di traduzione:

  • una gara rivolta agli studenti iscritti alle università dell’Emilia-Romagna (Bologna, Ferrara, Modena-Reggio, Parma), che prevede la traduzione di un testo inedito di narrativa o di saggistica dalle lingue francese, inglese, portoghese, russo, spagnolo e tedesco verso l’italiano
  • un concorso diretto a tutti i traduttori professionisti che svolgono attività a tempo pieno in Emilia-Romagna, per traduzioni tecniche in campo meccanico/elettronico e agroalimentare dall’italiano verso inglese, francese, spagnolo e tedesco oppure da inglese, francese, spagnolo, tedesco verso l’italiano

Il termine di presentazione dei lavori per entrambi i bandi è il 31 agosto 2010. Le opere a concorso saranno valutate da una giuria di esponenti del mondo accademico. La premiazione avrà luogo il 1 ottobre 2010 nella giornata conclusiva del V convegno “Il Traduttore Visibile – La traduzione a stringhe e strisce” (30 settembre–1 ottobre 2010), che si occuperà della traduzione del fumetto come genere letterario e della traduzione giuridica e scientifica.

I bandi con le modalità di partecipazione sono scaricabili dal sito di “Il Traduttore Visibile” – Dipartimento di Lingue e Letterature Straniere dell’Università di Parma.

Intervista a Fabio Cremonesi – Gran Vía

April 30, 2010 by Annalisa Dolzan  
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In occasione del BUK Festival della Piccola e Media Editoria di Modena Annalisa Dolzan, docente di traduzione dallo spagnolo presso l’istituto per interpreti e traduttori di Trento (ISIT) ha incontrato e intervistato in merito al rapporto tra editore e traduttore alcuni editori che propongono ai lettori italiani narrativa spagnola e ispanoamericana contemporanea.

Vi proponiamo l’intervista a Fabio Cremonesi, editore di Gran Vía.

Gran Vía

Gran Vía è una piccola casa editrice nata 4 anni fa. Ha 2 collane: una di narrativa ispanoamericana e una di narrativa della Spagna “plurale”, dove per plurale si intende non solo autori che scrivono in castigliano, ma anche in basco, catalano o galiziano, le altre lingue ufficiali del Paese.

Gran Vía produce una decina di titoli all’anno, (con tirature tra le mille e le 3 mila copie). Intorno a questi numeri ci sono diversi traduttori. Alcuni hanno tradotto 4-5 libri e altri, per vari motivi, ne hanno fatto uno solo. Segnaliamo il caso del basco: dal basco all’italiano all’editore risulta vi sia una sola traduttrice, che dunque è monopolista e, per fortuna, – ci dicono – è anche bravissima!

La editrice privilegia autori attenti alla realtà sociale e alla storia contemporanea, piuttosto che punti di vista intimisti, per dare spazio a voci più difficili da trovare tra gli autori italiani.

L’intervista

AD: Cosa dice a un aspirante traduttore letterario?
FC: Nella mia esperienza – come dico ai seminari delle Giornate della traduzione letteraria all’Università di Urbino – è fondamentale il modo di presentarsi professionale. Apprezzo le presentazioni ben fatte: curriculum ben fatto, con un capitolo di assaggio di un testo ben tradotto e corredato dal testo originale.

È importante anche la consapevolezza che la traduzione è importante ma è comunque solo un passo in un ciclo produttivo piuttosto complesso: una settimana di ritardo per il traduttore può quindi essere indifferente, mentre in realtà scombussola il lavoro a valle, per la tipografia, la promozione, la distribuzione ecc. Sono cose che non vanno sottovalutate.
Magari uno per ingenuità o inesperienza, se è consapevole di tradurre bene, pensa che sia l’unica cosa e che giustifichi qualunque altra manchevolezza. Purtroppo non è vero.

AD: Qual è invece la parte più apprezzabile del lavoro del traduttore?
FC:
Io sono anche traduttore, per cui faccio più fatica a rispondere, perché sto anche parlando di me.
La cosa che io apprezzo molto del traduttore è anzitutto l’italiano. Per me è più importante della lingua di partenza. Sul testo di partenza qualunque errore si riesce ad aggiustare, sull’italiano di arrivo – se abbiamo una traduzione che parte col piede sbagliato – è molto più difficile ed è laboriosissimo.
Un’altra cosa è saper accogliere il lavoro di chi viene dopo – di chi fa la revisione della traduzione, rivede le bozze ecc.. Non va percepito come un nemico con cui fare il braccio di ferro, ma come un compagno di squadra. Anche perché, in fondo, – e qui parlo come traduttore – è uno che sta lavorando per me ma prende lo stipendio da un altro. A mio avviso è una questione di esperienza del traduttore: più un traduttore è navigato e più accetta costruttivamente, positivamente, il lavoro di chi fa la revisione. Spesso sono proprio i traduttori più giovani o con meno esperienza che se la prendono di più – magari come una cosa personale – pensando ‘devo difendere fino alla morte le mie scelte’. Dopodiché è anche vero che, come in tutti i processi, tutti sbagliano un po’. Per cui ci saranno le volte in cui effettivamente sbaglia il traduttore e le volte in cui sbaglia chi fa la revisione.

AD: Che tipo di rapporto riuscite a instaurare con i vostri traduttori e i vostri editor?
FC:
La parte redazionale la facciamo tutta all’interno. È una relazione peculiare, ma non sfugge ai rapporti che intrattengono le persone. Io mi ricordo due o tre episodi spiacevoli, ma molti, molti più episodi positivi e costruttivi.

Intervista a Luca Burei – Edizioni Estemporanee

March 26, 2010 by Annalisa Dolzan  
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In occasione del BUK Festival della Piccola e Media Editoria di Modena Annalisa Dolzan, docente di traduzione dallo spagnolo presso l’istituto per interpreti e traduttori di Trento (ISIT) ha incontrato e intervistato in merito al rapporto tra editore e traduttore alcuni editori che propongono ai lettori italiani narrativa spagnola e ispanoamericana contemporanea.

La prima intervista che vi proponiamo è quella fatta a Luca Burei, editore di Edizioni Estemporanee, una piccola casa editrice specializzata in letteratura ispanoamericana attenta soprattutto alle novità (singoli autori o “filoni”), fra le cui uscite recenti c’è la panamense Rosa Maria Britton, una delle scrittrici di maggior peso e valore nel Centro America e prima autrice panamense proposta in Italia.

Edizioni Estemporanee gode di una rete di scouting nei paesi latinoamericani e partecipa ad alcune fiere locali: Guadalajara, Santo Domingo, L’Avana, per citarne alcune.

AD: Chi sono i vostri traduttori?
LB: esistono due tipologie. La prima tipologia è quella del traduttore che si propone con un’opera che ritiene interessante. È un approccio che consiglio vivamente, anche perché viviamo in un momento nel quale tutti si devono rendere conto che è cambiato il mercato, quindi io sono ben contento se arriva un traduttore e mi dice «io conosco questo autore, lo trovo interessante, ho una prova di traduzione».
Trovo addirittura geniale chi fa uno sforzo ulteriore e ha già capito come sono i diritti d’autore, (cioè se sono liberi o se non sono liberi), e, ancora meglio se si è informato su eventuali sovvenzioni alla pubblicazione da parte degli Stati di origine.
Poi abbiamo i traduttori che ci arrivano dalle università, dalle facoltà, dai master in traduzione e così via.

AD: Quanti traduttori lavorano per voi dallo spagnolo?
LB
: Abbastanza. Abbiamo alcune traduttrici che hanno lavorato su vari libri. Anche il mio socio, Dario Bonomini, è un traduttore, e ha tradotto Miguel Mejides, un cubano con un linguaggio abbastanza difficile da tradurre- O ormai è diventato il suo traduttore di fiducia, tant’è che su un romanzo sul quale c’era un dubbio se lo pubblicassimo noi o no, l’autore aveva chiesto espressamente a Dario di occuparsi della sua traduzione. Se si instaura un certo tipo di rapporto e se c’è una simbiosi tra un autore e un traduttore è più facile anche per il traduttore mantenere questo rapporto con la casa editrice.

Noi proponiamo anche autori abbastanza difficili da tradurre. Un cubano non è assolutamente facile: lo spagnolo è molto particolare, molto gergale, bisogna aver vissuto a Cuba per capire che cosa vuol dire e darne la traduzione esatta. Quindi, o sei esperto in letteratura cubana o ti sei già cimentato su traduzioni di autori cubani, oppure il testo che ne viene fuori deve essere attentamente ricontrollato.

Edizioni Estemporanee attualmente ha 14 titoli di letteratura latinoamericana, due sono in programma per quest’anno: il secondo romanzo di Miguel Mejides e probabilmente un altro romanzo di un giovane autore argentino.

“El símbolo perdido”, ovvero tradurre Dan Brown in spagnolo

March 12, 2010 by Giulia Bancheri  
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Quando deve uscire un best seller, il tempo è tiranno e il nervosismo nella casa editrice alle stelle. La traduzione in spagnolo dell’attesissimo romanzo di Dan Brown, El símbolo perdido (Il simbolo perduto), ha richiesto enormi sforzi da parte dei traduttori, e dei revisori, coinvolti nel progetto. Le scadenze erano così strette che il lavoro è stato giocoforza assegnato a più persone.

Dopo una riunione iniziale a Barcellona presso la casa editrice Planeta per decidere la strategia di azione e discutere eventuali proposte sull’approccio traduttivo migliore, i tre traduttori in questione si sono tenuti sempre in contatto via mail per risolvere i problemi linguistici comuni che si presentavano di volta in volta. A tal fine, prima di iniziare a tradurre, ognuno ha letto il libro e stilato un elenco di parole ed espressioni “problematiche” che in seconda battuta il revisore ha cercato di uniformare il più possibile nel testo di arrivo. I traduttori scelti erano ben noti alla Planeta, che non ha voluto “sorprese” dell’ultimo minuto, preferendo affidare il lavoro a persone esperte onde risparmiare tempo in fase di editing. E infatti così è stato.

Ciascun traduttore ha dovuto tradurre la parte assegnata in quindici giorni esatti, né uno di più né uno di meno, con uno scarto di un giorno o due tra una consegna e l’altra. La sincronia perfetta è stata fondamentale e per fortuna tutti sono riusciti a rispettare la tempistica, nonostante l’enorme pressione e gli ovvi disagi.

Per quanto concerne il pagamento, la casa editrice ha applicato un aumento sulla tariffa abituale, anche se forse non del tutto proporzionale alla particolare urgenza del lavoro. Il lato buono della medaglia è che in Spagna i traduttori editoriali ricevono, per contratto, una percentuale sulla vendita di qualsiasi tipo di opera pubblicata, e un best seller vende molto.

Bologna Children’s Book Fair

January 22, 2010 by Manuela Manelli  
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Dal 23 al 26 marzo 2010 tornerà l’appuntamento con l’editoria per ragazzi presso le Fiere di Bologna.

Tanti appuntamenti previsti tra cui: una serie di incontri che affrontano le problematiche legate alla traduzione di libri per bambini e per ragazzi; workshop di traduzione dall’inglese e dal francese; incontri sugli aspetti contrattuali e fiscali legati alla traduzione e tanto altro ancora…

Tutto questo presso il Centro Traduttori, gestito dall’Associazione Biblit, che quest’anno si troverà presso il padiglione 25 stand B/93 e che anche quest’anno metterà a disposizione il World Directory of Children’s Book Translators, il repertorio di traduttori professionali specializzati nella letteratura per ragazzi che si propone come punto d’incontro tra la domanda e l’offerta di servizi di traduzione editoriale a cui i traduttori possono registrarsi anche in fiera.

Il concorso “In altre parole”

Inoltre, il Centro Traduttori, in collaborazione con Biblit, bandisce quest’anno, in occasione della fiera, il concorso In Altre Parole rivolto ad aspiranti traduttori e a traduttori esordienti di libri per ragazzi dalle lingue inglese, tedesco e spagnolo all’italiano.

L’iniziativa si propone di dare ai giovani traduttori l’opportunità di cimentarsi in una prova di traduzione che sarà valutata da una giuria composta da traduttori professionisti allo scopo di selezionare i traduttori più promettenti e fornire loro l’occasione di prendere i primi contatti con il mondo dell’editoria per ragazzi.

Le traduzioni dovranno pervenire – in formato pdf – entro il 27 gennaio 2010, assieme al modulo di partecipazione debitamente compilato, agli indirizzi e-mail indicati nel regolamento a seconda delle lingue.

Infine, entro il 5 marzo, i traduttori potranno usufruire di un coupon per l’acquisto del biglietto d’ingresso alla fiera a prezzo ridotto (12 Euro) scrivendo a translator@bolognafiere.it.

Infine, entro il 5 marzo, i traduttori potranno usufruire di un coupon per l’acquisto del biglietto d’ingresso alla fiera a prezzo ridotto (12 Euro) scrivendo a translator@bolognafiere.it.

Online Winter School: il programma di febbraio 2010

December 18, 2009 by Raffaella Moretti  
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winter wonderlandArmati di sciarpe, guanti e cappelli, ci prepariamo per la Online Winter School in traduzione editoriale. In collaborazione con il Sindacato Nazionale Scrittori abbiamo definito il programma, che è in fase di perfezionamento, ma possiamo già darvi molte audaci anticipazioni.

Abbiamo voluto essere ambiziosi: per iniziare in bellezza Bruno Osimo e Franco Nasi ci offriranno dei webinar di introduzione teorica alla traduzione letteraria.

Il Sindacato Nazionale Scrittori offrirà il suo contributo con un’interessante serie di incontri online:

  • Laura Prandino ci fornirà i suoi preziosi consigli su come fare un’efficace proposta di traduzione attraverso lo scouting editoriale;
  • Sandra Biondo ci aiuterà a districarci tra contratti, tariffe e cessione di diritto d’autore;
  • Vincenzo Barca illustrerà il rapporto Ceatl sulla situazione europea dei traduttori editoriali, con particolare riferimento all’esempio virtuoso della Norvegia.

Per il ciclo “Questioni pratiche”, Claudia Tarolo di Marcos y Marcos spiegherà come vengono selezionati i traduttori in casa editrice e cosa non deve mancare nel curriculum di un buon traduttore. E sempre dal mondo delle case editrici, sentiremo l’esperienza di Andreina Lombardi Bom, traduttrice e revisora per minimum fax, mentre il traduttore Luca Conti parlerà del rapporto traduttore-editore. Chiara Marmugi racconterà la sua esperienza di contatto con Susanne Scholl, l’autrice del romanzo Ragazze della guerra (Voland) che sarà ospite del webinar.

Entreremo poi nella Bottega del traduttore con traduzioni in diretta e racconti di esperienze:

  • Daniele Petruccioli e come si traduce un testo “intraducibile”: Lettere di Mark Dunn
  • Laura Bocci e la traduzione (o ritraduzione) dei classici

Entro il 10 gennaio 2010 è possibile iscriversi al corso usufruendo di un forte sconto: 225 € (IVA inclusa) anziché 420 € per un mese di webinar.

Per acquistare il tuo abbonamento Pre-Agenda al prezzo di 225 € vai alla pagina di iscrizione della Online Winter School.

Leggi la nostra guida ai corsi di formazione online per traduttori.

Immagine: Winter Wonderland su Flickr Creative Commons

EST si prepara alla Winter School

December 4, 2009 by Raffaella Moretti  
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ColoradoA grande richiesta, la European School of Translation sta lavorando per mettere a punto il programma della Online Winter School, che si svolgerà a febbraio 2010.

Il programma

Quest’anno il tema sarà la traduzione editoriale. Il programma prevederà una serie di incontri online di orientamento per traduttori esordienti e di approfondimento per traduttori professionisti.
In particolare, parleremo:

  • del rapporto traduttore-autore
  • del rapporto traduttore-revisore
  • degli aspetti fiscali e retributivi della professione
  • dell’inserimento nel mondo delle case editrici

Ci sarà ancora, come già sperimentato nella Summer School, una serie di laboratori di traduzione su varie tipologie di testo (letteratura postcoloniale, saggistica, letteratura per bambini, ecc.).

Vi invitiamo quindi a darci i vostri suggerimenti su come perfezionare l’offerta formativa scrivendo nella pagina Contatti.

I due appuntamenti editoriali di dicembre

November 27, 2009 by Manuela Manelli  
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Il mese di dicembre riserva ogni anno diverse opportunità e programmi di carattere culturale per gli appassionati di letteratura, per i professionisti che si dedicano ad attività legate alla produzione editoriale, e non solo.

PiuLibriPiuLiberiTra gli eventi che da anni riscuotono un notevole successo tra il pubblico dei lettori, troviamo  l’8ª edizione della Fiera nazionale dedicata alla piccola e media editoria “Più Libri Più Liberi” che si tiene dal 5 al 8 dicembre 2009 a Roma, presso il Palazzo dei Congressi: un incontro riservato ai lettori e agli “addetti ai lavori” che avranno la possibilità di entrare in contatto diretto con le stesse case editrici e di scoprire le novità editoriali del momento.

Quest’anno verrà dedicato ampio spazio agli eBook, i libri in formato digitale ormai presenti sul mercato nazionale ed internazionale. Per ulteriori dettagli, consultare il programma alla pagina dell’evento.

Dall’11 al 13 di dicembre,unlibroamilano invece, a Milano, nella “capitale dell’editoria”, si terrà il primo Salone della piccola e media editoria indipendente, intitolato “Un Libro a Milano”.

Un altro week-end dedicato al libro e agli editori, con presentazioni di novità editoriali, incontri con gli autori, laboratori per ragazzi, concorsi letterari e attività volte a promuovere la lettura. Per informazioni, consultare il sito web della Fiera.

Tra gli scopi primari di questi eventi, oltre all’intrattenimento e la diffusione di cultura, c’è la voglia di dare maggiore visibilità alle case editrici che ai più risultano ancora sconosciute e la cui produzione oggi rischia di venire sommersa dalla massa dei grandi gruppi editoriali nazionali.

Traduzione letteraria e traduzione tecnica: due professionalità separate?

April 3, 2009 by Stefano Spila  
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catdogI due settori della traduzione letteraria e della traduzione tecnica vengono considerati spesso come nettamente distinti tra loro. A mio avviso ci sono molte ragioni che dovrebbero spingere un traduttore professionista a operare in entrambi i settori con vantaggi per tutte e due le specializzazioni.

Saper affrontare la terminologia in letteratura

Tempo fa lessi la traduzione italiana di un romanzo di un noto scrittore americano che narrava la storia di un lungo viaggio in acque interne a bordo di una barca. La parte più letteraria del racconto era stata tradotta molto bene, ma non appena i protagonisti  salivano a bordo dell’imbarcazione o discutevano di aspetti tecnici legati alla navigazione, iniziavano grandi problemi terminologici, di comprensione e resa in italiano degli aspetti tecnici/nautici del testo originale.

Già questa mi sembra un’ottima ragione per non perdere di vista l’importanza, anche per coloro che scelgono la traduzione editoriale/letteraria, di imparare a documentarsi a fondo su argomenti tecnici specifici e di saperli tradurre.  Le case editrici, altrimenti, dovranno sempre ricorrere a revisori esperti di determinate materie, benché l’ideale per loro sarebbe vedere le due figure riunite in una sola.

L’importanza dello stile nella traduzione tecnica

Al tempo stesso, però, ci sono valide ragioni per le quali anche un traduttore tecnico dovrebbe svolgere, quando possibile, il ruolo di traduttore letterario. Questo per non perdere di vista l’importanza dell’eleganza nella scrittura, la capacità di alleggerire i periodi più pesanti, di ribaltare certe costruzioni riportandole nell’ordine più naturale per la sua madrelingua e di “riscrivere” nella propria lingua il testo laddove necessario.
In questo modo, il traduttore renderà più leggibili anche le traduzioni tecniche, spesso pesanti e per questo meno comprensibili.

È inoltre importante alternare manuali e documenti tecnici con la traduzione di testi più stimolanti e meno alienanti, affiancando la traduzione tecnica a quella di un libro interessante, che lasci maggiore spazio alla creatività e alla ricerca di soluzioni nuove per rendere l’originale nella propria lingua, soluzioni che naturalmente potranno poi andare anche a vantaggio di testi di altra natura.

Le tariffe: diversità di trattamento

Rendendo complementari le due attività sarà possibile inoltre innalzare la tariffa media, poiché nella traduzione tecnica è possibile ottenere compensi più elevati, mentre nella traduzione letteraria le tariffe sono solitamente più basse. Inoltre, il traduttore potrà bilanciare un lavoro alienante con un lavoro più gratificante dal punto di vista creativo.

Anche il tema delle retribuzioni, infatti, non può essere ignorato. In Italia, anche se alcuni parlano di punte di 33 euro a cartella, le retribuzioni più diffuse nell’editoria oscillano tra gli 8 e i 15/18 euro a cartella da 1.800 e in alcuni casi da 2.000 battute. D’altra parte, la traduzione tecnica permette di ottenere compensi decisamente più elevati anche grazie all’uso di software di traduzione assistita che migliorano la produttività.

La visibilità

Altre correlazioni tra queste due attività sono evidenti se pensiamo al tema della visibilità del traduttore. Nel campo della traduzione tecnica il più grande riconoscimento che un traduttore possa ricevere è anche il più paradossale. Quando ti dicono che per anni nessuno si è accorto che i testi che hai tradotto erano delle traduzioni, ottieni il massimo riconoscimento proprio per non essere stato riconosciuto; a pensarci bene lo stesso accade per esempio anche ai restauratori, artigiani anch’essi: il loro lavoro è un successo quanto più il loro intervento risulta “invisibile”. A differenza di un architetto, che si offenderebbe se gli dicessero che una sua costruzione non sembra progettata da un architetto, un traduttore tecnico sarà entusiasta della sua invisibilità.

Dall’altro lato, nel campo della traduzione letteraria, il traduttore si pone l’obiettivo di garantirsi la massima visibilità possibile, ad esempio facendo sì che il proprio nome sia citato in copertina. Tra l’altro la visibilità in quel caso è garanzia di qualità e retribuzioni adeguate, perché aiuta a mettere in evidenza i nomi dei traduttori migliori. Quindi anche qui l’invisibilità del traduttore tecnico risulterebbe bilanciata efficacemente dalla sua visibilità nella sua veste parallela di traduttore letterario.

Aggiungerei anche che, in tempi di crisi come questi, il settore della traduzione tecnica possa risultare più sensibile al ciclo economico, mentre quello editoriale lo è in misura minore, quindi il traduttore che opera nei due campi avrebbe anche un vantaggio in termini di diversificazione.

Per queste ragioni, per molte altre e per tutti i vantaggi reciproci ottenibili, queste due professionalità possono e forse dovrebbero opportunamente coesistere tra loro.

Facciamoci vedere insieme

April 3, 2009 by Redazione  
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Facciamoci vedere

Aprile è il mese della visibilità qui a EST e abbiamo deciso di fare un piccolo esperimento, per capire qual è l’immagine che i “non addetti ai lavori” hanno della nostra professione.

Abbiamo chiesto a venti persone di rispondere a un miniquestionario, quattro domande sul lavoro del traduttore. I risultati non hanno ovviamente alcun valore statistico, ma forse possono aiutarci a gettare luce sul modo in cui viene considerato il nostro mestiere.

Alla prima domanda (Che cosa è e che cosa fa un traduttore?) quasi la metà degli intervistati ha risposto facendo riferimento all’interprete (“una persona che traduce tra persone di lingue diverse”, “il traduttore è uno che traduce all’istante, che può interpretare e riformulare il pensiero di chi parla”, “quello che traduce in televisione”). La figura del traduttore letterario o editoriale è risultata la più citata mentre solo un decimo dei rispondenti ha citato il traduttore tecnico.

Quando abbiamo chiesto quali sono le competenze o abilità che deve possedere un traduttore, la maggior parte delle persone ha fatto riferimento alla conoscenza della lingua straniera e solo un terzo alla capacità di comunicare in modo adeguato nella propria lingua materna.

Pochissime le risposte in cui venivano citate le competenze tecniche o relative ai linguaggi specialistici. Solo il 10% ha poi fatto esplicitamente riferimento alle competenze informatiche.

Altri hanno parlato di “arte oratoria”, conoscenze culturali, formazione umanistica e sensibilità personale.

Quando abbiamo chiesto se il traduttore può essere considerato un libero professionista, alla stregua di avvocati o architetti, una minoranza (25%) ha risposto positivamente.

La domanda finale, volta a conoscere i committenti e datori di lavoro, ha confermato i risultati precedenti: i traduttori vengono spesso considerati dipendenti (soprattutto di case editrici, agenzie letterarie o di traduzione, ministeri) e i freelance sarebbero richiesti soprattutto da giornali e media in genere e dall’editoria. Una percentuale minima di rispondenti indica le aziende (ad es. import/export) tra i potenziali clienti dei servizi di traduzione.

Il nostro minisondaggio presenta una situazione che forse in parte già immaginavamo: gli interpreti sono i professionisti della lingua più visibili (e rubano così la scena – oltre al nome – ai colleghi che lavorano con la lingua scritta). Pochi danno attenzione alle competenze di scrittura in L1 e quasi nessuno dà importanza alle abilità (o agli strumenti) di carattere informatico o tecnologico.

Tra i traduttori, già poco visibili e poco conosciuti dal punto di vista professionale, la figura più invisibile è senz’altro quella del traduttore tecnico o tecnico-scientifico.

Noi di EST pensiamo che se la nostra professione è poco conosciuta e quasi invisibile dipende anche da noi. Per alcuni il problema è rappresentato dalla mancanza di un albo professionale. Per altri dalla mancanza di un’adeguata tutela contrattuale e sindacale. E poi c’è il problema delle tariffe, dei rapporti tra traduttori e agenzie di traduzione, dell’educazione del cliente, della formazione e della crescita professionale.

Noi di EST crediamo che per migliorare la visibilità della professione dobbiamo muoverci tutti insieme, trovando un linguaggio comune e idee condivise per farci vedere. Qualche idea ce l’abbiamo e ne parleremo con voi durante il mese. Non perdetevi le nostre nuove puntate di Tradurre e i primi due webinar di presentazione dei corsi dedicati alla Terminologia e a Wordfast. E soprattutto comunicateci le vostre idee e le vostre proposte scrivendo un commento qui sotto!

Buona lettura, buon ascolto e buona visione su e-schooloftranslation.org!

La Redazione

Foto “My cool glasses” su Flickr

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