Quando la traduzione è griffata
May 15, 2009 by Silvia Di Persio
Filed under Notizie
Un’introduzione alle specificità di un campo in continua evoluzione. Una esposizione delle difficoltà di traduzione relative a un settore, quello della moda, di importanza consolidata nell’economia italiana e nell’immagine del Made in Italy nel mondo. Si presenta con queste premesse il seminario “Tradurre la moda: tra creatività e rigore” che si svolgerà a Genova il 24 ottobre 2009.
Relatrice del seminario è Sara Radaelli, traduttrice freelance nei settori moda, cosmesi, profumeria, lusso (alta gioielleria, alta orologeria), diplomata in traduzione per le lingue inglese e francese presso la Scuola Superiore per Interpreti e Traduttori Silvio Pellico di Milano e collaboratrice di prestigiosi marchi del settore.
Il seminario si articola sulla coppia linguistica inglese – italiano con alcuni esempi e citazioni anche dal francese a scopo puramente illustrativo. Il programma prevede una prima parte di teoria in cui si affronteranno i principali aspetti della professionalità del traduttore freelance tra i quali quelli relativi al rapporto tra traduttore e committente, con i vantaggi e gli svantaggi del contatto diretto e/o indiretto, e quelli riferiti alla tipologia testuale con particolare attenzione al linguaggio della moda e alla terminologia in riferimento ai marchi, alle griffe e alle sfilate.
La seconda parte del seminario avrà invece una connotazione pratica con un laboratorio di traduzione dall’inglese all’italiano che prevede l’analisi di due articoli giornalistici di moda tratti dalla stampa internazionale.
Il seminario è rivolto a studenti del Corso di laurea in lingue e letterature straniere e del Corso di laurea specialistica in traduzione che desiderino accostarsi a questo linguaggio settoriale o traduttori professionisti desiderosi di avvicinarsi a un nuovo settore di
specializzazione.
Perché la terminologia? Webinar introduttivo gratuito (14 aprile 2009 ore 18)
April 10, 2009 by Redazione
Filed under Formazione
| Laura Bocci, autrice, traduttrice e docente (oltre che socia fondatrice dell’Ass.I.Term, l’Associazione Italiana di Terminologia), propone una serie di sei webinar dedicati alla terminologia e ai linguaggi speciali. Il primo webinar, che si svolgerà il 14 aprile 2009 alle ore 18.00 (CET, GMT+1) è gratuito e aperto a tutti. Il costo dei webinar successivi sarà di euro 25,00 + IVA per ciascun seminario. |
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PROGRAMMA DELLA SERIE DI WEBINAR SULLA TERMINOLOGIA
Che cos’è e a che cosa serve la Terminologia: campi di applicazione, obiettivi e utenti del lavoro terminologico
2. Il termine e il concetto – Principi di formazione dei termini (21 aprile ore 18.00)
5. Terminologia e traduzione (12 maggio ore 18.00)
6. Schema del processo di lavoro in un progetto di terminologia multilingue – La terminologia per l’azienda (19 maggio ore 18.00)
“Le voci scientifiche presentano la nuda e circoscritta idea di quel tale oggetto, e perciò si chiamano termini, perché determinano e definiscono la cosa da tutte le parti”.. “E’ ufficio dei poeti e degli scrittori ameni il coprire quanto possibile la nudità delle cose, come è ufficio degli scienziati rivelarla. Quindi le parole precise convengono a questi, e sconvengono per lo più a quelli (…). Allo scienziato le parole più convenienti sono le più precise, ed esprimenti un’idea più nuda”. (da: G. Leopardi, Zibaldone, pensieri n.109 e 1226)
Traduzione letteraria e traduzione tecnica: due professionalità separate?
April 3, 2009 by Stefano Spila
Filed under Professione
I due settori della traduzione letteraria e della traduzione tecnica vengono considerati spesso come nettamente distinti tra loro. A mio avviso ci sono molte ragioni che dovrebbero spingere un traduttore professionista a operare in entrambi i settori con vantaggi per tutte e due le specializzazioni.
Saper affrontare la terminologia in letteratura
Tempo fa lessi la traduzione italiana di un romanzo di un noto scrittore americano che narrava la storia di un lungo viaggio in acque interne a bordo di una barca. La parte più letteraria del racconto era stata tradotta molto bene, ma non appena i protagonisti salivano a bordo dell’imbarcazione o discutevano di aspetti tecnici legati alla navigazione, iniziavano grandi problemi terminologici, di comprensione e resa in italiano degli aspetti tecnici/nautici del testo originale.
Già questa mi sembra un’ottima ragione per non perdere di vista l’importanza, anche per coloro che scelgono la traduzione editoriale/letteraria, di imparare a documentarsi a fondo su argomenti tecnici specifici e di saperli tradurre. Le case editrici, altrimenti, dovranno sempre ricorrere a revisori esperti di determinate materie, benché l’ideale per loro sarebbe vedere le due figure riunite in una sola.
L’importanza dello stile nella traduzione tecnica
Al tempo stesso, però, ci sono valide ragioni per le quali anche un traduttore tecnico dovrebbe svolgere, quando possibile, il ruolo di traduttore letterario. Questo per non perdere di vista l’importanza dell’eleganza nella scrittura, la capacità di alleggerire i periodi più pesanti, di ribaltare certe costruzioni riportandole nell’ordine più naturale per la sua madrelingua e di “riscrivere” nella propria lingua il testo laddove necessario.
In questo modo, il traduttore renderà più leggibili anche le traduzioni tecniche, spesso pesanti e per questo meno comprensibili.
È inoltre importante alternare manuali e documenti tecnici con la traduzione di testi più stimolanti e meno alienanti, affiancando la traduzione tecnica a quella di un libro interessante, che lasci maggiore spazio alla creatività e alla ricerca di soluzioni nuove per rendere l’originale nella propria lingua, soluzioni che naturalmente potranno poi andare anche a vantaggio di testi di altra natura.
Le tariffe: diversità di trattamento
Rendendo complementari le due attività sarà possibile inoltre innalzare la tariffa media, poiché nella traduzione tecnica è possibile ottenere compensi più elevati, mentre nella traduzione letteraria le tariffe sono solitamente più basse. Inoltre, il traduttore potrà bilanciare un lavoro alienante con un lavoro più gratificante dal punto di vista creativo.
Anche il tema delle retribuzioni, infatti, non può essere ignorato. In Italia, anche se alcuni parlano di punte di 33 euro a cartella, le retribuzioni più diffuse nell’editoria oscillano tra gli 8 e i 15/18 euro a cartella da 1.800 e in alcuni casi da 2.000 battute. D’altra parte, la traduzione tecnica permette di ottenere compensi decisamente più elevati anche grazie all’uso di software di traduzione assistita che migliorano la produttività.
La visibilità
Altre correlazioni tra queste due attività sono evidenti se pensiamo al tema della visibilità del traduttore. Nel campo della traduzione tecnica il più grande riconoscimento che un traduttore possa ricevere è anche il più paradossale. Quando ti dicono che per anni nessuno si è accorto che i testi che hai tradotto erano delle traduzioni, ottieni il massimo riconoscimento proprio per non essere stato riconosciuto; a pensarci bene lo stesso accade per esempio anche ai restauratori, artigiani anch’essi: il loro lavoro è un successo quanto più il loro intervento risulta “invisibile”. A differenza di un architetto, che si offenderebbe se gli dicessero che una sua costruzione non sembra progettata da un architetto, un traduttore tecnico sarà entusiasta della sua invisibilità.
Dall’altro lato, nel campo della traduzione letteraria, il traduttore si pone l’obiettivo di garantirsi la massima visibilità possibile, ad esempio facendo sì che il proprio nome sia citato in copertina. Tra l’altro la visibilità in quel caso è garanzia di qualità e retribuzioni adeguate, perché aiuta a mettere in evidenza i nomi dei traduttori migliori. Quindi anche qui l’invisibilità del traduttore tecnico risulterebbe bilanciata efficacemente dalla sua visibilità nella sua veste parallela di traduttore letterario.
Aggiungerei anche che, in tempi di crisi come questi, il settore della traduzione tecnica possa risultare più sensibile al ciclo economico, mentre quello editoriale lo è in misura minore, quindi il traduttore che opera nei due campi avrebbe anche un vantaggio in termini di diversificazione.
Per queste ragioni, per molte altre e per tutti i vantaggi reciproci ottenibili, queste due professionalità possono e forse dovrebbero opportunamente coesistere tra loro.
The Restless Mind of a Techie Translator (Una maledizione del traduttore)
March 26, 2009 by Claudio Maioli
Filed under Scritture
| Capita a molti con le canzoni: ne ascolti una e fai fatica a togliertela dalla mente. A volte non c’è neppure bisogno di averla ascoltata da poco: è già là, gira in qualche circuito neurale, non puoi riconoscerla, suddivisa in pacchetti secondo un protocollo che non conosci, pacchetti biochimici (neuro-psicobiochimici?) che viaggiano a alta velocità di sinapsi in sinapsi, di dendrite in dendrite mentre tu inconsapevole cerchi di rallentare l’ossidazione bevendo una tazza di tè verde, rischi di riaccelerarla davanti alla tv, scrivi, mangi, fai la doccia… | How happy is the blameless vestal’s lot! The world forgetting, by the world forgot. Eternal sunshine of the spotless mind! Each pray’r accepted, and each wish resign’d; Labour and rest, that equal periods keep; |
Poi d’improvviso compare. Da dove? Sono mesi o anni che non la senti eppure è già là: sembra imprigionata nei solchi di un vecchio disco rotto, in un nastro chiuso a anello o nelle lacune di un CD violate dallo sguardo laser indifferente e indiscreto di un lettore che ogni tanto si incanta.
Non vale solo per le canzoni, s’intende. Può essere un’ouverture. O un lied. O il disegno ritmico ostinato di un rap. Non importa. Quando arriva a colpire il timpano virtuale del tuo orecchio interiore, quell’oggetto sonoro, fino a poco prima né identificato né sospettato presente, non ti molla e non ti mollerà per ore, in qualche caso per l’intera giornata.
Capita a molti, che siano dottori, ingegneri, fattorini, elettrauto, dentisti, giardinieri, fornai. Ma chi per mestiere scrive o traduce è esposto a un altro rischio: cadere preda del suono… di una parola. E tra chi scrive o traduce esiste una categoria ancora più vulnerabile: il traduttore tecnico.
Oggi ti senti sicuro, non accadrà, sei esonerato. È sabato, hai finito la revisione, il tuo ultimo lavoro attraversa la rete in un lampo e con lui svanisce rapido l’ultimo elenco di una settimana intensa e variegata: pompe peristaltiche, turbine eoliche, valvole di ritegno, elettrovalvole, fistole, leopardi delle nevi, cristalli giganti, dosatori, cilindri idraulici, schede madri (ti sei dovuto piegare al doppio plurale), tempistica (quelle horreur!) e naturalmente snippet, widget, triplet, weblog, login… Una oscena litania dell’onniscienza che per fortuna si dissolve in fretta come i ricordi di Se mi lasci ti cancello, titolo italiano discutibile e discusso del film Eternal Sunshine of the Spotless Mind (l’inglese è un verso della lettera di Eloisa a Abelardo). Dunque sono salvo e potrò distrarmi, magari proprio con la lettura di Pope.
Ma la maledizione (esterna) del traduttore tecnico a riposo, l’incantesimo delle parole, può contare su una “talpa”, una passione forte che mi accompagna da anni e che ora, celandosi, cospira contro di me. Infatti, quando di colpo il termine-futuro-tormentone si affaccia alla coscienza non lo riconosco. Una piccola sciagura per chi è abituato a sciogliere compulsivamente ogni nodo lessicale si frapponga tra lui e la conoscenza del mondo: resistere non sarà facile.
La parola è RODIGGIO. Provo a ignorarla: tante ne passano per la mente e tolgono presto il disturbo. Lei no, lei si mette a girellarmi in testa formando subito un vortice. In questi casi l’antidoto primario è andare a vedere ma oggi non voglio, mi aspetta (e mi spetta) la storia tragi-romantica dei due sfortunati amanti. Resisterò. E per essere più sicuro di farcela scarico il testo dall’internet, lo stampo, spengo il computer e mi metto a leggere in poltrona.
Da non credere! Tempo di raggiungere la strofa e il RODIGGIO si ficca in ogni verso. Dovevo pensarci: il destino “se lo assecondi ti guida, se gli resisti ti trascina”. Eccomi qui alle prese con un grottesco pastiche:
The world forgetting RODIGGIO, by the world forgot.
Eternal sunshine of the RODIGGIO’ s spotless mind!
RODIGGIO Each pray’r accepted, and each wish resign’d
Di qualsiasi cosa si tratti, so che ha vinto. Prima di piegarmi del tutto tento con l’antidoto secondario: immaginare possibili definizioni come si fa nel bel “gioco del vocabolario”:
1) s.m., rodaggio limitato ai primi 1000 km, 2) s.m., arc., villano dedito all’alcol il cui volto facilmente si infiamma, 3) n.p., Sir Rodigy, it.zzato in Don Rodiggio, eroe negativo di una saga ambientata nel ‘600 britannico, 4) s.m., animale mitico simile a un grosso roditore particolarmente estroverso (es. fare il rodiggione)
Niente, non funziona, il vortice continua. Allora mi arrendo a WikiPedia. E finalmente sono libero. Anzi felice: l’oggetto misterioso c’entra con la mia forte passione “talpa”, i treni. Che hanno fatto (me inconsapevole) da attrattori dopo averne consentito l’amnesia. Conosco il RODIGGIO come le mie tasche, nella mia non breve carriera di “traduttore da marciapiede” (pendolare ferroviario) ne ho visti a centinaia. E voi? Un consiglio: non cercatelo sul dizionario, spesso non c’è. Meglio qui. Vedrete: da oggi mai più senza.
Perché la terminologia? Un corso introduttivo
March 13, 2009 by Andrea Spila
Filed under Formazione
| Laura Bocci, autrice, traduttrice e docente (oltre che socia fondatrice dell’Ass.I.Term, l’Associazione Italiana di Terminologia), propone una serie di sei webinar dedicati alla terminologia e ai linguaggi speciali. Il primo webinar, che si svolgerà il 14 aprile 2009 alle ore 18.00 (CET, GMT+1) è gratuito e aperto a tutti. Il costo dei webinar successivi sarà di euro 25,00 + IVA per ciascun seminario. |
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PROGRAMMA DELLA SERIE DI WEBINAR SULLA TERMINOLOGIA
Che cos’è e a che cosa serve la Terminologia: campi di applicazione, obiettivi e utenti del lavoro terminologico
2. Il termine e il concetto – Principi di formazione dei termini (21 aprile ore 18.00)
5. Terminologia e traduzione (12 maggio ore 18.00)
6. Schema del processo di lavoro in un progetto di terminologia multilingue – La terminologia per l’azienda (19 maggio ore 18.00)
“Le voci scientifiche presentano la nuda e circoscritta idea di quel tale oggetto, e perciò si chiamano termini, perché determinano e definiscono la cosa da tutte le parti”.. “E’ ufficio dei poeti e degli scrittori ameni il coprire quanto possibile la nudità delle cose, come è ufficio degli scienziati rivelarla. Quindi le parole precise convengono a questi, e sconvengono per lo più a quelli (…). Allo scienziato le parole più convenienti sono le più precise, ed esprimenti un’idea più nuda”. (da: G. Leopardi, Zibaldone, pensieri n.109 e 1226)

