Riscritture: intervista a Teresa Solana
June 18, 2010 by Paola Zoppi
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In occasione del Salone Internazionale del Libro di Torino, Paola Zoppi ha incontrato la scrittrice e traduttrice catalana Teresa Solana.
PZ: Nel tuo libro, Scorciatoia per il paradiso, edito da Sellerio e tradotto da Barbara Bertoni, attribuisci un doppio lavoro al traduttore, che è anche ladro. Cosa ti ha spinto ad affidargli questo ruolo?
TS: Volevo spiegare ai lettori la difficoltà per i traduttori di sopravvivere; il caso che racconto nel libro è un caso vero: un traduttore che vive in modo precario, non ha un lavoro, poco denaro. Ho cercato, attraverso questo personaggio, di spiegare ai lettori che il lavoro dei traduttori è molto importante, ma è pagato molto male in Spagna, sebbene penso che sia così anche in Italia: conosco molti traduttori italiani, sono miei amici, e conosco bene la situazione.
PZ: Oltre che scrittrice, sei un’importante traduttrice e collabori con la prestigiosa Casa del Traductor di Tarazona. Come hai iniziato il lavoro di traduttrice?
TZ: Quando ero più giovane lavoravo per una casa editrice, come lettore in lingua originale di romanzi o saggi provenienti da altri paesi; un giorno ebbero bisogno di qualcuno che traducesse dall’inglese un lavoro di Mortimer Wheeler sull’architettura antica di
Roma, cercavano una persona che conoscesse la lingua ma che avesse anche una conoscenza di greco, latino, di lavori antichi, un po’ la mia specializzazione. Ho deciso quindi di tradurre questo libro e ho scoperto il fascino di questo lavoro.
PZ: Quanto sono distanti lo scrittore e il traduttore?
TS: È un lavoro diverso perchè quando traduci, ri-scrivi il testo ma non puoi cambiare le cose: puoi cambiare qualche parola, qualche frase per renderla leggibile, ma non puoi cambiare il senso, mentre quando scrivi il tuo libro devi essere assolutamente libero di fare quello che vuoi. È una prospettiva diversa.
PZ: Credi nell’invisibilità del traduttore?
TS: Assolutamente no. Proprio no. Dico sempre ai miei traduttori “quando pensate che ci sia qualcosa che non funziona nella vostra lingua dovete cambiarla, mantenendo sempre il significato autentico”, ma non sono proprio d’accordo con questa idea che il traduttore debba essere invisibile.
Lost in dubbing
March 26, 2010 by Giulia Bancheri
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La sesta e ultima stagione di Perdidos, questo il titolo spagnolo del popolare serial televisivo Lost, sta costando sudore e fatica a tutto il team di doppiatori nonché alla direttrice del doppiaggio. Fino a maggio, infatti, quando verrà trasmesso l’ultimo episodio, li attendono lunghe ed estenuanti giornate di lavoro che iniziano alle otto del mattino e finiscono alle dieci di sera. Hanno a disposizione dodici giorni utili per una puntata di due ore: sono le conseguenze devastanti del doppiaggio che in gergo viene chiamato superacelerado.
Da quando gli studi cinematografici americani hanno scoperto che le prime mondiali in simultanea riducono notevolmente i download illegali, questa pratica si è diffusa anche ai telefilm. Le pay TV hanno dato il la, seguite a ruota dai canali in chiaro. Prima va in onda l’episodio doppiato, più alto sarà l’indice d’ascolto della rete che lo trasmette. Considerato che Perdidos è la serie più scaricata del pianeta, i doppiatori e la direttrice del doppiaggio devono lavorare con l’occhio sempre puntato sull’orologio, e ne hanno ben donde.
Nonostante i loro sforzi, sono comunque tantissimi i fan della serie che vedono le puntate su Internet, troppo impazienti per attendere la versione in spagnolo. Il direttore di Antena Cuatro ne è consapevole, tuttavia sostiene che quella del doppiaggio “superaccelerato” sia una strada da tentare comunque.
La Disney manda le prime immagini dell’episodio appena quattro giorni prima che escano negli Stati Uniti e da quel momento parte un meccanismo cronometrato al minuto: casting dei nuovi personaggi, registrazione, editing, mixage e via dicendo. La mancanza di tempo obbliga anche ad avere sempre una voce di riserva per ciascun personaggio, in caso di malattia o di altri problemi. Certo è che i sostituti tremano al pensiero di dover subentrare in quattro e quattr’otto ai doppiatori ufficiali, visti i tempi ridottissimi per potersi studiare il materiale.
È il caso di dire che finché c’è salute c’è speranza…
Tradurre l’opera
February 12, 2010 by Giulia Bancheri
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Ormai il mondo parla lingue diverse e anche i teatri si devono adeguare per superare le barriere linguistiche. Quando si assiste a un’opera in lingua straniera, di solito la traduzione del libretto appare su un pannello luminoso posto sul boccascena, con i cosiddetti sopratitoli che vengono proiettati allo stesso tempo in cui è cantato il testo originale.
Il Palacio de las Artes Reina Sofía di Valencia (nella foto a sinistra), inaugurato nel 2005, ha optato per una soluzione più tecnologica e modernista, installando un sistema di sottotitolaggio con display collocati sullo schienale delle 1.500 poltrone della sua sala principale. In questo modo agli spettatori viene offerta la possibilità di scegliere la traduzione di opere italiane, francesi, inglesi o tedesche in quattro lingue: quella originale, il castigliano, il valenciano e l’inglese. Da una cabina di regia il traduttore-adattatore di libretti trasmette dal vivo il segnale simultaneo delle quattro lingue che arriva a ciascun display.
Le fasi della traduzione
In sintesi il procedimento è il seguente: dopo una prima fase di editing, in cui si eliminano eventuali ripetizioni e ridondanze, il testo originale viene suddiviso in sottotitoli di una o due righe di 32 caratteri ciascuna, che successivamente si traducono nelle lingue di arrivo previste e si sincronizzano con il testo originale.
I requisiti professionali
Come in ogni traduzione che si rispetti, anche in questo caso i tempi per sottotitolare un libretto sono alquanti stretti: una quindicina di giorni. Si tratta di un lavoro per il quale è indispensabile saper leggere le partiture e possedere nozioni approfondite di musica e solfeggio in generale. Oltre alla traduzione accurata, si richiede che il sottotitolo “lanciato” sia in perfetta sincronia con la voce, quindi il traduttore deve seguire lo svolgimento della rappresentazione dall’inizio alla fine.
Il sottotitolaggio si realizza da un computer primario (master) collegato a uno slave che funziona in parallelo, in modo che se il master si blocca, tramite un pulsante è possibile continuare a sottotitolare senza problemi. Comunque, per sicurezza, si fanno sempre almeno due prove prima dello spettacolo. Attualmente i tecnici stanno potenziando il programma affinché in futuro possa trasmettere fino a otto traduzioni simultanee. Il binomio opera-traduzione può sicuramente offrire uno sbocco professionale interessante da non sottovalutare.
Cinema? Sì, grazie, ma in catalano
February 5, 2010 by Giulia Bancheri
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È noto che i catalani sono particolarmente gelosi e orgogliosi della propria lingua e della propria cultura, però l’ultima proposta del Governo autonomo ha messo sul piede di guerra i distributori cinematografici operanti in Spagna e all’estero. Tutto è nato dal fatto che la programmazione delle sale non prevede, salvo casi sporadici, film tradotti in catalano, quindi gli spettatori devono rassegnarsi alle pellicole doppiate in castigliano oppure in lingua originale con sottotitoli sempre in castigliano. Tuttavia nel 2011 le cose potrebbero cambiare, se verrà approvata la controversa legge sul cinema catalano attualmente allo studio.
La proposta di legge
In base alla proposta formulata, i distributori saranno obbligati a doppiare in catalano almeno la metà delle copie di ogni film in lingua straniera, pena sanzioni che andranno da 4.000 a 75.000 euro. Quanto alla versione originale sottotitolata in catalano, sarà incentivata grazie a una tassa che penalizzerà l’opzione del doppiaggio rispetto a quella del sottotitolaggio, anche nell’intento di avvicinare il pubblico alle lingue straniere.
Le reazioni
La voce contraria dei distributori non si è fatta attendere. L’estate scorsa il ministero della Cultura è tornato all’attacco, cercando di rabbonire le major che distribuiranno pellicole in catalano con la promessa di accollarsi le relative spese e di sostenere l’industria con gli aiuti necessari. La risposta è stata picche.
L’equilibrio linguistico tra catalano e castigliano si è ormai raggiunto in tutti gli ambiti culturali – teatro, letteratura, televisione e stampa – per converso al cinema la sproporzione balza agli occhi: 96,5 % di film in castigliano contro un misero 3,5% in catalano. Stando all’assessore alla Cultura, sarebbe auspicabile che l’offerta di pellicole in catalano arrivasse almeno a un 30%, rispettando così la libertà di scelta del consumatore.
La battaglia sarà molto dura: da un lato le major potrebbero decidere di escludere dai loro circuiti le sale catalane, dall’altro anche i distributori indipendenti verrebbero scoraggiati a causa dei costi di traduzione e di doppiaggio troppo elevati. Neanche gli esercenti delle sale sono d’accordo, benché la legge non preveda per loro l’obbligo di versare alcuna quota e anzi li sostenga qualora decidessero di utilizzare le copie doppiate o sottotitolate in catalano.
Un potenziale precedente?
A prescindere dalle opinioni sulla misura adottata, emerge chiaramente come ormai la traduzione non sia un mero veicolo e tramite culturale, bensì anche uno strumento socio-politico ed economico. Quello che più si teme è che la legge possa creare un precedente a livello nazionale ed europeo. Tutte le Autonomie con lingua propria, come la Galizia, la Comunità valenciana o i Paesi Baschi, in futuro potrebbero ventilare la stessa proposta, generando quello che per taluni è uno sconquasso inutile e niente affatto redditizio.
A ogni traduttore la sua casa
January 8, 2010 by Giulia Bancheri
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Dal 1993 i traduttori letterari di tutta Europa convengono alla Casa del Traductor di Tarazona, in provincia di Saragozza. Questa pittoresca cittadina di dodicimila abitanti circa, che nel Medioevo fu un’enclave importante per le traduzioni dall’arabo al latino, accoglie un’istituzione pubblica unica in Spagna, dedicata segnatamente alla traduzione letteraria, ma non solo. Nata nel 1988 su iniziativa di Francisco J. Uriz, traduttore di lingue nordiche e Premio Nazionale di Traduzione, la Casa del Traductor fa parte della Rete Europea delle Case e dei Collegi di Traduttori Letterari, che annovera molti altri centri illustri dove i traduttori possono condividere le proprie esperienze in un clima di scambio e di confronto proficui.
Ogni anno, tra settembre e ottobre, la Casa del Traductor organizza le Jornadas en torno a la traducción literaria, un appuntamento molto atteso che richiama traduttori e scrittori, nonché teorici della traduzione, professori universitari, studenti, linguisti e addetti al settore editoriale. L’edizione 2009 ha dato ampio spazio alla traduzione teatrale e audiovisiva (cinema e teatro) con conferenze, tavole rotonde e workshop tenuti da stim
ati registi, sceneggiatori, scrittori, revisori e traduttori. L’intenzione per le prossime edizioni è quella di rendere gli appuntamenti sempre più “tematici”.
Vista l’importanza che riveste questo organismo, attualmente si sta valutando di spostare la sua sede definitiva nella più prestigiosa Residencia de El Cinto, che offrirà alloggio, una vasta biblioteca ricca di opere classiche e moderne, riviste specializzate, dizionari ed enciclopedie, una sala computer ultratecnologica e un collegamento a Internet per le attività di documentazione, con la possibilità di acquisire materiale per particolari progetti di traduzione letteraria anche nelle lingue orientali. A tale proposito, l’anno scorso è stato organizzato un workshop di poesia cinese finanziato dal Ministero della cultura che ha riscosso un notevole successo.
Al fine di promuovere e diffondere la traduzione letteraria in tutti i suoi aspetti, e anche per uscire dal tradizionale isolamento in cui vivono i traduttori in generale, la Casa del Traductor mette a disposizione borse di studio per chi avesse un progetto da sviluppare e volesse vivere un’esperienza decisamente appagante dal punto di vista linguistico, umano e culturale.
Come si diventa traduttore o interprete giurato in Spagna
November 27, 2009 by Giulia Bancheri
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In Spagna la qualifica di traduttore/interprete giurato è vincolata al superamento di un esame indetto dal Ministerio de Asuntos Exteriores y de Cooperación tramite bando pubblicato sul Boletín Oficial del Estado (Gazzetta Ufficiale spagnola, www.boe.es), di solito a inizio o metà giugno. Per ulteriori informazioni sui requisiti necessari e sulle formalità burocratiche si rimanda al sito del Ministero.
L’esame
L’esame, relativo a una combinazione linguistica (ad esempio spagnolo-italiano), si svolge a Madrid una volta all’anno ed è estremamente selettivo. La percentuale degli idonei non arriva al 3%. Vi sono quattro prove a carattere eliminatorio articolate nel seguente modo:
- Traduzione verso lo spagnolo, senza dizionario, di un testo letterario-giornalistico: un’ora.
- Traduzione verso l’italiano, senza dizionario, di un testo letterario-giornalistico: un’ora.
- Traduzione verso lo spagnolo, con dizionario, di un testo giuridico-economico: un’ora e mezzo.
- Nel caso in cui le suddette prove scritte vengano superate, il candidato è convocato in un secondo tempo per una verifica delle sue capacità orali. Il colloquio prevede la lettura (cinque minuti circa) e il riassunto in italiano e in spagnolo di un testo, solitamente un articolo di giornale, con domande di comprensione.
Esonero dall’esame
Da qualche anno chi è in possesso di una laurea in Traduzione e/o Interpretazione (convalidata nel caso di candidati stranieri) può essere nominato traduttore/interprete giurato dalla Oficina de Interpretación de Lenguas senza dover sostenere l’esame. È necessario attestare la preparazione nel campo della traduzione giuridico-economica, nonché dell’interpretazione orale, tramite riconoscimento di piani di studio, certificazioni accademiche e/o crediti conseguiti in corsi specifici. Per ulteriori informazioni:
Preparazione
Data la vastità e la complessità della materia, un aiuto concreto lo può offrire il forum riservato agli aspiranti traduttori giurati, dove è possibile reperire gli esami degli anni precedenti e scambiarsi consigli e informazioni utili. Si raccomanda di lavorare molto sulla velocità di lettura e di scrittura, perché la lunghezza dei testi (una pagina intera) e lo scarso tempo a disposizione impediscono di fare la brutta copia e consentono a malapena di aprire i dizionari. Onde evitare crampi dell’ultimo minuto, e soprattutto rallentamenti alla stesura degli elaborati, un altro suggerimento è quello di accantonare le tecnologie ed esercitarsi con le care vecchie carta e penna.
Siti utili
Tematiche varie sulla traduzione giurata
http://www.ndelt.com/interprete_jurado.htm
FAQ sulla traduzione giurata
franstrad.brujulayproa.net/docs/FAQTJ09-
04preguntastraduccionjurada%5B2%5D.pdf
Codice etico del traduttore/interprete giurato
http://www.fit-europe.org/vault/etica-atijc.html



La
Online Summer School 2010 - "Diventare freelance" si terrà a giugno e settembre e durerà sei settimane.