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	<title>European School of Translation &#187; proz</title>
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		<title>Proziani in video, dritte su LinkedIn e software per traduttori</title>
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		<pubDate>Sat, 28 May 2011 15:23:05 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Alcuni dei miei contatti virtuali, colleghi che frequento quotidianamente sui sociali network, hanno finalmente un volto e una voce dopo la due giorni della <strong>conferenza internazionale europea di Proz.com</strong> che si è svolta a Roma nello scorso weekend. Dopo aver presentato il mio <a title="Presentazione su Slideshare (in inglese)" href="http://www.slideshare.net/andreaspila/seo-ppc-presentation02">workshop su SEO e PPC per traduttori</a> mi sono concesso un po’ di relax e ho realizzato con la Flipvideo della Scuola un <a title="Videointerviste alla Proz Conference di Roma" href="http://www.youtube.com/watch?v=c8Uvn8ntIhk">breve filmato</a> in cui intervisto alcuni dei protagonisti dell’evento, dalla brava organizzatrice <strong>Daniela Zambrini</strong> al guru del portale, il fondatore <strong>Henry Dotterer</strong>. Frequento Proz soprattutto perché organizzo per loro alcuni corsi di formazione online, ma durante la conferenza ho potuto conoscere meglio la realtà di questa megacommunity di traduttori che quest’anno compie dodici anni di vita. Mi piacerebbe conoscere <strong>la vostra esperienza di Proz</strong>. Se ne avete voglia, mi raccontate qualcosa nei commenti qui sotto?</p>
<p>A proposito di <strong>networking e marketing online</strong>, la mia curiosità è stata solleticata da un articolo sull’<strong>uso di LinkedIn</strong>, segnalato da Livia D’Ettorre (<a href="http://twitter.com/ldtranslations">twitter.com/ldtranslations</a>). <a title="Articolo in inglese" href="http://catherinetranslates.com/2011/02/01/interview-with-eve-bodeux-how-can-freelance-translators-get-the-most-out-of-linkedin/">Catherine Jan ha intervistato la collega Eve Bodeux</a> per comprendere quali siano le strategie più efficaci che un traduttore può adottare per sfruttare al meglio le potenzialità di questa piattaforma di social networking per professionisti. Secondo Eve è essenziale partire con <strong>obiettivi ben chiari e definiti</strong> per poter valutare poi con precisione il successo della propria presenza su LinkedIn (“per esempio, un obiettivo potrebbe essere quello di aggiungere un certo numero di contatti in un arco di tempo definito, oppure potreste cercare di ottenere un certo numero di visualizzazioni a settimana del vostro profilo, o ancora potreste decidere di cercare un certo numero di potenziali clienti ogni mese”).<br />
Un altro aspetto fondamentale è quello della <strong>cura e dell&#8217;aggiornamento del proprio profilo</strong>, in particolare il Sommario (Headline) e il Riepilogo (Summary), sezioni dove sarà necessario utilizzare le parole chiave giuste per farsi trovare tramite il motore di ricerca interno di LinkedIn. Vale la pena di andare a dare uno sguardo al <a title="Profilo in inglese" href="http://www.linkedin.com/in/ebodeux">ricco profilo di Eve Bodeux</a> per vedere come è possibile migliorare la propria “vetrina virtuale&#8221; su LinkedIn.<br />
Mi chiedo spesso se LinkedIn serva realmente a <strong>migliorare la propria visibilità</strong> e magari anche a <strong>trovare clienti</strong>. Secondo Eve, anche se si tratta di uno strumento che permette di ottenere risultati soprattutto nel lungo periodo, LinkedIn è essenziale oggi per migliorare la propria visibilità online e nell’ultimo anno a lei è capitato sempre più spesso di ricevere richieste di servizi di consulenza direttamente da nuovi clienti che l’avevano scoperta su questa piattaforma.<br />
Continuo a essere un po’ perplesso sulle potenzialità di LinkedIn, soprattutto per quanto riguarda il <strong>marketing dei servizi di traduzione</strong>, ma mi piacerebbe sentire qualche esperienza positiva di colleghi che lo usano con successo.</p>
<p>Un’interessante segnalazione mi arriva (grazie a Silvia Pellacani, la nostra Twittermaster) dall’account Twitter della European School of Translation (<a href="http://twitter.com/european_school" target="_blank">www.twitter.com/european_school</a>). Si tratta del wiki di Traducción y mundo libre, il <a title="Blog in spagnolo" href="http://traduccionymundolibre.com/">blog di Silvia Flórez</a> dedicato alle tecnologie applicate alla traduzione.<br />
Il <a title="Wiki in inglese" href="http://traduccionymundolibre.com/wiki/Main_Page">wiki di Silvia</a> contiene un ricco elenco di <strong>risorse software gratuite e open source</strong>, suddivise in quattro categorie:</p>
<ol>
<li>editor e strumenti di pubblicazione,</li>
<li>strumenti linguistici (es. per l’estrazione terminologica),</li>
<li>strumenti di traduzione (es. CAT e MT, ma anche convertitori di formato e simili) e</li>
<li>strumenti gestionali (project management, fatturazione, ecc.).</li>
</ol>
<p>La pagina principale del wiki contiene anche un link allo “strumento del mese” e uno a <strong><a href="http://traduccionymundolibre.com/wiki/PortableCAT">PortableCAT</a></strong>, una suite di ben 31 applicazioni open source e gratuite per linguisti che è possibile installare sul proprio PC. Ovviamente, nello spirito dei wiki, è possibile aggiungere strumenti o modificare le informazioni già pubblicate.</p>
<p>Per questa settimana è tutto. Appuntamento alla prossima!</p>
<p><strong>Traduttori Sociali</strong> è una rubrica settimanale di Andrea Spila per la European School of Translation. I contenuti sono basati sui tweet e sui post che colleghi e colleghe nel mondo della traduzione, delle lingue e della scrittura hanno pubblicato durante la settimana precedente.<br />
Andrea è su Twitter all’indirizzo <a href="http://twitter.com/andreaspila">http://twitter.com/andreaspila</a>.</p>
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		<title>Traduttori reali, traduttori pericolosi e traduttori pacifisti</title>
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		<pubDate>Fri, 15 Apr 2011 13:23:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>andreaspila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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			<content:encoded><![CDATA[<p>Aumentano le occasioni per uscire dalla rete virtuale e per incontrarsi, per “sviluppare i rapporti di prossimità come rapporti fisici tra persone che si guardano negli occhi, si stanno ad ascoltare e riscoprono la grande civiltà del convivium” come ci ricorda l’<strong>ACTA</strong> (Associazione dei consulenti del terziario avanzato) nel suo <a title="Il Manifesto dell'ACTA" href="http://www.scribd.com/doc/39877285/Manifesto-dei-lavoratori-autonomi-di-seconda-generazione">Manifesto dei lavoratori autonomi di seconda generazione</a>, alla cui stesura ha contribuito fortemente lo storico Sergio Bologna.</p>
<p>Soprattutto i <strong>freelance </strong>hanno riscoperto recentemente il desiderio e la necessità di ritrovarsi di persona, sia per condividere le proprie rivendicazioni sia per migliorare le proprie opportunità lavorative. È nato così il primo <a title="Networking Day di ACTA" href="http://www.actainrete.it/2011/03/scambiamoci-i-biglietti-da-visita-se-hai-voglia/"><strong>Networking Day di ACTA</strong></a> che si è tenuto a Milano il 7 aprile scorso presso lo spazio di coworking di via Menabrea 33, gestito dall’infaticabile <strong>Dario Banfi</strong> (<a href="http://twitter.com/dariobanfi">http://twitter.com/dariobanfi</a>), giornalista freelance e grande comunicatore dell’associazione. Lo stesso Dario Banfi nel suo <a title="10 persone da conoscere nel fare networking" href="http://www.humanitech.it/?p=3294"> blog <strong>Humanitech</strong></a> ci ricorda l’importanza di trovare le persone giuste nella propria rete di contatti: dal visionario al coach, dal mentore all’idealista. <span style="background-color: yellow;">Voi in quale di queste figure vi riconoscete?</span></p>
<p>Insomma, traduttori (e lavoratori autonomi più in generale) non sono più soli, anche al di fuori della rete. Internet continua tuttavia a essere lo strumento (ma anche il luogo potremmo dire) più semplice e immediato per informarsi, trovare colleghi e a volte anche lavoro. Nel <strong>nuovo blog aperto da Proz.com su WordPress</strong>, <a title="Twitter for Translators" href="http://blogproz.wordpress.com/2011/04/09/twitter-for-translators/">Jared condivide la sua scoperta di Twitter</a>, che è ancora per molti un social network un po’ misterioso (e ostico). Jared ha infatti scoperto l’utilità del servizio di <strong>microblogging </strong>per tenersi informato su notizie e problemi che riguardano il mondo della traduzione e soprattutto ha scoperto il vantaggio principale di questo mezzo: “grazie al limite di caratteri ricevo messaggi brevi e concisi da diverse persone e posso decidere se seguire il link per leggere la notizia completa o approfondire l’argomento”. <span style="background-color: yellow;">Qual è la vostra esperienza di Twitter? Siete d’accordo con Jared?</span></p>
<p>La settimana scorsa è uscito il <a title="Sito di E, il mensile di Emergency" href="http://www.e-ilmensile.it/"><strong>nuovo mensile E di Emergency</strong></a>, una bella rivista a cui collaborano, oltre agli attivisti dell’associazione, molti nomi dello spettacolo e della cultura. Nel suo blog <strong>Terminologia etc.,</strong> Licia Corbolante ha scritto un <a title="fottuti &amp; dannati (…e favoriti)" href="http://blog.terminologiaetc.it/2011/04/12/traduzioni-pericolose-mensile-e/">post su &#8220;Traduzioni pericolose&#8221; di Patrizia Valduga</a>, in cui l’autrice dell&#8217;articolo ricorda molte delle espressioni che si sono fatte strada nell’italiano, soprattutto a partire dalle cattive traduzioni di locuzioni gergali o volgari dell’inglese (i classici “dannato” per damned e “fottuto” per fucking). Curiosamente, Licia non cita l’attacco dell’articolo che recita così: “Se l’italiano che parlano oggi gli italiani è così miserabile, una qualche responsabilità ce l’hanno anche i traduttori, soprattutto dall’americano e dall’inglese.” In realtà, come sappiamo bene, il problema è proprio l’opposto, perché spesso falsi amici e traduzioni approssimative vengono proposti da <strong>non addetti ai lavori</strong>, soprattutto nel campo cinematografico e televisivo dove sempre di più sono adattatori e sottotitolatori senza competenze linguistiche a tradurre dalla lingua inglese. <span style="background-color: yellow;">Sono certo che avete qualche divertente esempio di traduzioni non professionali. Lo volete condividere con noi?</span></p>
<p>Parlando di traduzioni non effettuate da esseri umani specializzati, Carlotta Saconney <a href="(http://twitter.com/CarlottaCool">(http://twitter.com/CarlottaCool</a>) ci fa conoscere <a title="Sito di Messages for Japan" href="http://MessagesForJapan.com"><strong>Messages for Japan</strong></a>, un sito lanciato da Google per permettere a chiunque, da ogni parte del mondo, di scrivere un messaggio nella propria lingua materna e di indirizzarlo alle vittime dei recenti terremoti nipponici, ottenendo immediatamente una traduzione in giapponese effettuata dal motore di traduzione automatica di Google. <span style="background-color: yellow;">Mi piacerebbe sapere com’è la qualità di queste traduzioni. C’è qualcuno che sa il giapponese e può darci un feedback?</span></p>
<p>Visto che parliamo di <strong>traduzioni e iniziative umanitarie</strong>, voglio chiudere il post di questa settimana con una bella notizia. I <strong>Traduttori per la Pace</strong>, storica sigla del pacifismo italiano, sono finalmente diventati “social” aprendo un proprio <a title="Tpp su Facebook" href="http://www.facebook.com/home.php?sk=group_164132126978634&amp;ap=1">gruppo su Facebook</a> che sarà dedicato al coordinamento e all’organizzazione dei suoi attivisti. Il gruppo ha attirato decine di iscrizioni in poche ore, un sintomo forse della grande voglia di partecipazione e di impegno nel sociale che tanti sentono. Presto i Tpp apriranno anche una pagina Facebook per i propri fan!</p>
<p>Non mi resta che augurarvi buona settimana!</p>
<p><strong>Traduttori Sociali</strong> è una rubrica settimanale di Andrea Spila per  la European School of Translation. I contenuti sono basati sui tweet e  sui post che colleghi e colleghe nel mondo della traduzione, delle  lingue e della scrittura  hanno pubblicato durante la settimana  precedente.<br />
Andrea è su Twitter all&#8217;indirizzo <a href="http://twitter.com/andreaspila">http://twitter.com/andreaspila</a>.</p>
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		<title>Lo scandalo delle traduzioni per il sito Italia.it</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>raffaellamoretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
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		<description><![CDATA[Un annuncio del Ministero del Turismo su Proz.com e un'intera categoria si indigna e fa sentire la propria voce sul web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/leonegrande.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2475" style="margin: 10px;" title="leonegrande" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/leonegrande-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" /></a>Un annuncio su un marketplace della traduzione e un&#8217;intera categoria si indigna e fa sentire la propria voce sul web.</p>
<p>Il committente non è proprio uno qualsiasi: si tratta del <strong>Ministero del Turismo</strong>. La proposta di lavoro pubblicata su Proz.com proviene da un&#8217;agenzia che cerca collaboratori per un lungo progetto di traduzione verso lingue straniere del sito Italia.it. La <strong>tariffa </strong>e i<strong> termini di pagamento</strong> sono inauditi: 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri, pagabili a 90 giorni (condizioni imposte dal Ministero, a detta dei richiedenti).</p>
<p>Nel giro di poche ore nasce una discussione sulla mailing list di Langit e l&#8217;indignazione cresce. La buona volontà di una collega dà vita a una<strong> lettera aperta al Ministro Brambilla</strong> e nel giro di poche ore si raccolgono circa <strong>1160 firme</strong>. La tariffa è pari alla &#8220;paga giornaliera di un operaio in uno sweatshop indonesiano&#8221;, si scrive nella lettera.</p>
<h2>La notizia sul web e le reazioni</h2>
<p>Il tam tam approda anche sui social network, sui forum del settore le discussioni sono accese, il sito web di <a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/11/news/la_brambilla_paga_i_traduttori_come_sottoproletari_indonesiani-2263320/" target="_blank">Repubblica</a> segnala il dibattito, sulle pagine del <a title="Generazione Pro" href="http://generazionepropro.corriere.it/2010/02/la_lettera_alla_ministra_bramb.html" target="_blank">blog di Corriere.it</a> a cura di Dario Di Vico viene pubblicato un articolo sulla questione (all&#8217;interno del quale viene utilizzata l&#8217;immagine di un&#8217;interprete, ed è tutto dire). L&#8217; articolo a sua volta  vede nascere, nell&#8217;area &#8220;commenti&#8221;, accesi scambi di opinioni tra traduttori professionisti e lettori non coinvolti nel settore.</p>
<p>A quanto pare la battaglia per<strong> riconoscimento della professione</strong> è ancora lunga e tortuosa. Quelli che seguono sono solo alcuni degli esempi trovati tra i commenti:</p>
<blockquote><p>Sono troppi! Direi che c&#8217;e&#8217; un <strong>abuso di traduttori</strong>: i politici, imparino  tutti l&#8217;inglese ed usino solo questa lingua, con enormi risparmi di  denaro.</p></blockquote>
<blockquote><p>quell&#8217;accenno buttato li con disprezzo sulla paga dell&#8217;operaio  indonesiano, mi inorridisce, questi signori si sentono ovviamente  superiori&#8230; [...] se siete pagati poco, <strong>cambiate mestiere.</strong></p></blockquote>
<blockquote><p>sarebbe interessante anche parlare del marcio che imperversa nel  mondo della traduzione.  Fondamentalmente, eccezion fatta per alcune sezioni, si tratta di una  <strong>casta chiusa</strong> che prende a modello il marcio che si trova nel mondo  giornalistico.</p></blockquote>
<p>Non si sono fatte attendere le dure e pazienti repliche da parte di numerosi colleghi abituati a cercare di<strong> &#8220;educare&#8221; i clienti e la massa</strong> sui tantissimi<strong> luoghi comuni</strong> che esistono sulla professione del traduttore.</p>
<p>La raccolta delle firme al momento è sospesa e non si sa se riprenderà, ma sicuramente è la prova che, quando vogliamo,<strong> sappiamo farci sentire.</strong></p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/w00ter/2941284818/" target="_blank"> &#8220;Wondering Where The  Lions Are&#8221;</a> da Flickr Creative Commons</p>
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