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	<title>European School of Translation &#187; moodle 2.0</title>
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		<title>Moodle 2.0: studenti e software fanno la community</title>
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		<pubDate>Thu, 26 Feb 2009 19:47:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federicacampoli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[community hub]]></category>
		<category><![CDATA[Martin Dougiamas]]></category>
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		<category><![CDATA[Moodle tracker]]></category>

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		<description><![CDATA[Federica Campoli ci dà qualche anticipazione sulla nuova creatura di Martin Dougiamas, Moodle 2.0, il famoso software open source per la creazione di ambienti di apprendimento che aspira a diventare un "community hub".]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-503" style="margin: 10px;" title="Moodle" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/02/moodle-mosaic-300x300.png" alt="Moodle" width="190" height="190" />Martin Dougiamas è sicuro che il suo nuovo Moodle, pronto tra qualche tempo, sia il giusto <strong>ambiente collaborativo </strong>in cui studenti e docenti potrebbero addirittura scambiarsi le parti: partendo dalla convinzione che si impara molto quando si osservano gli altri, il moodler per eccellenza ha investito tutto in questo &#8216;transformational way&#8217; dell&#8217;insegnamento. Una piattaforma più flessibile, interfacce più usabili, scelta democratica dei corsi attraverso l&#8217;uso di forum. Il futuro è oggi.</p>
<h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Martin Dougiamas, il papà di Moodle</h2>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Dalla Nuova Zelanda alla Spagna, dall&#8217;Italia agli Stati Uniti, <strong>Martin Dougiamas</strong> fa conferenze a raffica e parla degli impressionanti numeri di Moodle, la sua creatura: interfaccia tradotta in 75 lingue, 500.000 partecipanti ai forum, 1.500 nuovi account al giorno; Moodle e i suoi stili di formazione sono sinonimo di &#8220;global thing&#8221;, così li chiama il loro ideatore. È stato facile arrivare sin qui: i fruitori della piattaforma hanno praticamente interagito con i software disponibili e così è stata la community stessa a dare forma non solo ai corsi, ma anche all&#8217;ambiente educativo.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Ma perché tutto questo parlare di Moodle, Mr Dougiamas?</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Sappiamo com&#8217;è fatto, sappiamo che è largamente usato per la formazione online, che è fornito di moduli i quali permettono una migliore suddivisione dei contenuti. La notizia per la quale Martin prepara il terreno è l&#8217;arrivo del nuovo <strong>Moodle 2.0</strong>.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Arriva Moodle 2.0</h2>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">A un certo punto della conferenza, il tono della sua voce si fa più alto, quasi più convincente, il Power Point si colora, è pieno di cubi, di frecce che portano alla grande scoperta: <strong>Moodle 2.0</strong> uscirà tra qualche tempo, con una mise nuova di zecca. Fondamentale, in questo periodo, è l&#8217;aiuto di tutti quelli che stanno testando la versione Beta, cercando che cosa non va e che cosa renderebbe la piattaforma il più stabile possibile. I passi in avanti, e quelli indietro, sono poi registrati in <a href="http://tracker.moodle.org/secure/Dashboard.jspa"><strong>Moodle tracker</strong></a>, un open source in cui hanno ampio spazio le nuove idee, i consigli, i difetti del sistema, la qualità dei servizi offerti. Qui l&#8217;importanza di ogni problema viene valutata attraverso vere e proprie votazioni: spesso, dice Dougiamas, le complicazioni vengono risolte con pochi cambiamenti, altre volte è impossibile risanarle.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">
<h2 style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Qualche anticipazione su Moodle 2.0</h2>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Allora quali sono le anticipazioni a riguardo? Pare che l&#8217;import e l&#8217;export dei file abbia raggiunto un livello più avanzato nel 2.0; l&#8217;accesso stesso a Moodle è più controllato; esiste una vera e propria tracciabilità del progresso degli studenti e del compimento dei loro studi: quali corsi hanno frequentato, quali aspettano di frequentare, e poi i compiti assegnati, la chat, i quiz. Esistono, inoltre, nuovi moduli per il feedback e nuovi editor di testo che permettono di accedere direttamente ai testi creati dagli alunni di un corso. Il profilo di ogni studente potrà essere assolutamente personalizzato: si hanno a disposizione circa 15 plug-in, tra cui quello che permette di caricare foto direttamente da Flickr.</p>
<p style="margin: 0cm 0cm 0pt;">Un&#8217;importante novità è sembrata a tutti quella della funzione di &#8220;<strong>community hub</strong>&#8221; che lo strumento ha acquisito: i professori hanno, grazie alla nuova versione, la possibilità di esportare il loro corso, altri di importarlo: una qualsiasi istituzione potrà infatti decidere di voler usare Moodle come piattaforma di formazione anche per un solo corso già esistente e appartenente a un altro progetto.</p>
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