Abbonamento Pre-Agenda OWS fino al 10 gennaio
January 4, 2010 by Andrea Spila
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Il 2010 inizia con una buona notizia: abbiamo posticipato la data di scadenza dell’abbonamento più conveniente a domenica 10 gennaio.
Chi si iscrive alla Online Winter School entro il 10 gennaio 2010 potrà quindi ancora ottenere l’abbonamento superscontato di euro 225,00 (IVA inclusa), mentre dall’11 gennaio al 24 gennaio sarà possibile ottenere un abbonamento Early Bird al prezzo di euro 315,00 (IVA inclusa). Il prezzo pieno (euro 420,00 + IVA) entrerà in vigore dal 25 gennaio.
Per effettuare l’iscrizione:
http://www.e-schooloftranslation.org/winter-school-est-2010-iscrizione/
Per informazioni sul programma provvisorio:
http://www.e-schooloftranslation.org/2009/12/online-winter-school-il-programma-di-febbraio-2010/
Per informazioni sul funzionamento dei nostri corsi online:
http://www.e-schooloftranslation.org/guida-alla-formazione-online/
Per ulteriori informazioni potete contattarci allo 06 5809666.
EST si prepara alla Winter School
December 4, 2009 by Raffaella Moretti
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A grande richiesta, la European School of Translation sta lavorando per mettere a punto il programma della Online Winter School, che si svolgerà a febbraio 2010.
Il programma
Quest’anno il tema sarà la traduzione editoriale. Il programma prevederà una serie di incontri online di orientamento per traduttori esordienti e di approfondimento per traduttori professionisti.
In particolare, parleremo:
- del rapporto traduttore-autore
- del rapporto traduttore-revisore
- degli aspetti fiscali e retributivi della professione
- dell’inserimento nel mondo delle case editrici
Ci sarà ancora, come già sperimentato nella Summer School, una serie di laboratori di traduzione su varie tipologie di testo (letteratura postcoloniale, saggistica, letteratura per bambini, ecc.).
Vi invitiamo quindi a darci i vostri suggerimenti su come perfezionare l’offerta formativa scrivendo nella pagina Contatti.
Summer School: Early Bird e Sindacato Nazionale Scrittori
August 13, 2009 by Andrea Spila
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La Online Summer School della European School of Translation si avvicina così come si avvicina l’ultima data utile per iscriversi alla scuola online usufruendo degli sconti Early Bird (31 agosto):
- 22 seminari al prezzo di euro 100 + IVA (il costo di 5 seminari) per la formula Tutto!
- 10 seminari al prezzo di euro 70 + IVA (il costo di 3 seminari e mezzo) per la formula Primi Passi
Per informazioni e iscrizioni online leggete la pagina della Online Summer School.
Convenzione con la Sezione traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori
EST ha stipulato in questi giorni una convenzione con la Sezione traduttori del Sindacato Nazionale Scrittori che permetterà agli iscritti al sindacato di usufruire di due formule a prezzi scontati:
- la formula Tutto! sarà disponibile al prezzo scontato di euro 90 + IVA fino all’inizio della Online Summer School
- la formula Editoriale (riservata ai soli iscritti al sindacato) sarà disponibile al prezzo scontato di euro 60 + IVA (comprende cinque seminari su argomenti di interesse letterario e saggistico)
Gli iscritti al sindacato troveranno le nuove formule convenzionate nella pagina della Online Summer School.
La foto “Untitled” fa parte degli archivi dello Smithsonian Institute.
Online Summer School: sono aperte le iscrizioni!
July 16, 2009 by Redazione
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La Online Summer School della European School of Translation apre le iscrizioni: 22 seminari online per traduttori dal 7 al 25 settembre 2009 e altri eventi speciali che saranno comunicati nelle prossime settimane.
Per permettere a tutti di iscriversi abbiamo previsto due formule di abbonamento che consentono di partecipare a tutti gli eventi o a una parte di essi a costi estremamente vantaggiosi.
Abbiamo ascoltato le richieste che ci avete comunicato tramite il recente sondaggio online di EST. Le risposte sono state moltissime e ci hanno permesso di calibrare l’offerta formativa della prima scuola estiva di EST in base alle reali esigenze dei colleghi che fanno parte della nostra comunità di apprendimento. Troverete così un’offerta ricchissima e tutte le informazioni per iscrivervi nella pagina informativa della Online Summer School:
Iscrivetevi alla Online Summer School (Early Bird fino al 31 agosto 2009)
Siamo certi che troverete molti seminari di vostro interesse.
Buona estate dalla European School of Translation!
Perché la terminologia? Webinar introduttivo gratuito (14 aprile 2009 ore 18)
April 10, 2009 by Redazione
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| Laura Bocci, autrice, traduttrice e docente (oltre che socia fondatrice dell’Ass.I.Term, l’Associazione Italiana di Terminologia), propone una serie di sei webinar dedicati alla terminologia e ai linguaggi speciali. Il primo webinar, che si svolgerà il 14 aprile 2009 alle ore 18.00 (CET, GMT+1) è gratuito e aperto a tutti. Il costo dei webinar successivi sarà di euro 25,00 + IVA per ciascun seminario. |
>> Registratevi al webinar gratuito del 14 aprile 2009 <<
Scriveteci per informazioni e iscrizioni
PROGRAMMA DELLA SERIE DI WEBINAR SULLA TERMINOLOGIA
Che cos’è e a che cosa serve la Terminologia: campi di applicazione, obiettivi e utenti del lavoro terminologico
2. Il termine e il concetto – Principi di formazione dei termini (21 aprile ore 18.00)
5. Terminologia e traduzione (12 maggio ore 18.00)
6. Schema del processo di lavoro in un progetto di terminologia multilingue – La terminologia per l’azienda (19 maggio ore 18.00)
“Le voci scientifiche presentano la nuda e circoscritta idea di quel tale oggetto, e perciò si chiamano termini, perché determinano e definiscono la cosa da tutte le parti”.. “E’ ufficio dei poeti e degli scrittori ameni il coprire quanto possibile la nudità delle cose, come è ufficio degli scienziati rivelarla. Quindi le parole precise convengono a questi, e sconvengono per lo più a quelli (…). Allo scienziato le parole più convenienti sono le più precise, ed esprimenti un’idea più nuda”. (da: G. Leopardi, Zibaldone, pensieri n.109 e 1226)
FEDERICA: l’e-learning è donna
March 19, 2009 by Federica Campoli
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L’Università Federico II di Napoli ha dato alla luce un progetto interamente pensato e messo sul web da sole donne: si chiama Federica, il nuovo portale di e-learning. Corsi, living library e forum tutti indicati da icone variopinte, quasi vive. Abbiamo intervistato la professoressa Rosanna De Rosa, direttore tecnico del portale, per farci raccontare come è nata questa iniziativa per mettere in rete il sapere accademico, rendendolo liberamente fruibile a tutti i cittadini.

Sono passate un paio d’ore dalla mia e-mail indirizzata a quello che sembrava uno dei tanti destinatari connotati da ‘info’ ai quali mi affido di solito. Invece mi viene fornito il contatto del direttore tecnico di FEDERICA; non perdo tempo e le (è una donna) faccio subito delle domande, con poche speranze di riposta, sinceramente. Ne è venuta fuori un’ intervista.
Innanzitutto, la prima domanda che non potevo proprio risparmiarmi: come mai FEDERICA, analogie con il nome dell’ università Federico II a parte? “FEDERICA si ispira senz’altro al nome del nostro Ateneo, ma richiama due altre idee: il team di lavoro e di progetto è quasi esclusivamente al femminile; inoltre riteniamo che la propensione alla duttilità, alla semplicità e alla modularità sia tipica del modo femminile di vedere il mondo. Sarebbe bello, però, se qualcuno ci dicesse che ci sbagliamo!”
In effetti, nel portale, nulla risulta difficile, già alla prima occhiata: le icone della Home indicano le varie facoltà; cliccando, ci scorrono davanti, in un flusso leggero, tutti i corsi attivi, con programmi e testi per l’esame. In quella che si può chiamare barra delle applicazioni, tra le altre cose, anche l’icona per accedere alla “classe”.
Altra domanda: sono stati attivati solo dei corsi per il momento, a quando gli interi indirizzi di laurea? ”Come si può immaginare, la produzione e post-produzione dei corsi richiedono attenzione e gradualità. Stiamo procedendo per livelli: i primi 60 corsi li abbiamo attivati fra il 2007 e il 2008. Altri 60 li attiveremo nell’anno accademico corrente. Nel prossimo anno ne produrremo il doppio, fino a coprire la maggioranza degli insegnamenti. Per alcuni corsi di laurea cercheremo di rendere completo l’intero corso di studio; allo stesso tempo incrementeremo i contenuti del Campus 3D e della Living Library, due gioielli nel loro genere. Di lavoro ne abbiamo tanto, ma abbiamo anche tante buone ragioni per continuare a farlo.”
La Living Library, una guida alle migliori risorse scientifiche liberamente accessibili in rete, è forse una delle perle più preziose: tra gli autorevoli siti raccolti nella biblioteca virtuale troviamo l’Accademia della Crusca online, archivi bibliografici, fotografici e cinematografici, e altre fonti di sapere gratuite e accessibili a tutto il popolo di navigatori.
È una vita che ti aspetto. Gestire al meglio l’attesa tra un incarico e l’altro
March 19, 2009 by Silvia Di Persio
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Giorni di attesa, è tutto pronto, bella come il sole l’aspetto e di lui neanche l’ombra. Eppure mi sono preparata, la foto più persuasiva, il sorriso aperto, lo sguardo ampio e convincente. E che dire delle conoscenze, delle esperienze, sì, insomma, posso ritenermi un tipo interessante. Eppure, niente, il lavoro non si fa vivo. È la crisi, bellezza, mi dice una vocina interiore. No, non solo la crisi, aggiunge il buon senso. Ma anche uno dei normali periodi di stasi lavorativa tra un incarico e l’altro con i quali ogni traduttore freelance dovrà imparare a fare i conti. E che dovrà imparare a gestire.
Bandire l’attesa
Come consiglierebbe ogni posta del cuore che si rispetti, allora, la prima cosa da fare è bandire l’attesa. Abbassare il livello di investimento, occuparsi di altro, pensi a se stessa, direbbe l’avveduta consigliera, si occupi di tutte quelle cose che non si riescono a fare nei periodi di inteso lavoro. Una gita, il cinema, quante volte ci abbiamo pensato durante una ricerca terminologica interminabile.
Corsi di formazione e workshop
Oppure, se proprio non si intende uscire dal binario professionale, perché anche il “voglio concentrarmi sul lavoro” costituisce un topos dell’attesa sentimentale, puntare sulla formazione continua e approfittare di questi momenti di stasi per potenziare la propria professionalità sarà sempre una strategia vincente. Sappiamo bene che il mercato è in continuo movimento, che l’economia e la cultura invertono le proprie direzioni e che il nostro lavoro è in ognuno di questi settori uno strumento che si modula inevitabilmente sui vari mutamenti. I corsi di formazione e i diversi workshop offerti nel campo della traduzione professionale possono diventare una possibilità di esplorazione di settori diversi da quello di specializzazione che fino ad ora non avevamo avuto l’opportunità di valutare. Questo vorrà dire che investire sulla formazione in un nuovo settore di traduzione può equivalere ad aggiungere un sassolino sul nostro percorso futuro. Accanto all’opportunità di contatto e di confronto con altri colleghi, da non sottovalutare in un lavoro in cui la tendenza all’isolamento è fisiologica.
Diversificazione delle competenze CAT
Numerose sono invece le offerte di lavoro il cui requisito chiave è la competenza di uno strumento CAT poco noto rispetto ai due o tre più largamente diffusi. Sono frequenti gli annunci in cui si richiede la collaborazione di traduttori freelance che sappiano usare CAT sconosciuti ai più. È altrettanto frequente che il numero di risposte non superi le 20 o 50, a fronte delle circa 1000 risposte che si hanno di media nei casi offerte su CAT più noti. Pertanto orientarsi alla conoscenza di questi strumenti di traduzione assistita, a fronte di una competenza di base, richiederà un impegno ridotto rispetto ai vantaggi della diversificazione. Metatexis e OmegaT sono alcune proposte.
Diversificazione delle competenze DTP
L’importanza della flessibilità nelle competenze del traduttore professionista, in questo secondo caso rispetto al percorso di impaginazione del testo su cui intervenire, veniva sottolineata nella puntata di Tradurre dedicata alla Qualità delle traduzioni da Mirko Silvestrini, presidente di Federcentri. Anche in questo caso la professionalità si coniuga con un insieme di competenze diversificate e complete e con una sostanziale autonomia del traduttore rispetto a tutti i problemi che il testo può presentare. A ciò si aggiunga che nei diversi mercati della traduzione, come nel caso della conoscenza dei CAT meno noti, sono numerose le richieste di collaborazione in cui la capacità di utilizzo dei principali strumenti di desktop pubblishing, o DTP, quali Quark Express, InDesign, Pagemaker, Framemaker e molti altri costituisce la discriminante della candidatura.
Alla fine, ma il tempo è volato, rituffarsi nel mercato con il nuovo bagaglio di competenze, non equivarrà soltanto a cercare nuovi contatti lavorativi ma anche a consolidare la nostra proposta con i committenti con i quali collaboriamo abitualmente. Al riguardo, sempre Mirko Silvestrini consigliava di riproporre con regolarità il proprio curriculum alle agenzie di traduzione per l’aggiornamento continuo nei rispettivi database. E poi si sa che in amore il momento di rimettersi in gioco arriva sempre e sarà meglio farsi trovare pronti.
Foto: “Waiting for the night bus” di Mewdotkai su Flickr Creative Commons
Conferenza EMT 2009
March 13, 2009 by Raffaella Moretti
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La globalizzazione pone per le imprese europee il problema della gestione di un sistema di comunicazione che si fa sempre più internazionale. Inoltre con l’allargamento dell’Unione Europea si è arrivati a utilizzare ben 23 lingue ufficiali. La richiesta di traduttori all’interno della realtà imprenditoriale e culturale europea è quindi in crescita e pone il problema della necessità di trovare professionisti tecnicamente preparati e specializzati nel settore richiesto.
La Commissione Europea è consapevole della necessità di favorire l’incontro del mondo del lavoro con quello dei neolaureati, che spesso lamentano la mancanza di una formazione professionale sufficiente ad affrontare praticamente il mestiere del traduttore.
Il progetto European Master’s in Translation
A questo scopo nasce il progetto European Master’s in Translation (EMT), coordinato dalla Direzione Generale Traduzione della Commissione Europea, che si occupa della gestione pratica del multilinguismo all’interno dei Paesi dell’Unione Europea. L’EMT negli anni scorsi si è occupato della delineazione di un profilo delle principali competenze del traduttore professionista, allo scopo di accrescere nei responsabili della formazione (atenei in primis) la consapevolezza della necessità di un’alta formazione in questo settore. Esso inoltre ha tra i suoi principali obiettivi quello di promuovere la traduzione in quanto professione.
La conferenza dell’EMT, che si terrà il 16 e il 17 marzo 2009 a Bruxelles, è ormai giunta alla sua terza edizione. Le discussioni di quest’anno verteranno principalmente su tre temi:
- criteri di ammissione alla rete del progetto EMT, nonché vantaggi e responsabilità dei membri della rete e degli aspiranti tali;
- piano d’azione per il futuro del progetto EMT;
- dibattito su formazione universitaria e idoneità al mondo del lavoro.
Tra i relatori, interverranno numerosi rappresentanti di università europee e della Direzione Generale Traduzione.
Sarà possibile seguire in streaming i dibattiti e i discorsi (in inglese) collegandosi alla pagina dedicata alla conferenza.
foto “European Commission” di Stuart Chalmers su Flickr Creative Commons
Assaggiare e degustare gli oggetti della traduzione
March 13, 2009 by Claudia De Angelis
Filed under Notizie

Proz.com, in collaborazione con l’azienda agricola Dora Sarchese, organizza il Winespeak Week-end, un evento interessante e originale dedicato ai traduttori, specializzati e non, che lavorano nel campo dell‘enologia, pensato per chi ama il vino e la buona cucina e desidera saperne di più su questo splendido universo.
A Caldari, alle porte di Ortona, il 16 e il 17 maggio sarà possibile trascorrere due giorni dedicati al vino e alle parole, degustando le specialità enogastronomiche abruzzesi e approfondendo con seminari e lezioni la terminologia specifica.
L’evento è dedicato ai traduttori che lavorano con la combinazione linguistica EN – IT e viceversa, ma anche chi traduce nel settore dell’enologia, pur trattando altre lingue, può prendere parte al Winespeak Week-end.
In questi due giorni si avrà la preziosa occasione di entrare in contatto diretto con gli esperti del settore: il fine settimana sarà inaugurato con una visita alle vigne dell’azienda agricola, accompagnati dal signor Aquilano, agronomo; la giornata di sabato proseguirà con l’incontro con il signor Seghetti, enologo, che sarà impegnato a svelare i segreti della produzione vinicola e a guidare i partecipanti all’interno della cantina.
La conferenza dedicata alla terminologia si terrà nella mattinata di domenica: un traduttore esperto illustrerà i problemi e le difficoltà che si riscontrano in questo tipo di traduzione, nonché informazioni sulla terminologia utilizzata, ponendo l’accento sulla combinazione linguistica inglese – italiano.
Due giorni di tarda primavera nella campagna abruzzese, degustando vino e specialità culinarie sono l’occasione per entrare in contatto con i propri colleghi, scambiarsi esperienze e opinioni, aggiornando la propria cultura in un settore che sembra non conoscere crisi.
Sul sito di Proz.com sono già aperte le iscrizioni.
Foto: Braille wine label di adactio su Flickr
Outing di un formatore
February 26, 2009 by Claudio Maioli
Filed under Ritratti
Ebbene lo confesso: da molto tempo so di esserne affetto, anche se fino a oggi non avevo osato informarmi… Si sa che accade agli studenti di medicina, a tutti senza distinzione: cominci a studiare e a ogni malattia ti fissi che potresti averla anche tu. Da fuori sembra una specie di smania. “Le vuoi avere tutte,” dicevo tanti anni fa senza troppo garbo a un amico che studiava appunto medicina e che probabilmente non conosceva la grande utilità di riconoscere su di sé i sintomi più vari, percorso necessario per imparare l’identificazione e allenarsi all’empatia con i futuri pazienti.
Ma almeno quella degli studenti di medicina è un’ossessione condivisa nonché supportata (e stemperata) da una vasta aneddotica. Io invece a ingegneria ero solo con la mia sindrome latente. I miei colleghi badavano a dare esami e prepararsi una carriera senza preoccuparsi di capire e spiegare sempre proprio tutto fino in fondo. Eppure saranno stati anche loro bambini, pensavo, avranno frantumato le riserve di pazienza dei padri e delle madri più disponibili con i loro bravi ‘perché questo è così’ e ‘perché quello è cosà’ e ‘come si fa questo’ e ‘come si fa quell’altro’. Per me era diverso, la curiosità, il segno più forte e chiaro della sindrome latente, invece di attenuarsi aumentava. Fino allo scabroso svelamento.
A che serve prendere tempo? Oggi ho deciso di confessare. In più suggellerò la svolta con un gesto simbolico… e molto molto banale: la ricerca nell’internet della mia sindrome, ormai acclarata dopo anni di esercizio: l’accanimento didattico.
I circa 410 risultati dimostrano che non sono solo. Bene. Anzi, no. In anni di esercizio ovviamente accanito la mia presunta solitudine si era trasformata via via nell’illusione di una paternità e di un’esclusiva. Gli esseri umani passano la vita nel difficile equilibrio tra il confondersi e il distinguersi gli uni con e dagli altri. Così quando qualcuno mi chiedeva di spiegare qualcosa non pensavo certo di essere l’unico a potergli dare soddisfazione. Poi però l’accanimento cresceva e cresceva e cresceva. Mi sarei spinto talmente in là, sarei sceso così in basso che anche un sasso avrebbe capito. Nessun altro aveva una tale capacità di approfondire controllando man mano lo sguardo del richiedente: era ancora sveglio, per niente pentito, interessato e a volte persino ammaliato…
Chunk up, chunk down, due espressioni inglesi affiorano di colpo alla coscienza dal formidabile ipertesto che non ci abbandona neanche nel sonno. Hanno a che fare con i livelli di comprensione (verso l’alto, verso il basso) nella comunicazione, dunque anche con la didattica e l’accanimento? In rete trovo che significano ‘induttivo’ e ‘deduttivo’, perciò c’entrano soprattutto con il metodo. Breve delusione, mi piaceva associarle a una specie di speleologia del conoscere. Ne esco subito grazie a una frase che mi viene in soccorso:
Le verità più preziose sono quelle che si scoprono per ultime; ma le verità più preziose sono i metodi.
È di Nietzsche, ci possiamo stare. L’ho ricopiata da uno dei miei breviari preferiti, Il lavoro intellettuale. Jean Guitton l’ha scelta come epigrafe della prefazione.
L’accanimento della ricerca virtuale (compagno spesso inseparabile dell’altro accanimento) si scioglie ora nel contatto con un libro. E che libro. Chi vuole prosegua con la navigazione, magari in attesa di comprare una copia di Guitton (le edizioni sono le Paoline, quelle di Famiglia Cristiana, che ce ne fossero in questi tempi bui), alcuni link sono qui sotto.
Chunking
Then chunk up using inductive reasoning to creative an explanatory theory. Then chunk down though deduction to a hypothesis about what should work in …
creatingminds.org/tools/chunking.htm – 18k - Copia cache – Pagine simili
Do you “chunk up” to the bigger picture, or “chunk down” to the …
So, do you habitually chunk up or chunk down? Notice what your colleagues tend to do and see if this correlates with how well you get on with them or how …
www.empatec.com/archive/jun07.htm – 11k – Copia cache – Pagine simili
Chunk up Chunk Down // General Discussion // BlogCatalog
Think of something like ‘tree’ and then say up/ down. If ‘Up‘ The person that follows has to then say something that ‘chunks up‘ from tree …
www.blogcatalog.com/discuss/entry/chunk-up-chunk-down – 23k - Copia cache – Pagine simili
Flashcards for linguistic chunking
For example, when you think of yourself, you could call yourself by name, chunk down and consider the bones and organs of your body, or chunk up and think …
www.manifestation.com/neurotoys/chunking.php3 – 5k - Copia cache – Pagine simili
Foto: A Dame’s School (Foto Flickr Commons)


