Online Winter School: il programma di febbraio 2010

December 18, 2009 by Raffaella Moretti  
Filed under Formazione

winter wonderlandArmati di sciarpe, guanti e cappelli, ci prepariamo per la Online Winter School in traduzione editoriale. In collaborazione con il Sindacato Nazionale Scrittori abbiamo definito il programma, che è in fase di perfezionamento, ma possiamo già darvi molte audaci anticipazioni.

Abbiamo voluto essere ambiziosi: per iniziare in bellezza Bruno Osimo e Franco Nasi ci offriranno dei webinar di introduzione teorica alla traduzione letteraria.

Il Sindacato Nazionale Scrittori offrirà il suo contributo con un’interessante serie di incontri online:

  • Laura Prandino ci fornirà i suoi preziosi consigli su come fare un’efficace proposta di traduzione attraverso lo scouting editoriale;
  • Sandra Biondo ci aiuterà a districarci tra contratti, tariffe e cessione di diritto d’autore;
  • Vincenzo Barca illustrerà il rapporto Ceatl sulla situazione europea dei traduttori editoriali, con particolare riferimento all’esempio virtuoso della Norvegia.

Per il ciclo “Questioni pratiche”, Claudia Tarolo di Marcos y Marcos spiegherà come vengono selezionati i traduttori in casa editrice e cosa non deve mancare nel curriculum di un buon traduttore. E sempre dal mondo delle case editrici, sentiremo l’esperienza di Andreina Lombardi Bom, traduttrice e revisora per minimum fax, mentre il traduttore Luca Conti parlerà del rapporto traduttore-editore. Chiara Marmugi racconterà la sua esperienza di contatto con Susanne Scholl, l’autrice del romanzo Ragazze della guerra (Voland) che sarà ospite del webinar.

Entreremo poi nella Bottega del traduttore con traduzioni in diretta e racconti di esperienze:

  • Daniele Petruccioli e come si traduce un testo “intraducibile”: Lettere di Mark Dunn
  • Laura Bocci e la traduzione (o ritraduzione) dei classici

Entro il 10 gennaio 2010 è possibile iscriversi al corso usufruendo di un forte sconto: 225 € (IVA inclusa) anziché 420 € per un mese di webinar.

Per acquistare il tuo abbonamento Pre-Agenda al prezzo di 225 € vai alla pagina di iscrizione della Online Winter School.

Leggi la nostra guida ai corsi di formazione online per traduttori.

Immagine: Winter Wonderland su Flickr Creative Commons

È una vita che ti aspetto. Gestire al meglio l’attesa tra un incarico e l’altro

March 19, 2009 by Silvia Di Persio  
Filed under Professione

attesaGiorni di attesa, è tutto pronto, bella come il sole l’aspetto e di lui neanche l’ombra. Eppure mi sono preparata, la foto più persuasiva, il sorriso aperto, lo sguardo ampio e convincente. E che dire delle conoscenze, delle esperienze, sì, insomma, posso ritenermi un tipo interessante. Eppure, niente, il lavoro non si fa vivo. È la crisi, bellezza, mi dice una vocina interiore. No, non solo la crisi, aggiunge il buon senso. Ma anche uno dei normali periodi di stasi lavorativa tra un incarico e l’altro con i quali ogni traduttore freelance dovrà imparare a fare i conti. E che dovrà imparare a gestire.

Bandire l’attesa

Come consiglierebbe ogni posta del cuore che si rispetti, allora, la prima cosa da fare è bandire l’attesa. Abbassare il livello di investimento, occuparsi di altro, pensi a se stessa, direbbe l’avveduta consigliera, si occupi di tutte quelle cose che non si riescono a fare nei periodi di inteso lavoro. Una gita, il cinema, quante volte ci abbiamo pensato durante una ricerca terminologica interminabile.

Corsi di formazione e workshop

Oppure, se proprio non si intende uscire dal binario professionale, perché anche il “voglio concentrarmi sul lavoro” costituisce un topos dell’attesa sentimentale, puntare sulla formazione continua e approfittare di questi momenti di stasi per potenziare la propria  professionalità sarà sempre una strategia vincente. Sappiamo bene che il mercato è in continuo movimento, che l’economia e la cultura invertono le proprie direzioni e che il nostro lavoro è in ognuno di questi settori uno strumento che si modula inevitabilmente sui vari mutamenti. I corsi di formazione e i diversi workshop offerti nel campo della traduzione professionale possono diventare una possibilità di esplorazione di settori diversi da quello di specializzazione che fino ad ora non avevamo avuto l’opportunità di valutare. Questo vorrà dire che investire sulla formazione in un nuovo settore di traduzione può equivalere ad aggiungere un sassolino sul nostro percorso futuro. Accanto all’opportunità di contatto e di confronto con altri colleghi, da non sottovalutare in un lavoro in cui la tendenza all’isolamento è fisiologica.

Diversificazione delle competenze CAT

Numerose sono invece le offerte di lavoro il cui requisito chiave è la competenza di uno strumento CAT poco noto rispetto ai due o tre più largamente diffusi. Sono frequenti gli annunci in cui si richiede la collaborazione di traduttori freelance che sappiano usare CAT sconosciuti ai più. È altrettanto frequente che il numero di risposte non superi le 20 o 50, a fronte delle circa 1000 risposte che si hanno di media nei casi offerte su CAT più noti. Pertanto orientarsi alla conoscenza di questi strumenti di traduzione assistita, a fronte di una competenza di base, richiederà un impegno ridotto rispetto ai vantaggi della diversificazione. Metatexis e OmegaT sono alcune proposte.

Diversificazione delle competenze DTP

L’importanza della flessibilità nelle competenze del traduttore professionista, in questo secondo caso rispetto al percorso di impaginazione del testo su cui intervenire, veniva sottolineata nella puntata di Tradurre dedicata alla Qualità delle traduzioni da Mirko Silvestrini, presidente di Federcentri. Anche in questo caso la professionalità si coniuga con un insieme di competenze diversificate e complete e con una sostanziale autonomia del traduttore rispetto a tutti i problemi che il testo può presentare. A ciò si aggiunga che nei diversi mercati della traduzione, come nel caso della conoscenza dei CAT meno noti, sono numerose le richieste di collaborazione in cui la capacità di utilizzo dei principali strumenti di desktop pubblishing, o DTP, quali Quark Express, InDesign, Pagemaker, Framemaker e molti altri costituisce la discriminante della candidatura.

Alla fine, ma il tempo è volato, rituffarsi nel mercato con il nuovo bagaglio di competenze, non equivarrà soltanto a cercare nuovi contatti lavorativi ma anche a consolidare la nostra proposta con i committenti con i quali collaboriamo abitualmente. Al riguardo, sempre Mirko Silvestrini consigliava di riproporre con regolarità il proprio curriculum alle agenzie di traduzione per l’aggiornamento continuo nei rispettivi database. E poi si sa che in amore il momento di rimettersi in gioco arriva sempre e sarà meglio farsi trovare pronti.

Foto: “Waiting for the night bus” di Mewdotkai su Flickr Creative Commons

Marketing di se stessi

February 12, 2009 by Raffaella Moretti  
Filed under Professione, Risorse

Buzz marketingVendere il proprio servizio rappresenta una delle maggiori difficoltà dei traduttori freelance. Saper dare una giusta immagine di sé e del proprio lavoro serve soprattutto a far sì che il committente riconosca la qualità professionale accettando le tariffe proposte e mantenga il rapporto di fiducia nel futuro, proponendo ulteriori progetti di traduzione.

A detta della maggior parte dei traduttori professionisti, il passo più difficile è la creazione di una rete di clientela iniziale, e in questo ambito una corretta redazione del curriculum ha un ruolo chiave (a questo proposito suggerisco i preziosi consigli di Flavia Cerrone su come si scrive un curriculum). È sconsigliabile il cosiddetto “invio a pioggia” di curriculum a tutti i contatti possibili e immaginabili; cerchiamo di  individuare un target che risponda alle nostre prerogative (settore di specializzazione, combinazione linguistica, livello di qualità, ecc.). È utile anche inserire il  curriculum sul proprio sito web tenendolo costantemente aggiornato.

Community e mailing list

Internet ha portato una grande innovazione, moltiplicando le possibilità di proporsi e pubblicizzarsi, grazie alle numerose community e mailing list del settore.

Proz, TranslatorsCafe e Biblit sono le community più frequentate, poiché mettono in contatto i protagonisti del mercato della traduzione dando ai committenti la possibilità di pubblicare inserzioni e selezionare i traduttori; offono inoltre una sezione che consente ai membri di consultarsi sulle scelte terminologiche. Il forum accoglie invece le discussioni più varie su temi legati alla professione e non, dando la possibilità di scambiarsi informazioni utili e consigli.

Tra le mailing list ricordiamo Langit, salotto di conversazione di traduttori pronti a offrire aiuti terminologici e suggerimenti su problemi pratici e teorici della professione.

Il marketing del passaparola

È quindi fondamentale puntare soprattutto sulla qualità, che fa sempre rima con professionalità: l’aggiornamento costante e la specializzazione sono investimenti che non possono assolutamente mancare.

Svolgere un lavoro più che eccellente è il modo migliore per allargare la propria rete attraverso il passaparola: lo dicono anche gli esperti del marketing, che negli ultimi anni sembrano prediligere la tecnica del buzz marketing (o viral marketing). Il sistema è apparentemente molto semplice: si individuano alcuni consumatori particolarmente soddisfatti del marchio e si affida loro il ruolo di “promotori” del marchio stesso. Come? Stimolando discussioni, curiosità, incitando a parlarne in giro con gli amici e i parenti (nel nostro caso con i colleghi), che saranno incuriositi dal prodotto/servizio e lo acquisteranno, diventandone magari promotori inconsapevoli a loro volta.

Semplificare la comunicazione rappresenta quindi la priorità assoluta: il passaparola favorisce la diffusione di un rapporto di fiducia tra il traduttore e il committente, che sarà sicuro di avere a che fare con un professionista serio di cui altre persone si sono ritenute soddisfatte.

Come si scrive un curriculum?

January 29, 2009 by Flavia Cerrone  
Filed under Primi Passi

Si dice spesso che il curriculum vitae è il nostro biglietto da visita, ed è vero, poiché crea nella testa di chi lo legge l’immagine di chi siamo. Per questo dobbiamo scriverlo mettendoci nei panni di un potenziale datore di lavoro, un ipotetico Signor Nonhotempo, che riceve decine di curricula al giorno.

La grafica

Il Signor Nonhotempo ha molto da fare. Infatti, non si fa scrupoli a cestinare immediatamente quei cv che non evidenziano le informazioni a cui è interessato: non perderà tempo a cercare ciò che vuole sapere e che non risalta subito agli occhi, e si non preoccuperà di pensare che dietro quel foglio c’è una persona, magari anche molto valida. Infatti, non c’è dubbio che la veste grafica ha un’importanza fondamentale.

Da qualche tempo si è diffuso il curriculum “modello europeo”, richiesto dalle agenzie interinali e talvolta nei concorsi ufficiali. Se può andare bene in queste occasioni, il cv europeo non riesce a far emergere nulla della nostra personalità o bravura: elenca solo titoli, nomi di scuole, indirizzi e numeri di telefono (a cui il Signor Nonhotempo è davvero poco interessato – non ha motivo né voglia di chiamare la nostra vecchia scuola) e, ancor peggio, rende i candidati identici tra loro: decine di biglietti da visita tutti esattamente uguali.
È consigliabile costruirci un cv tutto nostro, che sia originale e che riesca a dare un’idea di chi siamo, in cosa siamo bravi e cosa ci piace fare.

Per rendere il cv “personale” potremmo inserire un’immagine, o magari un disegno: ad esempio, potremmo utilizzare un mandala come sfondo del documento (Word>Formato>Sfondo>Filigrana Stampata) o come immagine da affiancare al nome. Usiamo la fantasia per creare qualcosa di unico, ma attenzione a non esagerare.
A questo proposito è importantissimo giocare con i font e scegliere quello che più ci va a genio. Come suggerito ne Il mestiere di scrivere “Ogni font ha la sua personalità […] è portatore di valori espressivi, connota, regala al testo il suo particolare tono di voce”. Quindi, non ci limitiamo (o facciamolo a ragion veduta) a usare il Times New Roman, il Signor Nonhotempo penserebbe che siamo pigri o che non abbiamo grande personalità.

Diamo rilievo ai titoli di studio e alle esperienze lavorative tramite i grassetti che aumentano la leggibilità del testo, e separiamo la scrittura in blocchi per aiutare l’occhio a respirare e a capire senza difficoltà dove finisce un argomento e ne inizia un altro. Distribuiamo bene gli spazi evitando di lasciare intere porzioni di pagina bianca: se lo spazio è disomogeneo il cv sembrerà disordinato.

In questo modo il cv diventa leggibile. Più è leggibile e più funziona perché dà al Signor Nonhotempo la possibilità di soffermarsi inizialmente solo sulle informazioni più importanti e approfondire in seguito gli aspetti che lo hanno colpito maggiormente.

Il contenuto

Un testo corto è più leggibile di uno lungo: il limite categorico di un curriculum è di due pagine, anche se siamo dei premi Nobel. Il Signor Nonhotempo ha pochissima voglia di leggere trattati sulla nostra vita ed è, quindi, importante essere concisi e comunicativi. Se invece si ha il problema contrario, ricordiamoci che è possibile rendere appetibile un cv ancora scarno in maniera intelligente e non allungando il brodo con parole inutili.

In alto e in maniera ben visibile è importante scrivere nome, cognome, e-mail e numero di telefono. Consiglierei di non perdere spazio prezioso con l’indirizzo, la data di nascita e la nazionalità, ma dipende dai casi.

Subito dopo potremmo scrivere una lista di parole chiave per dare un’idea di cosa facciamo, oppure potremmo aggiungerla alla fine, per sintetizzare e sottolineare quello che abbiamo già detto. Ad esempio, nel caso di una traduttrice tecnica specializzata in ambito medico si potrebbe inserire:

Traduzione, editor, proof-reader, traduzione scientifica, chimica, ortodonzia, medicina, biologia, italiano, inglese, tedesco, Office, Trados, Corel Draw

Nel caso di un programmatore informatico potremmo optare per:

Informatica, programmatore, telecomunicazioni, C++, Java, sicurezza reti, network forensics

Si può far seguire alla lista un resumé (piccolo riassunto di chi siamo, come nel cv Esempio 1) o un breve profilo, un elenco dei nostri titoli, esperienze lavorative e qualità personali (cv Esempio 2).

A questo punto, se si è giovani, è importante far seguire subito i titoli di studio; se, al contrario, siamo dei professionisti affermati, si possono elencare le esperienze lavorative prima e riportare i titoli alla fine.
Si parte sempre dalla qualifica più recente, anche in corso di conseguimento, e si fanno seguire quelle di più vecchia data: è importante dare una breve descrizione degli argomenti del corso o della specializzazione che abbiamo conseguito.

Di norma è bene specificare il voto solo se abbiamo ottenuto il massimo e, anche nel caso della tesi di laurea, sarebbe meglio scrivere il titolo dell’elaborato solo se pertinente alla posizione desiderata. Tuttavia, è bene ribadire che ogni caso va valutato in maniera specifica.
Inseriamo tutto ciò che riteniamo utile o pertinente: al Signor Nonhotempo interesserà sapere se abbiamo frequentato corsi, seminari o eventi legati alla professione o ai nostri interessi. Sicuramente appariremo aggiornati e pronti a migliorare le nostre conoscenze e competenze.

Quando arriviamo a parlare delle esperienze lavorative, utilizziamo la stessa tecnica: descriviamo brevemente i compiti di cui siamo o eravamo responsabili, adottando parole chiave e dando risalto alle mansioni più pertinenti alla posizione offerta dal Signor Nonhotempo.
È importante che i giovani inseriscano tutte le esperienze che possono vantare, anche non pagate come tirocinii, stage, o volontariato: il fatto di essersi impegnati in qualcosa, anche di poco attinente, indica che abbiamo voglia di fare, oltre ad aver imparato qualcosa.

Aggiungiamo le lingue conosciute e le conoscenze informatiche valutandoci onestamente sul grado di competenza che abbiamo: se il Signor Nonhotempo si accorge che abbiamo mentito non ce la farà passare liscia.

Gli ultimi ritocchi

Se abbiamo ancora molto spazio da riempire, possiamo parlare dei nostri interessi essendo, però, molto specifici: a tutti piace “leggere” e “andare al cinema”, ma non a tutti piace “leggere la poesia finlandese del ‘700”, “ricamare a tombolo” o “frequentare corsi di cucina etnica e macrobiotica”.
Tutto ciò che è avventuroso (trekking, campeggio, viaggiare) è positivo, poiché denota coraggio, organizzazione, voglia di rischiare e di sporcarsi le mani.

A questo punto, si potrebbero aggiungere un paio di nomi e numeri di telefono per le referenze: questo è molto comune all’estero, ma in Italia è una pratica ancora poco diffusa. Se decidiamo di fornire dei referenti evitiamo parenti e amici; meglio professori e datori di lavoro con cui abbiamo una discreta confidenza che, magari, conoscono il nostro carattere oltre alle nostre qualità di studenti e lavoratori. Se già lavoriamo, è bene che uno dei referenti sia il nostro attuale datore di lavoro.

Infine, controlliamo che non ci siano errori di ortografia e refusi (Word>Strumenti>Controllo ortografia e grammatica), altrimenti il Signor Nonhotempo penserà che siamo sciatti e poco attenti, ed eliminiamo gli spazi inutili controllando i puntini con la funzione Mostra/Nascondi (¶).

Ricordiamoci anche di inserire l’autorizzazione per il trattamento dei dati personali (solo in Italia, per l’estero non serve): “Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del D. lgs. 196/03”.

Ulteriori consigli

Se inviate il curriculum tramite e-mail, date al file un titolo immediatamente riconoscibile (es: “Bianca_Bianchini_CV”) e inserite nell’oggetto del messaggio parole chiave che faranno capire immediatamente al Signor Nonhotempo di cosa vi occupate (es: “CV traduttrice editoriale ES>IT e DE>IT” o “CV esperta di acconciature africane”).

Nota importante: non c’è curriculum che vada bene per tutte le occasioni. Ogni cv deve corrispondere alla domanda di lavoro alla quale stiamo rispondendo. Dobbiamo aggiustare il tiro, spostare le parole chiave ed evidenziare cose diverse per posti di lavoro diversi: il Signor Nonhotempo deve poter credere che il lavoro che offre è quello che assolutamente vogliamo fare, il suo, e non un altro.

Si possono trovare molti spunti sul sito Guardian Jobs, dove vengono affrontati i dubbi e gli interrogativi più ricorrenti di chi vuole scrivere un buon cv. Tramite il forum si possono porre domande a esperti del campo, ed anche se siamo solo spettatori, è sempre molto utile leggere come vengono risolti i problemi degli altri.
Un’altra risorsa interessante è il libro di John Lees How to get  a job you’ll love – a practical guide to unlocking your talents and finding your ideal career, purtroppo non ancora tradotto in italiano.

Qui sotto ci sono un paio di esempi di buoni curricula.
Esempio 1
Esempio 2