Moodle 2.0: studenti e software fanno la community
February 26, 2009 by Federica Campoli
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Martin Dougiamas è sicuro che il suo nuovo Moodle, pronto tra qualche tempo, sia il giusto ambiente collaborativo in cui studenti e docenti potrebbero addirittura scambiarsi le parti: partendo dalla convinzione che si impara molto quando si osservano gli altri, il moodler per eccellenza ha investito tutto in questo ‘transformational way’ dell’insegnamento. Una piattaforma più flessibile, interfacce più usabili, scelta democratica dei corsi attraverso l’uso di forum. Il futuro è oggi.
Martin Dougiamas, il papà di Moodle
Dalla Nuova Zelanda alla Spagna, dall’Italia agli Stati Uniti, Martin Dougiamas fa conferenze a raffica e parla degli impressionanti numeri di Moodle, la sua creatura: interfaccia tradotta in 75 lingue, 500.000 partecipanti ai forum, 1.500 nuovi account al giorno; Moodle e i suoi stili di formazione sono sinonimo di “global thing”, così li chiama il loro ideatore. È stato facile arrivare sin qui: i fruitori della piattaforma hanno praticamente interagito con i software disponibili e così è stata la community stessa a dare forma non solo ai corsi, ma anche all’ambiente educativo.
Ma perché tutto questo parlare di Moodle, Mr Dougiamas?
Sappiamo com’è fatto, sappiamo che è largamente usato per la formazione online, che è fornito di moduli i quali permettono una migliore suddivisione dei contenuti. La notizia per la quale Martin prepara il terreno è l’arrivo del nuovo Moodle 2.0.
Arriva Moodle 2.0
A un certo punto della conferenza, il tono della sua voce si fa più alto, quasi più convincente, il Power Point si colora, è pieno di cubi, di frecce che portano alla grande scoperta: Moodle 2.0 uscirà tra qualche tempo, con una mise nuova di zecca. Fondamentale, in questo periodo, è l’aiuto di tutti quelli che stanno testando la versione Beta, cercando che cosa non va e che cosa renderebbe la piattaforma il più stabile possibile. I passi in avanti, e quelli indietro, sono poi registrati in Moodle tracker, un open source in cui hanno ampio spazio le nuove idee, i consigli, i difetti del sistema, la qualità dei servizi offerti. Qui l’importanza di ogni problema viene valutata attraverso vere e proprie votazioni: spesso, dice Dougiamas, le complicazioni vengono risolte con pochi cambiamenti, altre volte è impossibile risanarle.
Qualche anticipazione su Moodle 2.0
Allora quali sono le anticipazioni a riguardo? Pare che l’import e l’export dei file abbia raggiunto un livello più avanzato nel 2.0; l’accesso stesso a Moodle è più controllato; esiste una vera e propria tracciabilità del progresso degli studenti e del compimento dei loro studi: quali corsi hanno frequentato, quali aspettano di frequentare, e poi i compiti assegnati, la chat, i quiz. Esistono, inoltre, nuovi moduli per il feedback e nuovi editor di testo che permettono di accedere direttamente ai testi creati dagli alunni di un corso. Il profilo di ogni studente potrà essere assolutamente personalizzato: si hanno a disposizione circa 15 plug-in, tra cui quello che permette di caricare foto direttamente da Flickr.
Un’importante novità è sembrata a tutti quella della funzione di “community hub” che lo strumento ha acquisito: i professori hanno, grazie alla nuova versione, la possibilità di esportare il loro corso, altri di importarlo: una qualsiasi istituzione potrà infatti decidere di voler usare Moodle come piattaforma di formazione anche per un solo corso già esistente e appartenente a un altro progetto.

La
Online Summer School 2010 - "Diventare freelance" si terrà a giugno e settembre e durerà sei settimane.