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	<title>European School of Translation &#187; attrito</title>
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		<title>Il Grande P</title>
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		<pubDate>Fri, 05 Jun 2009 20:27:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>claudiomaioli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[attrito]]></category>
		<category><![CDATA[popularizer]]></category>

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		<description><![CDATA[Il treno costeggia la statale, a quest&#8217;ora non c&#8217;è traffico, pochi i veicoli commerciali e anche le auto. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1376" style="margin: 10px;" title="attrito" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/06/attrito-300x204.jpg" alt="attrito" width="192" height="130" /> Il treno costeggia la statale, a quest&#8217;ora non c&#8217;è traffico, pochi i veicoli commerciali e anche le auto. Ne seguo una per un tratto, va via liscia come la bilia sul biliardo, immagino il fruscio.</p>
<p>Inizia a piovere, cambia il fruscio che ho in testa, l&#8217;auto continua liscia la sua corsa. Chiudo gli occhi, va via liscio anche il pensiero.</p>
<p>Di colpo la vedo dall&#8217;alto, segue tutta la rosa dei venti, poi di nuovo in basso: muso, fiancata, muso, cofano, corsia che fende prati in <strong><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chroma_key">chroma-key</a></em></strong> (<em>too many commercials!</em>) poi ancora il tetto, zoom all&#8217;indietro, tetto sempre più piccolo, quasi scompare&#8230; cessa finalmente lo zoom, cessa anche il nastro: ora l&#8217;auto ha tutta per sé una lastra senza confini lucida di pioggia, corre lungo una linea che presto da diritta si piega in volute sempre più ampie, serpeggia e serpeggia e serpeggia fino a torcersi in tracce tormentate sempre più strette, disegna gorghi, libera da vincoli o leggi scivola in innocenti testacoda.</p>
<p>Il pensiero da liscio diventa tortuoso, la regia si sdoppia, si triplica, si moltiplica, il catastrofista (chi non ne ha uno dentro?) la strappa al poeta per improvvisare un incidente da brivido, il poeta reagisce, prende un timido controllo, sta per cedere all&#8217;idea del dramma quando gli viene in soccorso l&#8217;immaginario di <strong><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Stanley_Kubrick">Kubrick</a></em></strong>: <strong><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/2001:_A_Space_Odyssey_%28film%29">duemilauno</a></em></strong> giri di <strong><em><a href="http://www.rodoni.ch/proscenio/cartellone/FLEDERMAUS/magris.html">valzer</a></em></strong>, l&#8217;auto volteggia tra invisibili corpi celesti: s&#8217;inebria il poeta, il catastrofista rinuncia (è un catastrofista pigro).</p>
<p>Ma i poeti, si sa, non hanno vita facile e su un maxischermo compare la scritta</p>
<p>F<sub>a</sub> = C<sub>a </sub>* F<sub>p</sub></p>
<p>È arrivato l&#8217;ingegnere.</p>
<p>-      Che cos&#8217;è?</p>
<p>-      La formula dell&#8217;<strong><em><a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Friction">attrito</a></em></strong>.</p>
<p>Tace il poeta e mentre scolora nella delusione apre inconsapevole la strada a un terzo che entra in scena scalzando deciso l&#8217;ingegnere, un Supereroe con tanto di costume. Ha una grande P sul petto, una grande P per un Grande P.</p>
<p>-      Collega? &#8211; pensa il poeta e lì per lì ricolora: un collega maiuscolo! Si sente un po&#8217; maiuscolo anche lui.</p>
<p>Il Grande P indica lo schermo con un Superdito. Ricompaiono le immagini dell&#8217;auto di fianco che va via liscia. Il Superdito cambia mira di pochi gradi, punta sulla ruota posteriore destra, zoom in avanti, un bel dettaglione del contatto tra gomma e piano stradale. Il Grande P si illumina.</p>
<p>-      Cede al manto una parte di sé, &#8211;      dice ispirato, quasi commosso. Il Poeta si disorienta. Prosegue il Grande P.</p>
<p>-      Quella mescola è il prezzo dell&#8217;aderenza.</p>
<p>Il Poeta si allarma, il Grande P. riprende.</p>
<p>-         &#8220;Teniamoci in contatto&#8221;, disse la strada al battistrada, &#8211; e ride eccitato come un pupo. In volto piccole smorfie crescono. Il Poeta è confuso, smarrito: chi è quel deficiente?</p>
<p>Il Grande Pupo lo guarda, gli sorride sereno, lo rassicura: è qui in missione, ha risposto alla sua chiamata.</p>
<p>-      Io non ho chiamato nessuno.</p>
<p>Insiste il Grande P: certo che lo ha chiamato, non osservava forse l&#8217;auto via liscia come una bilia?</p>
<p>Dunque il deficiente legge nel pensiero (oh, Poeta spietato!), adesso tutto gli è chiaro, altro che Poeta maiuscolo, la P sta per Pirla.</p>
<p>-         <strong><em><a href="http://www.merriam-webster.com/dictionary/popularizer">Popularizer!</a></em></strong></p>
<p>Eh già, il Pirla legge nel pensiero.</p>
<p>-         Guardavo l&#8217;auto. E con ciò? Capita di farlo dal finestrino di un treno. &#8211; Il Poeta prova fastidio e una strana sensazione: all&#8217;improvviso è come se lo conoscesse da sempre.</p>
<p>-         Ti sarai chiesto il perché.</p>
<p>-         Il perché di che cosa?</p>
<p>-         Come avviene.</p>
<p>-         Come avviene che cosa?</p>
<p>-         Che un&#8217;auto possa filar via liscia sul manto stradale.</p>
<p>-         Ha le ruote, le ruote girano, per forza fila via liscia. &#8211; È sì un poeta ma guida la macchina.</p>
<p>-         Povero ingenuo.</p>
<p>-         Sei fuori di testa.</p>
<p>-         Cedono al manto una parte di sé.</p>
<p>-         Cedono chi?</p>
<p>-         Le gomme cedono una parte di mescola del battistrada, è il prezzo dell&#8217;aderenza.</p>
<p>-         Ancora con l&#8217;aderenza.</p>
<p>-         <strong><em><a href="http://auto.howstuffworks.com/auto-parts/brakes/brake-types/brake2.htm">Attrito</a></em></strong> se preferisci.</p>
<p>-         Che cosa?</p>
<p>-         Sì. amico mio, accade sempre tra due <strong><em><a href="http://books.google.it/books?id=FVQktR4toAoC&amp;pg=PA23&amp;lpg=PA23&amp;dq=pneumatico+cede+gomma+attrito+manto+stradale&amp;source=bl&amp;ots=1aebFY5_JW&amp;sig=WKlNs0AGtBFMiaSq3KnizoH7Fyg&amp;hl=it&amp;ei=mWcdStOGIcyQsAaE-rjOCg&amp;sa=X&amp;oi=book_result&amp;ct=result&amp;resnum=3">materiali a contatto</a></em></strong>: se c&#8217;è attrito uno dei due, il più debole, il meno duro, se vuoi, cede molecole all&#8217;altro.</p>
<p>-         Dai i numeri.</p>
<p>-         Se vuoi ti do anche quelli, ma bada che la faccenda si complica. Ti chiedi quante molecole cede, non è vero? Beh, dipende: a ogni giro lo <strong><em><a href="http://tristanmac.tripod.com/id13.html">pneumatico</a></em></strong> lascia sul manto una parte di sé&#8230;</p>
<p>-         Lascia perdere.</p>
<p>-         &#8230; che dipende dal tipo di <strong><em><a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mescola">mescola</a></em></strong>, dall&#8217;usura, dalle sospensioni, dalla convergenza, dall&#8217;equilibratura&#8230;</p>
<p>-         Ti prego, dimmi che la missione è compiuta.</p>
<p>-         Incompiuta, direi, se la metti su questo tono mi vedo costretto a sospenderla, avverto una vaga ostilità&#8230;</p>
<p>-         Che animo sensibile.</p>
<p>-         &#8230; condita con un pizzico di scherno&#8230;</p>
<p>-         Ma va?</p>
<p>Qualcosa mi scuote, apro gli occhi, è una manica verde attaccata a una giacca verde.</p>
<p>-         Capolinea, deve scendere. O vuole tornare indietro?</p>
<p>Guardo fuori dal vetro: niente strada, niente auto che filano via lisce, c&#8217;è solo il marciapiede, rigorosamente fermo, e un tipo che ci cammina sopra. Sto per dire alla giacca verde: &#8220;Lo vede quello? Se non ci fosse l&#8217;attrito mica potrebbe camminare&#8221;, la giacca verde mi sollecita a scendere e non è neppure troppo cordiale, così per questa volta desisto.</p>
<p>Fino alla prossima doverosa missione.</p>
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