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Ritratti

Abbiamo toccato il fondo, ora possiamo solo risalire

12042009Raccontare ciò che è accaduto non è facile. Di parole se ne sono dette tante, ma è difficile dare una descrizione verosimile di quello che si prova, del terrore, del panico e della disperazione. Alcuni dicono 18 secondi, altri 30. È sembrata un’eternità: 5 martelli pneumatici che ti scavano nelle orecchie e tu paralizzato nel letto, incapace di pensare qualsiasi cosa.

Più passa il tempo, più ci si rende conto dell’immensità della tragedia, dei morti, dei feriti, dei monumenti centenari distrutti. Nel frattempo ci si arrangia, si allestiscono le tendopoli, si dorme dove si trova. Arriva un’infinità di angeli: esercito, protezione civile, marina, vigili del fuoco, alpini; è necessario parlare di loro, del sorriso che portano, della cortesia, della comprensione. “Se ne esce” dicono loro che hanno già vissuto questa esperienza in passato.

Per noi traduttori, come per molti altri, riprendere a lavorare sarà difficile: non si ha il necessario (chi ha potuto ha recuperato un portatile, ma non si ha una connessione Internet regolare e gratuita), la mente deve pensare a tante cose, ai bambini che sono morti, alle docce che non ci sono, a tutti i ricordi più stupidi che sono stati sommersi dalle macerie, non si ha ancora la concentrazione giusta. Ma vogliamo ricominciare, vogliamo riprendere a partecipare ai webcast, ai corsi, vogliamo tenerci in contatto con i colleghi, darci una parvenza di normalità.

Abbiamo toccato il fondo, ora possiamo solo risalire…

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