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L’ospitalità delle parole

matrioska«Portare il lettore all’autore, portare l’autore al lettore, con il rischio di servire e di tradire due parole, è praticare ciò che mi piace chiamare l’ospitalità linguistica. Essa costituisce il modello di altre forme di ospitalità». Non è un caso che il Babel Festival di letteratura e traduzione, nato a Bellinzona nel 2006, abbia fatto di questa affermazione del filosofo francese Paul Ricoeur il punto di partenza per le riflessioni che di edizione in edizione hanno animato la manifestazione. Tradizioni musicali, rassegne cinematografiche e installazioni artistiche, ma soprattutto l’avvicendarsi di coppie di autori e traduttori per approfondire la conoscenza delle culture di determinati territori attraverso la letteratura e la portata etica della traduzione, intesa come principale strumento di ospitalità culturale.

Protagonista della quarta edizione che si terrà dal 17 al 20 settembre di quest’anno è la cultura russa. Le contraddizioni e i cambiamenti che si sono verificati nel paese degli zar e della rivoluzione bolscevica a partire dal crollo del muro di Berlino verranno interpretati alla luce delle testimonianze dei più significativi scrittori russi del panorama attuale, alcuni dei quali segnati dall’impronta dell’ospitalità linguistica fin dalla lingua di scrittura o dalla modalità di diffusione delle proprie opere.

Il primo è il caso dello scrittore siberiano Andrei Makine che dal 1987 vive in Francia e scrive in francese; il secondo è quello di Mikhail Aizenberg, le cui poesie sono state precedentemente diffuse clandestinamente in occidente e pubblicate in Russia solo alla fine degli anni ’80. E accanto a questi autori, Ruben Gallego, straordinario caso letterario che ha raccontato la sua tragica vicenda di segregazione perché disabile; Ljudmila Ulickaja, candidata all’International Booker Prize 2009; la scrittrice georgiana Elena Boc’orisvili; lo scrittore svizzero d’adozione Mikhail Shishkin e la giovane autrice di romanzi horror Anna Starobinec.

Ad accompagnare ognuna di queste personalità del panorama letterario russo alcuni tra i principali traduttori e scrittori italiani esperti di cultura slava. Di autore in autore si avvicenderanno così Fabio Pusterla, poeta, saggista e traduttore in particolare di Philippe Jaccottet; Elena Gori Corti, traduttrice tra gli altri di Viktor Suvorov, Vasil’ Bykov, Viktor Erofeev; Emanuela Guercetti, traduttrice di classici russi e autori contemporanei come Ljudmila Ulickaja; Serena Vitale, collaboratrice del «Sole 24-Ore», autrice di romanzi e racconti e traduttrice di Puskin, Cvetaeva, Mandel’stam, Brodskij, Nabokov tra gli altri; M.A. Curletto, traduttore, tra gli altri, di testi di Aksakov, Bulgakov, Cechov, Gor’kij; Emanuela Bonacorsi, traduttrice e curatrice dell’opera di Elena Boc’orisvili, che accompagnerà durante la serata, nonché traduttrice di un altro autore di Babel, Mikhail Shishkin, di cui ha curato i romanzi Capelvenere e La Presa di Izmail e il saggio L’uomo come dichiarazione d’amore della luce; Stefan Zweifel, traduttore e curatore con Michael Pfister dell’edizione in dieci volumi di Justine e Juliette di de Sade.

Oltre alla sezione principale dedicata agli incontri letterari, anche i diversi workshop di traduzione dalle lingue russa e inglese, la rassegna cinematografica cineBabel o ancora le rielaborazioni musicali di temi popolari del folklore russo e le opere di compositori esiliati o colpiti dalla censura, proposte dai musicisti del quartetto d’archi Brodsky Quartet già collaboratori di Björk e Elvis Costello. E con i richiami al modernismo russo e alla metafora della traduzione-specchio alla base della concezione della struttura realizzata dall’artista contemporaneo Kerim Seiler, il tema e la natura del festival vengono sviluppati e replicati anche attraverso l’arte.

Interessanti infine le iniziative indirizzate alle scuole e realizzate in collaborazione con il Dipartimento dell’educazione del Canton Ticino, Dicastero attività giovanili della Città di Bellinzona. Il proposito è quello di educare i giovani all’accoglienza proprio attraverso diverse attività artistiche, di scrittura e di traduzione per stimolare la curiosità nei confronti della realtà del paese ospite e il desiderio di incontro delle diversità. Senza paure.

Foto: Matrioska eyes su Flickr

Federica Campoli

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