Le origini
Di recente sono stata a Firenze in visita all’Accademia della Crusca, la più prestigiosa istituzione linguistica italiana, fondata a Firenze nel 1583. Una gentile signora ci raccontava che i soci fondatori erano poeti, letterati, uomini di diritto che si radunavano periodicamente per recitare cruscate, cioè dialoghi ragionati pronunciati in tono burlesco. Si facevano quindi chiamare “crusconi”, in contrasto con i raffinati accademici della rigida Accademia fiorentina.
Sotto la spinta di Leonardo Salviati, l’Infarinato (1540-1589), proprio a partire dal 1583 l’Accademia prese nuova forma, seguendo il fine che gli Accademici si proponevano: mostrare e conservare la bellezza del volgare fiorentino, modellato sugli autori del Trecento: Dante, Petrarca e Boccaccio.
Gli Accademici della Crusca iniziarono così a dedicarsi allo studio della lingua italiana cercando di distinguerne la parte “buona e pura” (la farina) dalla parte “cattiva ed impura” (appunto, la crusca). Il simbolo dell’Accademia, infatti, è un frullone, o buratto, che riporta il motto petrarchesco Il più bel fior ne coglie, che sta a indicare l’ampio e infinito lavoro di selezione e classificazione del Vocabolario italiano. A ogni accademico veniva attribuito un simbolo legato all’immagine del pane che veniva dipinto, solitamente accompagnato da un verso tratto dalla Divina Commedia, su pale di legno.
All’interno dell’Accademia vi è una sala, la cosiddetta “Sala delle Pale”, in cui si possono ammirare le 152 pale rimaste. All’interno di questa sala, inoltre, si trovano ancora oggi i seggi dalla forma della cesta del pane e gli schienali realizzati con pale da forno.
Traduzione e panificazione
La metafora della panificazione mi ha portato subito alla mente il documentario “Tradurre” di Pier Paolo Giarolo che lo scorso settembre ha dato il via alla VII edizione delle Giornate della Traduzione Letteraria di Urbino.
Se dal Dizionario ricaviamo la materia prima filtrata dalle sue “impurità”, il prodotto finito è il risultato di una serie di fasi che vanno dall’impasto, alla lievitazione e alla cottura nel forno, che però possono dare forme diverse e sfumature di sapori alle nostre pagnotte, a seconda delle ricette (o tradizioni) e dei paesi in cui ci troviamo.
Oggi l’Accademia della Crusca offre presso la sua biblioteca una ricchissima bibliografia e tutti i dizionari italiani pubblicati ad oggi; collabora con il CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche) alla stesura dell’Opera del Vocabolario della Lingua Italiana, un database che raccoglie materiale lessicografico da testi scritti tra il XVI e il XIX secolo e che si propone come una possibile fonte storica, descrittiva e normativa dell’italiano; online si trova anche la versione elettronica del primo Vocabolario della Lingua Italiana, del 1612, versione realizzata con la collaborazione del Centro di Ricerche Informatiche per i Beni Culturali della Scuola Normale Superiore di Pisa. Per finire, periodicamente l’Accademia pubblica la rivista semestrale “La Crusca per voi” che si preoccupa di rispondere a domande pratiche proposte da lettori o studenti su problemi legati all’uso della lingua italiana oggi.
Foto: “Bread” di adactio su Flickr Creative Commons








