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Riflessioni

Sacre traduzioni

popesblessingBisognerà pure trovare le parole per dirlo in modo papale papale! Chissà che una frase del genere non sia passata per la testa di uno dei traduttori della Santa Sede alle prese con il testo dell’ultimo scritto di Papa Ratzinger. Sta di fatto che l’uscita dell’enciclica papale Caritas in veritate attesa per il 29 giugno subirà un ritardo di diversi giorni a causa di difficoltà di traduzione del testo in latino. Le difficoltà sono terminologiche e riguardano l’espressione del tessuto complesso della realtà contemporanea con un mezzo linguistico che il contatto con la realtà vissuta l’ha perso da centinaia di anni. Sostenibilità ambientale, new economy, globalizzazione, Internet, sono solo alcune delle espressioni con le quali i traduttori di Santa Madre Chiesa sono costretti a fare i conti, cercando la soluzione migliore tra calchi semantici e calchi morfologici, ripiegando eventualmente su giri di parole e scongiurando sempre, Dio non voglia, il prestito linguistico.

La notizia, recentemente pubblicata sul sito web del quotidiano La Repubblica, ha subito suscitato l’indignazione e le repliche di fedeli ed esponenti del clero attraverso il Papa Ratzinger blog 2, uno dei blog non ufficiali dedicati al Santo Padre. A scatenare le reazioni dei blogger, le affermazioni del quotidiano riguardo alla possibilità che i problemi di traduzione siano dovuti all’esiguità del numero di traduttori nella squadra vaticana, cosa che se vera dimostrerebbe come per questa professione non ci siano santi in paradiso e che in tutti i casi il lavoro è tanto e i ritmi sono serrati, e a una sempre minore conoscenza del latino negli ambienti clericali perché «Nessun problema con inglese, francese, spagnolo, portoghese, tedesco, ma col latino sono dolori».

In realtà un ritardo analogo si era già verificato nel 2006 in occasione della pubblicazione dell’Enciclica Deus caritas est. A rallentare la procedura era stato in quel caso un problema sulla traduzione realizzata dalla sezione tedesca della Segreteria di Stato. Il testo, che paradossalmente si apriva con la sezione “un problema di linguaggio” incentrata sulla questione terminologica dell’abuso del termine “amore” e della necessità di restrizione del relativo campo semantico, era stato contestato perché ritenuto non abbastanza preciso, sembra dallo stesso Santo Padre. Allora si vociferava di revisioni estremamente dibattute fino a pochissimi giorni prima dalla pubblicazione, di contrapposizioni tra gruppi di traduttori di lingua tedesca e di un lungo elenco di osservazioni, che dilatavano ulteriormente i tempi, proposte dalla Congregazione per la dottrina della fede.

Insomma ora che il ritardo si ripete rimane da capire quali siano i reali problemi di traduzione alla base, sicuri che in qualsiasi caso e per qualsiasi traduttore professionista, errare humanum est, perseverare autem diabolicum.

Federica Campoli

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