Scena 1a, est. giorno, crepuscolo
“Tremando nei suoi vapori l’enorme mostro giallo spalmava una lingua nera fumante sul dorso della collina. Presto tanti nuovi occhi ciechi o distratti sarebbero passati di lì e lui non poteva permetterlo.
Spinse la leva con un colpo secco. Il boato risuonò in tutta la valle. Furono alcuni lunghissimi minuti.”
Nebbia e pioggia sottile, marciapiede deserto. È quasi buio, chiudo il libro. Muovo qualche passo, aggiusto la sciarpa sotto il bavero alzato, calco il berretto sulle orecchie e sugli occhi: inutile, il mostro giallo è sempre lì tra i suoi vapori, mi gira in testa come un nastro chiuso a anello. L’orologio si distingue appena, ancora cinque minuti. Qualche altro passo e di colpo un frullo mi sfiora muovendo l’aria, nero come la lingua fumante del mostro. Giro piano la testa. Tutto sembra immerso in un lago di orzata (c’entra qualcosa con l’orzo? Vedremo.)
Il campanello non suona, forse l’hanno soppresso… Riprendo il cammino e mi metto a contare i piedi, com’è la conversione? Non importa, ci penserò dopo. Due piedi, tre piedi… undici piedi… novantotto piedi. Sono quasi in fondo, sto per girarmi, faccio perno sulla gamba destra che ha un fremito. Poi finalmente lo vedo. È proprio lui, enorme, giallo e mostruoso.
Ma anche immobile sul binario morto, inoffensivo: finalmente esco dal torpore e lo guardo. Il mostro ha una scritta sul fianco, MATISA. Fa troppo freddo per prendere nota, così me la ripeto e invento qualche acronimo, un trucco per ricordare. A casa (ora sono certo di tornarci, il campanello sta trillando) cercherò in Internet.
Scena 2a, int. sera
Il traduttore curioso è a casa davanti allo schermo del computer, collegato alla rete. Apre il browser, digita in Google (pagine in italiano) matisa e ferrovie e trova alla terza occorrenza:
GCF – Generali Costruzioni Ferroviarie S.p.A.
ARMAMENTO FERROVIARIO. N°. DESCRIZIONE MACCHINA. TIPO. 1. TRENO DI RINNOVAMENTO COMPLETO DI CARRI DI SERVIZIO. MATISA – TIPO P90 …
www.gcf.it/macchine.html – 17k - Copia cache – Pagine simili
Le foto sono piccole, tenta il link successivo:
TrainZItalia Foto – Foto di Treni e Ferrovie
TrainZItaliaFoto – Foto: foto ferroviarie e di trasporti su rotaia. … scrivi alcune (massimo 10) parole chiave (separate da spazio): Matisa …
www.trainzitaliafoto.com/showphoto.php/photo/24374 – 24k – Copia cache – Pagine simili
Qui riconosce facilmente un veicolo simile a quello visto in stazione, persino l’inquadratura è giusta. Si tratta (sotto la foto c’è un collegamento ipertestuale) di una rincalzatrice. Il traduttore curioso non ha la più pallida idea di che cosa significhi ma l’oggetto è già più familiare: non solo l’ha visto e osservato perché ha attirato la sua attenzione, ma ora sa come si chiama: è aumentato il suo valore di realtà.
Il traduttore curioso è anche diligente e diligentemente ricorda da un vecchio corso di formazione una citazione dal buon Terenzio: Tutto ciò che è umano mi riguarda. Quello strano veicolo è stato certamente costruito da umani per umani, perciò in qualche modo lo riguarda. In più i treni gli piacciono. Fa clic sul collegamento. Ottiene solo un’immagine più grande.
Non è quello che cercava, ma già che c’è la salva in una cartella 0_IMMAGINI all’interno della cartella 0_MIEI interna alla cartella 0_AUTOFORMAZIONE (il simbolo “0″ seguito da “_” (trattino basso o underscore) serve a designare le cartelle create da lui e non dal sistema o da applicazioni).
A questo punto apre nel browser un’altra finestra per non perdere il filone di ricerca. Nel campo digita rincalzatrice (sempre nelle pagine in italiano). Al primo posto compare Wikipedia con la voce Rincalzatrice ferroviaria. Ecco il collegamento:
Rincalzatrice ferroviaria – Wikipedia
La rincalzatrice ferroviaria è una macchina per la manutenzione ordinaria e sistematica dell’armamento delle linee ferroviarie. …
it.wikipedia.org/wiki/Rincalzatrice_ferroviaria – 27k - Copia cache – Pagine simili
Fa clic per aprire e salva. Poi legge il primo paragrafo:
La rincalzatrice ferroviaria è una macchina per la manutenzione ordinaria e sistematica dell’armamento delle linee ferroviarie. La sua funzione è di effettuare la rincalzatura del binario, cioè portarlo al livello richiesto dalle specifiche di costruzione. L’operazione è simile a quella che comunemente viene fatta con i cuscini in piume d’oca o di lana quando desideriamo dargli una nuova forma, prima di addormentarci.
Bene. Per oggi può bastare, è ora di pensare alla cena.
Conclusioni
Iniziando dalla fine, il frammento di Wikipedia è confortante e per lo più comprensibile: a eccezione (forse) di armamento (e naturalmente rincalzatrice e rincalzatura) gli altri termini sono di uso corrente, anche se l’espressione specifiche di costruzione è decisamente tecnica. E la metafora dei cuscini da sprimacciare rende l’argomento ancor più familiare. Si può dire che la curiosità abbia dato i suoi frutti. Ma di che cosa stiamo scrivendo?
Il protagonista delle due scene è un traduttore tecnico a tempo pieno e forse un po’ ossessivo (ma non guasta: apprezzerebbe a esempio John Irving, che nel romanzo Hotel New Hampshire fa dire a un personaggio più o meno “Se vuoi realizzare qualcosa, quella cosa deve diventare per te un’ossessione.”). Qui l’ossessione è complice della curiosità, che non lo abbandona mai.
Così, mentre in un pomeriggio di un gelido inverno aspetta il treno a alta frequentazione (e bassa frequenza!) che dovrebbe riportarlo a casa, si mette a leggere la raccolta Storie in 50 parole. Il racconto che ha scelto aprendo a caso gli procura una lieve inquietudine, amplificata dal luogo e dal tempo meteorologico. Ma c’è un modo sicuro di ingannare l’attesa e persino il filo di angoscia: osservare.
Osservare, annotare/ricordare, cercare. Il mondo del traduttore tecnico è pieno di oggetti misteriosi. Agli inizi sono tantissimi, poi… continuano a essere tanti, ma fanno sempre meno paura. Specie se si è curiosi e diligenti. Magari a tempo pieno.







