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	<title>European School of Translation</title>
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	<description>Formazione online per traduttori europei</description>
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		<title>&#8220;El símbolo perdido&#8221;, ovvero tradurre Dan Brown in spagnolo</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Mar 2010 10:59:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bancheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[dan brown]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>
		<category><![CDATA[urgenza]]></category>

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		<description><![CDATA[Quando deve uscire un best seller, il tempo è tiranno e il nervosismo nella casa editrice alle stelle. La traduzione in spagnolo dell’attesissimo romanzo di Dan Brown, El símbolo perdido (Il simbolo perduto), ha richiesto enormi sforzi da parte dei traduttori, e dei revisori, coinvolti nel progetto.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/03/danbrown.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2575" style="margin: 10px;" title="dan brown" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/03/danbrown-225x300.jpg" alt="" width="225" height="300" /></a>Quando deve uscire un <strong>best seller</strong>, il tempo è tiranno e il nervosismo nella casa editrice alle stelle. La traduzione in spagnolo dell’attesissimo romanzo di <strong>Dan Brown, El símbolo perdido</strong> (Il simbolo perduto), ha richiesto enormi sforzi da parte dei traduttori, e dei revisori, coinvolti nel progetto. Le scadenze erano così strette che il lavoro è stato giocoforza assegnato a più persone.</p>
<p>Dopo una riunione iniziale a Barcellona presso la casa editrice Planeta per decidere la <strong>strategia di azione</strong> e discutere eventuali proposte sull’approccio traduttivo migliore, i tre traduttori in questione si sono tenuti sempre in contatto via mail per risolvere i problemi linguistici comuni che si presentavano di volta in volta. A tal fine, prima di iniziare a tradurre, ognuno ha letto il libro e stilato un elenco di parole ed espressioni “problematiche” che in seconda battuta il revisore ha cercato di uniformare il più possibile nel testo di arrivo. I traduttori scelti erano ben noti alla Planeta, che non ha voluto “sorprese” dell’ultimo minuto, preferendo affidare il lavoro a <strong>persone esperte</strong> onde risparmiare tempo in fase di editing. E infatti così è stato.</p>
<p>Ciascun traduttore ha dovuto tradurre la parte assegnata in<strong> quindici giorni</strong> esatti, né uno di più né uno di meno, con uno scarto di un giorno o due tra una consegna e l’altra. La sincronia perfetta è stata fondamentale e per fortuna tutti sono riusciti a rispettare la tempistica, nonostante l’enorme pressione e gli ovvi disagi.</p>
<p>Per quanto concerne il pagamento, la casa editrice ha applicato un aumento sulla tariffa abituale, anche se forse non del tutto proporzionale alla particolare urgenza del lavoro. Il lato buono della medaglia è che in Spagna i traduttori editoriali ricevono, per contratto, una <strong>percentuale sulla vendita</strong> di qualsiasi tipo di opera pubblicata, e un best seller vende molto.</p>
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		<title>Come scegliere un buon dizionario</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2010/02/come-scegliere-un-buon-dizionario/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:46:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela Manelli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi Passi]]></category>
		<category><![CDATA[dizionario]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>
		<category><![CDATA[vocabolario]]></category>

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		<description><![CDATA[Quali caratteristiche deve possedere quindi un buon dizionario?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/dicrtionary.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2536" style="margin: 10px;" title="Spanish dictionary pages up into the air" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/dicrtionary-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>Un buon dizionario d&#8217;uso <strong>monolingue </strong>si rivela spesso uno <strong>strumento indispensabile </strong>per i traduttori che, incerti o meno su un termine, vogliono approfondire le loro ricerche addentrandosi nella definizione di una parola data e scoprire le diverse accezioni della voce in questione (o lemma), quindi i vari usi che i parlanti ne fanno a seconda dei diversi contesti comunicativi.<br />
Anche per i più esperti consultare un dizionario può essere fonte di verifiche e accertamenti, perché il traduttore che punta a un lavoro accurato non dà nulla per scontato.</p>
<h2>Le caratteristiche</h2>
<p>Quali caratteristiche deve possedere quindi un <strong>buon dizionario</strong>?</p>
<ul>
<li>Deve presentare nell&#8217;introduzione le premesse o <strong>accorgimenti </strong>utili alla consultazione, in modo da convertirsi in uno strumento accessibile anche agli utenti non specialisti.</li>
<li>Deve essere “<strong>economico</strong>”, ovvero deve riportare nel minor spazio il maggior numero di informazioni possibili.</li>
<li>La qualità di un dizionario si riconosce anche dagli <strong>esempi </strong>riportati per ogni voce e accezione e della fraseologia relativa, che aiutano il linguista a riconoscere gli ambiti d&#8217;uso di ogni singola parola.</li>
<li>In molti dizionari monolingue sono presenti, inoltre, le<strong> marche d&#8217;uso</strong> che danno informazioni relative alla <strong>frequenza </strong>e al <strong>contesto </strong>d&#8217;uso di ogni parola.</li>
<li>In più, deve riportare più<strong> informazioni aggiuntive</strong> (o grammaticali) possibili: la scansione sillabica, la segnalazione dell&#8217;accento tonico, la classe lessicale di appartenenza, l&#8217;anno di attestazione e l&#8217;etimologia della parola, quando possibile (il Devoto Oli ha introdotto, inoltre, una nuova classificazione dei verbi sulla base della loro valenza e del loro tipo di reggenza).</li>
</ul>
<h2>Le versioni in CD-ROM e sul web</h2>
<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cdrom.jpg"><img class="alignright size-medium wp-image-2539" style="margin: 10px;" title="cdrom" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cdrom-300x200.jpg" alt="" width="240" height="160" /></a>Ormai ogni versione cartacea viene accompagnata dalla <strong>versione elettronica </strong>in CD-ROM. Questo perché la versione elettronica permette ricerche incrociate, la ricerca di parole attraverso l&#8217;immissione delle sole iniziali ecc.</p>
<p>Grazie all&#8217;evoluzione tecnologico-informatica e all&#8217;avvento di internet ora si trovano <strong>on-line</strong> alcuni tra i più importanti dizionari dell&#8217;uso. Uno dei grossi vantaggi di questi dizionari elettronici è che hanno un <strong>accesso più immediato</strong>; infatti, per un traduttore che lavora per la maggior parte del suo tempo al computer, risultano facilmente fruibili e poco ingombranti.</p>
<p>Tra questi citiamo, per l&#8217;italiano:</p>
<ul>
<li> il <a href="http://www.garzantilinguistica.it" target="_blank">Grande Dizionario di Italiano Garzanti</a>, contenente una sezione dedicata ai sinonimi e ai contrari; tavole di coniugazione dei verbi; una grammatica essenziale con numerosi esercizi per approfondire le conoscenze lessicali e le competenze linguistiche di base; e un&#8217;altra sezione in cui si possono trovare le risposte ai dubbi più frequenti nell&#8217;uso della lingua italiana.</li>
<li>L&#8217;edizione on-line tratta dal <a href="http://dizionari.corriere.it/dizionario_italiano/index.shtml" target="_blank">Sabatini-Coletti</a> “Un dizionario che si consulta non solo per controllare l’esatta grafia e l’esatta pronuncia delle parole o per conoscere il significato di quelle ignote, ma altrettanto e anche più frequentemente per controllare l’esatta costruzione delle frasi e per guidare alla scelta in base a criteri di efficacia comunicativa”.</li>
<li>Il Dizionario online tratto da<a href="http://dizionari.hoepli.it/Dizionario_Italiano.aspx?idD=1" target="_blank"> il Grande Dizionario Italiano</a> con CD-ROM di Gabrielli Aldo (Hoepli).</li>
<li>Il De Mauro (Paravia) non risulta più attivo.</li>
</ul>
<p>Per l&#8217;inglese:</p>
<ul>
<li><a href="http://dictionary.cambridge.org/" target="_blank">Cambridge Dictionaries online</a></li>
<li><a href="http://www.merriam-webster.com/" target="_blank">Merriam  Webster Online</a></li>
<li><a href="http://dictionary.oed.com" target="_blank">Oxford English Dictionary</a></li>
<li><a href="http://www.thefreedictionary.com " target="_blank">www.thefreedictionary.com </a></li>
<li><a href="http://www.dictionary.reference.com " target="_blank">www.dictionary.reference.com </a></li>
</ul>
<p>Per lo spagnolo:</p>
<ul>
<li><a href="http://www.rae.es/rae.html" target="_blank">Diccionario de la Real Academia Española</a></li>
<li><a href="http://clave.librosvivos.net/" target="_blank">Diccionario Clave </a></li>
<li><a href="http://www.elmundo.es/diccionarios/" target="_blank">Diccionario de español de El Mundo.es</a></li>
</ul>
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		<title>Scrittori-traduttori: un binomio che funziona</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:46:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Manuela La Porta</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[Manuela La Porta è andata a curiosare per i lettori di EST tra le interviste condotte da Rai Educational a più di 80 scrittori protagonisti della nostra letteratura più recente]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/fotoscrittori.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2506" style="margin: 10px;" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/fotoscrittori-300x166.jpg" alt="" width="300" height="166" /></a></strong><strong>Manuela La Porta</strong> è andata a curiosare per i lettori di EST tra le <strong>interviste </strong>condotte da<strong> Rai Educational</strong> a più di 80 scrittori protagonisti della nostra letteratura più recente. <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/index.asp" target="_blank">Scrittori per un anno</a> è un programma giunto alla terza edizione che raccoglie percorsi, impressioni e ricordi attraverso interviste molto intime e spontanee, selezionabili anche in base a percorsi tematici ben strutturati.</p>
<p>Avventura affascinante, viaggio verso l’opera, scoperta del tessuto linguistico. È ad Ulisse che <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=113" target="_blank">Antonio Tabucchi</a> paragona la figura del <strong>traduttore </strong>che, come un viaggiatore ed<strong> esploratore solitario</strong>, ha bisogno di due requisiti opposti ma paradossalmente imprescindibili per affrontare con successo la sua traversata della creazione letteraria:<strong> arroganza e umiltà</strong>.</p>
<p>Come Tabucchi anche <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=174" target="_blank">Ivan Cotroneo</a> sostiene che tradurre sia un importante <strong>esercizio di scrittura</strong>, una vera e propria <strong>disciplina</strong>. Il suo ingresso nel mondo della traduzione è stato casuale. Acquistata, da giovane e con fatica, una copia abbastanza costosa della traduzione di una sceneggiatura e rimastone deluso, decide di scrivere una lettera di protesta all’editore e di contro ottiene un’<strong>offerta di lavoro </strong>come consulente presso la casa editrice. Da qui parte la sua avventura di editor di testi inglesi e americani e poi di traduttore di Michael Cunningham e Hanif Kureishi. La traduzione, dice Cotroneo, aiuta a diventare più pazienti verso la propria scrittura, a essere disposti al cambiamento, alla <strong>negoziazione</strong>.</p>
<p>Un mestiere duro, quindi, quello del traduttore, tanto che<a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=198" target="_blank"> Valerio Magrelli</a>,<strong> traduttore di prosa, poesia e teatro</strong>, docente e scrittore tradotto a sua volta, legge, nella sua intervista, la traduzione di un testo francese del XVII secolo intitolato <em><strong>Contro la traduzione</strong></em> in cui l’autore afferma di essere contrario all’imitazione, di essere stufo di servire, di essere spossato dall’ingrato compito di capire “chi neppure si capì da se stesso”. Magrelli racconta poi di aver lavorato per Einaudi a un interessante esperimento letterario e linguistico, alla pubblicazione cioè della collana trilingue<strong> Scrittori tradotti da scrittori</strong> di cui fanno parte ad esempio il volume dedicato ad E.A. Poe tradotto in francese da Baudelaire e in italiano da G. Manganelli, L. Koch ed E. Mazzarotto o quello dedicato a J. Joyce con la traduzione in francese di Samuel Beckett, in italiano dello stesso Joyce insieme a N. Frank e con in appendice una nuova traduzione integrale dall’inglese di L. Schenoni.</p>
<p>L’avventura di traduttore di <a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=308" target="_blank">Carlo Fruttero</a> inizia all’Einaudi, nei primi anni Cinquanta, e con<strong> Italo Calvino</strong> come compagno di stanza. Da lì, in quegli anni, passavano tutti i maggiori scrittori e intellettuali del tempo: Vittorini, Antonicelli, Venturi. Fruttero parla della sua esperienza di<strong> editor, traduttore e revisore</strong> e dei <strong>“furori”</strong> derivanti dall’ingrato compito di confrontarsi con traduzioni non sempre ben riuscite. Parla poi della sua collaborazione con <strong>Lucentini</strong>, l’incontro tra due personalità diversissime – Lucentini più razionale e controllato, Fruttero più amante della scoperta e della sorpresa – ma capaci insieme di trovare il giusto compromesso per dar vita a un<strong>’opera a quattro mani.</strong></p>
<p><a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=308" target="_blank">Jacqueline Risset</a>, madrelingua francese a lungo vissuta in Italia, si affaccia alla traduzione con l’arduo compito di tradurre dal francese all’italiano, la sua seconda lingua, esperimento grazie al quale entra in contatto intimo con il nostro idioma e che le è servito per cimentarsi poi con una prova quasi impossibile, tradurre <strong>Dante </strong>in francese. <strong>La Divina commedia</strong> è un viaggio iniziatico, dice Jacqueline, e solo se siamo capaci di sentirne il ritmo potremo compierlo insieme all’autore. Il ritmo, sì, quando <strong>entriamo nel ritmo di un testo</strong> siamo in grado di tradurlo. Per questo motivo, secondo Risset, l’inizio di una traduzione difficilmente riesce bene.</p>
<p>E dell’importanza del <strong>ritmo </strong>parla anche<a href="http://www.scrittoriperunanno.rai.it/video.asp?currentId=446" target="_blank"> Paolo Nori </a>in un’interessante analisi del rispetto, da parte del traduttore, delle intenzioni non solo di <strong>senso </strong>dell’autore ma anche di <strong>suono</strong>. A riprova di ciò Nori ci legge l’inizio di un romanzo di Dostoevskij <strong><em>Memorie dal sottosuolo</em></strong>, una vera e propria “trottola sonora” generata dalla presenza costante ma ogni volta cambiata di posto di pronome, sostantivo e aggettivo all’interno delle prime tre frasi. Un ordine delle parole preciso, che ci restituisce, oltre al ritmo della narrazione, l’immagine del personaggio e che se non viene rispettato comporta una <strong>perdita doppia</strong>.</p>
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		<title>EST: un anno dopo, la formazione continua</title>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo compleanno di EST, bilanci e previsioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cake.jpg"><img class="size-medium wp-image-2554 alignright" style="margin: 10px 30px;" title="cake" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cake-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Il 20 febbraio 2009 la European School of Translation ha iniziato la propria attività di pubblicazione sul sito della Scuola, un giorno dopo l’ormai mitica <a href="http://www.e-schooloftranslation.org/registrazioni/2009-02-19_Tradurre_speciale_Kafka.wmv">puntata numero zero di Tradurre</a> (la puntata speciale kafkiana con la partecipazione di Laura Bocci).</p>
<p>Un anno dopo la Scuola è felice di poter festeggiare insieme ai suoi docenti, agli allievi e a tutti i colleghi il suo<strong> primo compleanno</strong>. È stato un anno ricco di <strong>novità </strong>e di <strong>sperimentazioni</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Tradurre</strong>,<strong> il webcas</strong>t sul mondo dei traduttori, è stato apprezzato da decine di ascoltatori e ha registrato punte di ascolto sempre più elevate</li>
<li>La <strong>Online Summer School</strong> di settembre 2009, dedicata a chi muove i primi passi nella professione, è stata la nostra prima esperienza di scuola online: tre settimane di webinar molto apprezzati dai partecipanti che si sono iscritti da ogni parte d’Europa</li>
<li>La <strong>Online Winter School in Traduzione Editoriale</strong>, tuttora in corso, si sta rivelando un’eccellente modalità di aggiornamento per tutti i colleghi interessati ad ampliare le proprie competenze nel campo della traduzione letteraria.</li>
</ul>
<p>E il prossimo anno che cosa ci riserva? Stiamo già progettando la prossima<strong> Online Summer School</strong>, con nuovi <strong>corsi di aggiornamento</strong> e specializzazione e laboratori di traduzione, che quest’anno si terrà tra giugno e luglio. Nel frattempo, nelle prossime settimane, contiamo di avviare alcuni<strong> laboratori di traduzione specialistica </strong>per piccoli gruppi, vere e proprie botteghe rinascimentali (come li ha definiti una nostra allieva) in cui poter affrontare il processo traduttivo in compagnia di altri colleghi.</p>
<p>E poi la nostra creatura più ambiziosa, il <strong>Master in traduzione specialistica per l’energia e l’ambiente</strong>, una scuola di alta specializzazione patrocinata dall’<a href="http://www.enea.it/" target="_blank">ENEA </a>e da altre organizzazioni attive nel settore ambientale. Ve ne parleremo presto.</p>
<p>Tutti questi progetti continueranno a essere proposti nello spirito che fin dall’inizio abbiamo voluto dare alla Scuola: <strong>crescere </strong>con il contributo di tutti, con <strong>passione </strong>e <strong>mutuo sostegno</strong>, per contribuire collettivamente alla crescita e alla visibilità della nostra professione.</p>
<p>Auguriamo alla European School of Translation e alla sua comunità di traduttori, docenti e allievi un nuovo anno di esperienze formative ricche, utili e coinvolgenti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tradurre l&#8217;opera</title>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:47:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bancheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[opera]]></category>
		<category><![CDATA[sincronizzazione]]></category>
		<category><![CDATA[sottotitolaggio]]></category>
		<category><![CDATA[sottotitoli]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>
		<category><![CDATA[tradurre l'opera]]></category>

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		<description><![CDATA[Il binomio opera-traduzione può sicuramente offrire uno sbocco professionale interessante da non sottovalutare.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/palau-arts-reina-sofia.jpg"><img class="size-medium wp-image-2445   alignleft" style="margin: 15px;" title="palau-arts-reina-sofia" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/palau-arts-reina-sofia-300x203.jpg" alt="" width="300" height="203" /></a></p>
<p>Ormai il mondo parla lingue diverse e anche i teatri si devono adeguare per superare le barriere linguistiche. Quando si assiste a un’opera in lingua straniera, di solito la <strong>traduzione del libretto </strong>appare su un pannello luminoso posto sul boccascena, con i cosiddetti <strong>sopratitoli </strong>che vengono proiettati allo stesso tempo in cui è cantato il testo originale.</p>
<p>Il <strong>Palacio de las Artes Reina Sofía di Valencia</strong> (nella foto a sinistra), inaugurato nel 2005, ha optato per una soluzione più tecnologica e modernista, installando un<strong> sistema di sottotitolaggio</strong> con display collocati sullo schienale delle 1.500 poltrone della sua sala principale. In questo modo agli spettatori viene offerta la possibilità di scegliere la traduzione di opere italiane, francesi, inglesi o tedesche in quattro lingue: quella originale, il castigliano, il valenciano e l’inglese. Da una cabina di regia il traduttore-adattatore di libretti trasmette dal vivo il segnale simultaneo delle quattro lingue che arriva a ciascun display.</p>
<h2>Le fasi della traduzione</h2>
<p>In sintesi il procedimento è il seguente: dopo una prima fase di editing, in cui si eliminano eventuali ripetizioni e ridondanze, il testo originale viene suddiviso in <strong>sottotitoli di una o due righe </strong>di 32 caratteri ciascuna, che successivamente si traducono nelle lingue di arrivo previste e si <strong>sincronizzano </strong>con il testo originale.</p>
<h2>I requisiti professionali</h2>
<p>Come in ogni traduzione che si rispetti, anche in questo caso i tempi per sottotitolare un libretto sono alquanti stretti: una quindicina di giorni. Si tratta di un lavoro per il quale è indispensabile saper leggere le partiture e possedere nozioni approfondite di musica e solfeggio in generale. Oltre alla traduzione accurata, si richiede che il sottotitolo “lanciato” sia in perfetta <strong>sincronia con la voce</strong>, quindi il traduttore deve seguire lo svolgimento della rappresentazione dall’inizio alla fine.</p>
<p>Il sottotitolaggio si realizza da un computer primario (master) collegato a uno slave che funziona in parallelo, in modo che se il master si blocca, tramite un pulsante è possibile continuare a sottotitolare senza problemi. Comunque, per sicurezza, si fanno sempre almeno due prove prima dello spettacolo. Attualmente i tecnici stanno potenziando il programma affinché in futuro possa trasmettere<strong> fino a otto traduzioni simultanee</strong>. Il binomio opera-traduzione può sicuramente offrire uno <strong>sbocco professionale </strong>interessante da non sottovalutare.</p>
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		<item>
		<title>Lo scandalo delle traduzioni per il sito Italia.it</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2010/02/lo-scandalo-delle-traduzioni-per-il-sito-italia-it/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:47:03 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[cartelle]]></category>
		<category><![CDATA[langit]]></category>
		<category><![CDATA[ministero del turismo]]></category>
		<category><![CDATA[protesta]]></category>
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		<category><![CDATA[traduzione di siti web]]></category>

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		<description><![CDATA[Un annuncio del Ministero del Turismo su Proz.com e un'intera categoria si indigna e fa sentire la propria voce sul web.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/leonegrande.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2475" style="margin: 10px;" title="leonegrande" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/leonegrande-256x300.jpg" alt="" width="256" height="300" /></a>Un annuncio su un marketplace della traduzione e un&#8217;intera categoria si indigna e fa sentire la propria voce sul web.</p>
<p>Il committente non è proprio uno qualsiasi: si tratta del <strong>Ministero del Turismo</strong>. La proposta di lavoro pubblicata su Proz.com proviene da un&#8217;agenzia che cerca collaboratori per un lungo progetto di traduzione verso lingue straniere del sito Italia.it. La <strong>tariffa </strong>e i<strong> termini di pagamento</strong> sono inauditi: 9 euro lordi a cartella da 2600 caratteri, pagabili a 90 giorni (condizioni imposte dal Ministero, a detta dei richiedenti).</p>
<p>Nel giro di poche ore nasce una discussione sulla mailing list di Langit e l&#8217;indignazione cresce. La buona volontà di una collega dà vita a una<strong> lettera aperta al Ministro Brambilla</strong> e nel giro di poche ore si raccolgono circa <strong>1160 firme</strong>. La tariffa è pari alla &#8220;paga giornaliera di un operaio in uno sweatshop indonesiano&#8221;, si scrive nella lettera.</p>
<h2>La notizia sul web e le reazioni</h2>
<p>Il tam tam approda anche sui social network, sui forum del settore le discussioni sono accese, il sito web di <a title="Repubblica" href="http://www.repubblica.it/cronaca/2010/02/11/news/la_brambilla_paga_i_traduttori_come_sottoproletari_indonesiani-2263320/" target="_blank">Repubblica</a> segnala il dibattito, sulle pagine del <a title="Generazione Pro" href="http://generazionepropro.corriere.it/2010/02/la_lettera_alla_ministra_bramb.html" target="_blank">blog di Corriere.it</a> a cura di Dario Di Vico viene pubblicato un articolo sulla questione (all&#8217;interno del quale viene utilizzata l&#8217;immagine di un&#8217;interprete, ed è tutto dire). L&#8217; articolo a sua volta  vede nascere, nell&#8217;area &#8220;commenti&#8221;, accesi scambi di opinioni tra traduttori professionisti e lettori non coinvolti nel settore.</p>
<p>A quanto pare la battaglia per<strong> riconoscimento della professione</strong> è ancora lunga e tortuosa. Quelli che seguono sono solo alcuni degli esempi trovati tra i commenti:</p>
<blockquote><p>Sono troppi! Direi che c&#8217;e&#8217; un <strong>abuso di traduttori</strong>: i politici, imparino  tutti l&#8217;inglese ed usino solo questa lingua, con enormi risparmi di  denaro.</p></blockquote>
<blockquote><p>quell&#8217;accenno buttato li con disprezzo sulla paga dell&#8217;operaio  indonesiano, mi inorridisce, questi signori si sentono ovviamente  superiori&#8230; [...] se siete pagati poco, <strong>cambiate mestiere.</strong></p></blockquote>
<blockquote><p>sarebbe interessante anche parlare del marcio che imperversa nel  mondo della traduzione.  Fondamentalmente, eccezion fatta per alcune sezioni, si tratta di una  <strong>casta chiusa</strong> che prende a modello il marcio che si trova nel mondo  giornalistico.</p></blockquote>
<p>Non si sono fatte attendere le dure e pazienti repliche da parte di numerosi colleghi abituati a cercare di<strong> &#8220;educare&#8221; i clienti e la massa</strong> sui tantissimi<strong> luoghi comuni</strong> che esistono sulla professione del traduttore.</p>
<p>La raccolta delle firme al momento è sospesa e non si sa se riprenderà, ma sicuramente è la prova che, quando vogliamo,<strong> sappiamo farci sentire.</strong></p>
<p>Foto: <a href="http://www.flickr.com/photos/w00ter/2941284818/" target="_blank"> &#8220;Wondering Where The  Lions Are&#8221;</a> da Flickr Creative Commons</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tradurre il pay-per-click</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2010/02/tradurre-il-pay-per-click/</link>
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		<pubDate>Fri, 12 Feb 2010 16:46:48 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Cinzia Sani</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[pay per click]]></category>
		<category><![CDATA[ppc]]></category>
		<category><![CDATA[pubblicità]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione pubblicitaria]]></category>

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		<description><![CDATA[Il pay-per-click è ormai la forma di pubblicità più utilizzata sul web e, quando la campagna PPC è rivolta al mercato estero è indispensabile tradurla. La traduzione pone però  interessanti sfide a causa delle limitazioni strutturali dell'annuncio pay-per-click e del necessario adattamento delle keywords. ]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } --><span style="font-family: Georgia,serif;"> </span></p>
<p><!-- 		@page { margin: 2cm } 		P { margin-bottom: 0.21cm } 		A:link { so-language: zxx } -->(dal <a href="http://scservizi.wordpress.com/" target="_blank">blog di Cinzia Sani</a>)</p>
<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/ppc.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2492" title="ppc" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/ppc-293x300.jpg" alt="" width="293" height="300" /></a>L&#8217;avvento del<strong> Web 2.0</strong> ha portato a una vera e propria rivoluzione nel modo di concepire e utilizzare la rete e alla creazione di strategie di marketing ad hoc (vedi <em>Web 2.0. Strategie per il successo</em> di Amy Shuen, edito da Tecniche Nuove).<br />
Sopratutto con la <strong>pubblicità pay-per-click</strong>, comunemente conosciuta come PPC, il Web offre alle aziende uno strumento di marketing e pubblicità efficace, poco costoso, facile da utilizzare e in grado di raggiungere ovunque i potenziali clienti.</p>
<p>Ben presto le aziende hanno capito che la promozione a livello internazionale può portare numerosi vantaggi e hanno iniziato a pianificare campagne pay-per-click in lingua straniera.</p>
<p>La<strong> traduzione del pay-per-click</strong> pone al traduttore alcune interessanti <strong>sfide </strong>sia dal punto di vista strutturale che concettuale. Vediamo insieme di cosa si tratta prendendo in esame la traduzione inglese&gt;italiano di una campagna pay-per-click lanciata su AdWords da un&#8217;azienda produttrice di mappamondi.</p>
<h2>Sfida 1: le caratteristiche strutturali del pay-per-click</h2>
<p>Il traduttore si trova fin dalle prime battute a dover affrontare un problema legato ai<strong> limiti</strong> imposti dal sistema per la composizione del messaggio o annuncio. Questo infatti deve essere costituito da un titolo (lungo al massimo 25 caratteri) e da due frasi esplicative (lunghe al massimo 35 caratteri ciascuna).<br />
Prendiamo la versione inglese dell’annuncio:</p>
<blockquote><p>Titolo : Buy Your bar globe<br />
Frase 1: Visit our webstore, find You ideal bar<br />
Frase 2: globe and order directly online.</p></blockquote>
<p>La traduzione in italiano sarebbe:</p>
<blockquote><p>Titolo: Acquistate il Vostro mappamondo bar<br />
Frase 1: Visitate il nostro negozio online, trovate il Vostro mappamondo bar ideale<br />
Frase 2: ed ordinatelo direttamente online.</p></blockquote>
<p>La traduzione italiana supera abbondantemente i limiti imposti da AdWords: occorrerà quindi rivedere la traduzione fino a trovarne una che rientri nei limiti imposti.<br />
Nel caso specifico una soluzione potrebbe essere la seguente:</p>
<blockquote><p>Titolo: Vendita mappamondi bar<br />
Frase 1: Trovate il Vostro mappamondo bar<br />
Frase 2: ed ordinatelo direttamente online.</p></blockquote>
<h2>Sfida 2: la ricerca delle parole chiave per il pay-per-click</h2>
<p>Una volta risolto il problema della struttura dell’annuncio il traduttore si trova di fronte a un’ulteriore sfida che gli pone il pay-per-click, ossia l’adattamento delle <strong>keywords </strong>necessarie al sistema per posizionare l’annuncio in base alla ricerca dell’utente.<br />
Nel pay-per-click le <strong>parole chiave</strong> sono presenti non solo nel testo dell’annuncio, ma anche e soprattutto nelle impostazioni interne dell’annuncio, cioè quei parametri su cui si baserà Google per determinare se e quando mostrare l’annuncio.</p>
<p>Le parole chiave vanno quindi scelte attentamente, adattandole alla cultura e soprattutto allo stile di ricerca dell’utente. Gli utenti di nazionalità e lingue diverse spesso non utilizzano le stesse parole chiave per la ricerca dello stesso oggetto.</p>
<p>Nella traduzione delle keywords occorrerà quindi trovare non solo la corrispondenza linguistica, ma sopratutto la <strong>corrispondenza di uso</strong> nella ricerca su Internet. Spesso il traduttore dovrà letteralmente immedesimarsi nell’utente Internet, cercando le parole chiave più utilizzate nelle ricerche.</p>
<h2>Un lavoro lungo e “creativo”</h2>
<p>La traduzione di una campagna pay-per-click si trasforma spesso in un lavoro lungo e laborioso, fatto di modifiche, aggiustamenti e anche di “<strong>creatività</strong>”, per arrivare a quel giusto mix sia da un punto di vista strutturale che culturale. A volte serve anche una buona dose di fantasia per trovare soluzioni a volte poco convenzionali, ma capaci di<strong> destare la curiosità </strong>dell’utente ed indurlo a cliccare sul link dell’annuncio.</p>
<p>Si tratta spesso di un lavoro per molti versi simile a quello del <strong>pubblicitario </strong>e il compito principale non è tanto trovare l’esatta traduzione linguistica, ma il giusto compromesso che, rispettando le caratteristiche intrinseche del pay-per-click, conduca l’utente italiano verso la pagina dell’azienda.</p>
<p lang="it-IT">
]]></content:encoded>
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		<title>Cinema? Sì, grazie, ma in catalano</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2010/02/cinema-si-grazie-ma-in-catalano/</link>
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		<pubDate>Fri, 05 Feb 2010 15:11:18 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Giulia Bancheri</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[castigliano]]></category>
		<category><![CDATA[catalano]]></category>
		<category><![CDATA[catalogna]]></category>
		<category><![CDATA[cinema]]></category>
		<category><![CDATA[doppiaggio]]></category>
		<category><![CDATA[minoranze linguistiche]]></category>
		<category><![CDATA[sottotitolaggio]]></category>
		<category><![CDATA[sottotitoli]]></category>
		<category><![CDATA[spagna]]></category>

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		<description><![CDATA[L’ultima proposta del Governo autonomo di Catalogna ha messo sul piede di guerra i distributori cinematografici operanti in Spagna e all’estero]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/pellicola.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-2404" style="margin: 10px;" title="pellicola" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/pellicola-300x217.jpg" alt="" width="300" height="217" /></a>È noto che i catalani sono particolarmente gelosi e orgogliosi della propria lingua e della propria cultura, però l’ultima <strong>proposta del Governo autonomo </strong>ha messo sul piede di guerra i distributori cinematografici operanti in Spagna e all’estero. Tutto è nato dal fatto che la programmazione delle sale non prevede, salvo casi sporadici, <strong>film tradotti in catalano</strong>, quindi gli spettatori devono rassegnarsi alle pellicole doppiate in castigliano oppure in lingua originale con sottotitoli sempre in castigliano. Tuttavia nel 2011 le cose potrebbero cambiare, se verrà approvata la controversa <strong>legge sul cinema catalano</strong> attualmente allo studio.</p>
<h2>La proposta di legge</h2>
<p>In base alla proposta formulata, i distributori saranno obbligati a doppiare in catalano almeno la metà delle copie di ogni film in lingua straniera, pena sanzioni che andranno da 4.000 a 75.000 euro. Quanto alla versione originale sottotitolata in catalano, sarà incentivata grazie a una <strong>tassa </strong>che penalizzerà l’opzione del <strong>doppiaggio </strong>rispetto a quella del sottotitolaggio, anche nell’intento di avvicinare il pubblico alle lingue straniere.</p>
<h2>Le reazioni</h2>
<p>La voce contraria dei distributori non si è fatta attendere. L’estate scorsa il ministero della Cultura è tornato all’attacco, cercando di rabbonire le major che distribuiranno pellicole in catalano con la promessa di accollarsi le relative spese e di sostenere l’industria con gli aiuti necessari. La risposta è stata picche.</p>
<p>L’equilibrio linguistico tra catalano e castigliano si è ormai raggiunto in tutti gli ambiti culturali – teatro, letteratura, televisione e stampa – per converso al cinema la sproporzione balza agli occhi: 96,5 % di film in castigliano contro un misero 3,5% in catalano. Stando all’assessore alla Cultura, sarebbe auspicabile che l’offerta di pellicole in catalano arrivasse almeno a un 30%, rispettando così la libertà di scelta del consumatore.</p>
<p>La battaglia sarà molto dura: da un lato le major potrebbero decidere di escludere dai loro circuiti le sale catalane, dall’altro anche i distributori indipendenti verrebbero scoraggiati a causa dei <strong>costi di traduzione e di doppiaggio</strong> troppo elevati. Neanche gli esercenti delle sale sono d’accordo, benché la legge non preveda per loro l’obbligo di versare alcuna quota e anzi li sostenga qualora decidessero di utilizzare le copie doppiate o sottotitolate in catalano.</p>
<h2>Un potenziale precedente?</h2>
<p>A prescindere dalle opinioni sulla misura adottata, emerge chiaramente come ormai la <strong>traduzione </strong>non sia un mero veicolo e tramite culturale, bensì anche uno<strong> strumento socio-politico ed economico. </strong>Quello che più si teme è che la legge possa creare un precedente a livello nazionale ed europeo. Tutte le Autonomie con lingua propria, come la Galizia, la Comunità valenciana o i Paesi Baschi, in futuro potrebbero ventilare la stessa proposta, generando quello che per taluni è uno sconquasso inutile e niente affatto redditizio.</p>
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		<title>Bologna Children&#8217;s Book Fair</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2010/01/bologna-childrens-book-fair/</link>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:17:16 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[fiera editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[letteratura per l'infanzia]]></category>
		<category><![CDATA[libri per bambini]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione letteraria]]></category>

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		<description><![CDATA[Dal 23 al 26 marzo 2010 tornerà l'appuntamento con la fiera dell'editoria per ragazzi Bologna Children's Book Fair presso le Fiere di Bologna.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/home"><img class="alignleft size-full wp-image-2362" style="margin: 10px;" title="Bologna Children's Book Fair" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/logo.gif" alt="" width="193" height="99" /></a>Dal 23 al 26 marzo 2010 tornerà l&#8217;appuntamento con l&#8217;<strong>editoria per ragazzi</strong> presso le Fiere di Bologna.</p>
<p>Tanti appuntamenti previsti tra cui: una serie di incontri che affrontano le problematiche legate alla traduzione di libri per bambini e per ragazzi; workshop di traduzione dall&#8217;inglese e dal francese; incontri sugli aspetti contrattuali e fiscali legati alla traduzione e tanto altro ancora&#8230;</p>
<p>Tutto questo presso il <strong>Centro Traduttori</strong>, gestito dall’Associazione Biblit, che quest&#8217;anno si troverà presso il padiglione 25 stand B/93 e che anche quest&#8217;anno metterà a disposizione il <strong>World Directory of Children’s Book Translators</strong>, il repertorio di traduttori professionali specializzati nella letteratura per ragazzi che si propone come punto d’incontro tra la domanda e l’offerta di servizi di traduzione editoriale a cui i traduttori possono registrarsi anche in fiera.</p>
<h2>Il concorso &#8220;In altre parole&#8221;</h2>
<p><a href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/centro_traduttori/"><img class="alignright size-full wp-image-2365" title="Centro Traduttori" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/01/centro_traduttori_logo.gif" alt="" width="123" height="186" /></a>Inoltre, il <a title="Centro Traduttori" href="http://www.bookfair.bolognafiere.it/centro_traduttori/" target="_blank">Centro Traduttori</a>, in collaborazione con Biblit, bandisce quest&#8217;anno, in occasione della fiera, il <strong>concorso In Altre Parole </strong>rivolto ad aspiranti traduttori e a <strong>traduttori esordienti di libri per ragazzi</strong> dalle lingue inglese, tedesco e spagnolo all’italiano.</p>
<p>L’iniziativa si propone di dare ai giovani traduttori l’opportunità di cimentarsi in una <strong>prova di traduzione </strong>che sarà valutata da una giuria composta da traduttori professionisti allo scopo di selezionare i traduttori più promettenti e fornire loro l’occasione di prendere i primi contatti con il mondo dell’editoria per ragazzi.</p>
<p>Le traduzioni dovranno pervenire &#8211; in formato pdf &#8211; entro il 27 gennaio 2010, assieme al modulo di partecipazione debitamente compilato, agli indirizzi e-mail indicati nel regolamento a seconda delle lingue.</p>
<p>Infine, entro il 5 marzo, i traduttori potranno usufruire di un coupon per l’acquisto del biglietto d&#8217;ingresso alla fiera a prezzo ridotto (12 Euro) scrivendo a translator@bolognafiere.it.</p>
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<p class="MsoNormal">Infine, entro il 5 marzo, i traduttori potranno usufruire di un coupon per l’acquisto del <strong><span style="font-weight: normal;">biglietto d&#8217;ingresso alla fiera a</span> prezzo ridotto</strong> (12 Euro) scrivendo a <a href="mailto:translator@bolognafiere.it">translator@bolognafiere.it</a>.<br />
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		<title>EST sbarca su Twitter</title>
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		<pubDate>Fri, 22 Jan 2010 16:16:58 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Raffaella Moretti</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[social network]]></category>
		<category><![CDATA[twitter]]></category>

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