Provate a fare un giro. In qualsiasi forum, comunità o altro luogo di incontro di traduttori le tariffe sono sempre l’argomento più discusso e controverso.
Si scatenano battaglie e veri e propri linciaggi (virtuali) di chi ha accettato tariffe considerate troppo basse.
Abbiamo provato a lanciare un sondaggio su Facebook tra gli amici della European School of Translation e le risposte che abbiamo ottenuto evidenziano una realtà di cui eravamo già consapevoli: le tariffe più basse si attestano sui 3 centesimi a parola di testo sorgente per le traduzioni tecniche e commerciali (meno di 7 euro a cartella standard da 1500 battute) e i prezzi medi per le traduzioni editoriali sono tra i 10 e i 12 euro a cartella (ma in questo caso da 2000 battute).
I traduttori lavorano sempre di più a prezzi inferiori ai 10 euro a cartella standard, ossia meno della metà di quel prezzo di riferimento (a sua volta basato sulle tariffe AITI) che Simon Turner propone nel suo ottimo Come stabilire la propria tariffa, un testo che ogni collega dovrebbe leggere per iniziare a orientarsi nel labirinto delle tariffe.
Quali sono le possibili soluzioni?
C’è chi sostiene che l’unico modo per imporre un tariffario minimo sia l’istituzione dell’albo mentre altri preferiscono che sia il libero mercato a selezionare la qualità e il prezzo giusti.
Noi della European School of Translation non abbiamo una risposta pronta e così, come sempre, la cercheremo con voi a giugno, un mese caldo in cui parleremo di marketing dei servizi di traduzione, di tecniche di definizione dei costi e di tariffe.
Come sempre aspettiamo le vostre storie e le vostre proposte.
Buona lettura, buon ascolto e buona visione dalla European School of Translation!
La redazione di EST
Foto: Typists su Flickr (George Eastman House Collection)







