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	<title>European School of Translation&#187; Editoriale</title>
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	<description>Formazione online per traduttori europei</description>
	<lastBuildDate>Fri, 18 Jun 2010 15:20:09 +0000</lastBuildDate>
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		<title>EST: un anno dopo, la formazione continua</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2010/02/est-un-anno-dopo-la-formazione-continua/</link>
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		<pubDate>Fri, 19 Feb 2010 16:46:02 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>

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		<description><![CDATA[Il primo compleanno di EST, bilanci e previsioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cake.jpg"><img class="size-medium wp-image-2554 alignright" style="margin: 10px 30px;" title="cake" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2010/02/cake-199x300.jpg" alt="" width="199" height="300" /></a>Il 20 febbraio 2009 la European School of Translation ha iniziato la propria attività di pubblicazione sul sito della Scuola, un giorno dopo l’ormai mitica <a href="http://www.e-schooloftranslation.org/registrazioni/2009-02-19_Tradurre_speciale_Kafka.wmv">puntata numero zero di Tradurre</a> (la puntata speciale kafkiana con la partecipazione di Laura Bocci).</p>
<p>Un anno dopo la Scuola è felice di poter festeggiare insieme ai suoi docenti, agli allievi e a tutti i colleghi il suo<strong> primo compleanno</strong>. È stato un anno ricco di <strong>novità </strong>e di <strong>sperimentazioni</strong>:</p>
<ul>
<li><strong>Tradurre</strong>,<strong> il webcas</strong>t sul mondo dei traduttori, è stato apprezzato da decine di ascoltatori e ha registrato punte di ascolto sempre più elevate</li>
<li>La <strong>Online Summer School</strong> di settembre 2009, dedicata a chi muove i primi passi nella professione, è stata la nostra prima esperienza di scuola online: tre settimane di webinar molto apprezzati dai partecipanti che si sono iscritti da ogni parte d’Europa</li>
<li>La <strong>Online Winter School in Traduzione Editoriale</strong>, tuttora in corso, si sta rivelando un’eccellente modalità di aggiornamento per tutti i colleghi interessati ad ampliare le proprie competenze nel campo della traduzione letteraria.</li>
</ul>
<p>E il prossimo anno che cosa ci riserva? Stiamo già progettando la prossima<strong> Online Summer School</strong>, con nuovi <strong>corsi di aggiornamento</strong> e specializzazione e laboratori di traduzione, che quest’anno si terrà tra giugno e luglio. Nel frattempo, nelle prossime settimane, contiamo di avviare alcuni<strong> laboratori di traduzione specialistica </strong>per piccoli gruppi, vere e proprie botteghe rinascimentali (come li ha definiti una nostra allieva) in cui poter affrontare il processo traduttivo in compagnia di altri colleghi.</p>
<p>E poi la nostra creatura più ambiziosa, il <strong>Master in traduzione specialistica per l’energia e l’ambiente</strong>, una scuola di alta specializzazione patrocinata dall’<a href="http://www.enea.it/" target="_blank">ENEA </a>e da altre organizzazioni attive nel settore ambientale. Ve ne parleremo presto.</p>
<p>Tutti questi progetti continueranno a essere proposti nello spirito che fin dall’inizio abbiamo voluto dare alla Scuola: <strong>crescere </strong>con il contributo di tutti, con <strong>passione </strong>e <strong>mutuo sostegno</strong>, per contribuire collettivamente alla crescita e alla visibilità della nostra professione.</p>
<p>Auguriamo alla European School of Translation e alla sua comunità di traduttori, docenti e allievi un nuovo anno di esperienze formative ricche, utili e coinvolgenti.</p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tradurre poesia</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2009/07/tradurre-poesia/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Jul 2009 21:16:09 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Fiamma Lolli</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[poesia]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione]]></category>

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		<description><![CDATA[La poesia è ricerca, tradurre è ricerca, scrivere, capire, leggere!, comunicare è ricerca: di ponti, di un gesto che avvicini, di cittadinanza - a chi e a che cosa serve?]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1491" style="margin: 10px;" title="A lake, a lane, a line, a lone" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/07/new_a-lake-300x217.jpg" alt="A lake, a lane, a line, a lone" width="240" height="174" />Da dove cominciare?</p>
<p>Dal fatto che di quella che ho tradotto*, per una ragione o per l&#8217;altra ben poca è edita?</p>
<p>O dal fatto che la parola tradurre rima con sedurre e dedurre e produrre e ricondurre?</p>
<p>Ma (chi obietti che non si comincia una frase con &#8221;ma&#8221; può rileggersi <em>L&#8217;infinito</em>) è poi tanto importante la rima, tanto più che non sempre è possibile mantenerla e certo è ancor più raro farlo senza perdere di vista in parte, o del tutto, il significato e il senso?</p>
<p>È forse meglio concentrarsi sul rimando interno, sull&#8217;assonanza, sull&#8217;omofonia, sulla danza delle sillabe?</p>
<p>La metrica, già, dove la mettiamo? Renderla da qualsiasi lingua a qualsiasi altra lingua è possibile? I versi sciolti sono dunque più facili?</p>
<p>&#8221;La poesia andrebbe letta in originale&#8221;, mi sento dire spesso. Alzi la mano chi è in grado di goderne in più di quattro lingue (beato) e ci dica: e per tutte le altre?</p>
<p>E ancora, che tariffa applicare? <em>M&#8217;illumino d&#8217;immenso</em> sono venti caratteri giusti giusti, a 20 euro a cartella da 2000 fa 0,20 euro. Lordi. Che affare, vero?</p>
<p>Quante domande! Ma che cos&#8217;altro è la poesia se non una domanda, che cos&#8217;altro cercarvi se non domande, che cos&#8217;altro è veramente importante se non chiedere, chiedersi, interrogare? E una domanda che non ne porti altre &#8211; perché la poesia è ricerca, tradurre è ricerca, scrivere, capire, leggere!, comunicare è ricerca: di ponti, di un gesto che avvicini, di cittadinanza &#8211; a chi e a che cosa serve? Sette mesi fa, su facebook, ho iniziato a inserire <em>una poesia al giorno</em> (<a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=30664122271">http://www.facebook.com/group.php?gid=30664122271</a>): oggi siamo quasi mille persone che ogni giorno leggono e si pongono domande (su testi, traduzioni, autorialità primaria e secondaria, lingua, senso e significato): che cosa richiediamo alla poesia? Che cosa pensiamo ci richieda?</p>
<p>Che cosa chiediamo noi umani gli uni agli altri? La domanda resta aperta.</p>
<p>La redazione di EST ringrazia <strong>Fiamma Lolli</strong> per l&#8217;editoriale del mese di luglio 2009.</p>
<p>Per saperne di più su Fiamma Lolli andate in<br />
<a href="http://quantestorie.noblogs.org/post/2008/05/23/note-biografiche-pi-o-meno" target="_blank">http://quantestorie.noblogs.org/post/2008/05/23/note-biografiche-pi-o-meno</a>;<br />
per saperne di più sulle sue traduzioni, in<br />
<a href="http://www.proz.com/profile/595920" target="_blank">http://www.proz.com/profile/595920</a></p>
<p><em>* Dall&#8217;inglese Karl L. Guillen, Jim Koller, Jesse Marsh, Robin Morgan, Thich Nhat Hanh; dallo spagnolo Gioconda Belli, Mario Benedetti ed Ernesto Cardenal, più un altro autore che ancora per qualche mese rimarrà misterioso&#8230; ma poi si saprà, oh se si saprà!</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Tariffa libera?</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2009/06/tariffa-libera/</link>
		<comments>http://www.e-schooloftranslation.org/2009/06/tariffa-libera/#comments</comments>
		<pubDate>Sun, 14 Jun 2009 20:53:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Spila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[albo]]></category>
		<category><![CDATA[tariffe]]></category>

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		<description><![CDATA[In qualsiasi forum, comunità o altro luogo di incontro di traduttori le tariffe sono sempre l'argomento più discusso e controverso.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1400" style="margin: 10px;" title="typists" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/06/typists-300x217.jpg" alt="typists" width="240" height="174" />Provate a fare un giro. In qualsiasi forum, comunità o altro luogo di incontro di traduttori le <strong>tariffe </strong>sono sempre l&#8217;argomento più discusso e controverso.<br />
Si scatenano battaglie e veri e propri linciaggi (virtuali) di chi ha accettato tariffe considerate troppo basse.</p>
<p>Abbiamo provato a lanciare un <strong>sondaggio su Facebook</strong> tra gli amici della European School of Translation e le risposte che abbiamo ottenuto evidenziano una realtà di cui eravamo già consapevoli: le tariffe più basse si attestano sui <strong>3 centesimi a parola</strong> di testo sorgente per le traduzioni tecniche e commerciali (meno di 7 euro a cartella standard da 1500 battute) e i prezzi medi per le traduzioni editoriali sono <strong>tra i 10 e i 12 euro</strong> a cartella (ma in questo caso da 2000 battute).</p>
<p>I traduttori lavorano sempre di più a prezzi inferiori ai 10 euro a cartella standard, ossia meno della metà di quel <strong>prezzo di riferimento</strong> (a sua volta basato sulle tariffe AITI) che <strong>Simon Turner</strong> propone nel suo ottimo <a title="Come stabilire la propria tariffa di Simon Turner" href="http://www.turner.it/Tariffometro-Politica%20prezzi.htm#ComeStabilire" target="_blank">Come stabilire la propria tariffa</a>, un testo che ogni collega dovrebbe leggere per iniziare a orientarsi nel labirinto delle tariffe.</p>
<p>Quali sono le possibili soluzioni?<br />
C&#8217;è chi sostiene che l&#8217;unico modo per imporre un tariffario minimo sia l&#8217;istituzione dell&#8217;albo mentre altri preferiscono che sia il libero mercato a selezionare la qualità e il prezzo giusti.</p>
<p>Noi della <strong>European School of Translation</strong> non abbiamo una risposta pronta e così, come sempre, la cercheremo con voi a giugno, un mese caldo in cui parleremo di marketing dei servizi di traduzione, di tecniche di definizione dei costi e di tariffe.</p>
<p>Come sempre aspettiamo le vostre storie e le vostre proposte.</p>
<p>Buona lettura, buon ascolto e buona visione dalla European School of Translation!</p>
<p>La redazione di EST</p>
<p><em>Foto: <a title="Typists" href="http://www.flickr.com/photos/george_eastman_house/3334094680/" target="_blank">Typists </a>su Flickr (George Eastman House Collection)</em></p>
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		</item>
		<item>
		<title>Lavorare meglio, lavorare tutti</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2009/05/lavorare-meglio-lavorare-tutti/</link>
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		<pubDate>Fri, 08 May 2009 14:20:28 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Spila</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[lavoro]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>

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		<description><![CDATA[Parafrasando lo slogan solidale dello scorso secolo, noi traduttori potremmo quantomeno puntare a "lavorare meglio", per garantire a tutti coloro che hanno scelto questa professione di vivere in modo dignitoso, uscendo così dall'attuale situazione di precariato che non prevede tutele e reti di protezione sociale.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-1152" style="margin: 10px;" title="coal strike" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/05/coal_strike-300x219.jpg" alt="coal strike" width="240" height="175" /><br />
&#8220;Lavorare meno, lavorare tutti&#8221;. Così recitava uno slogan sindacale degli anni Sessanta e Settanta, che molte aziende hanno recentemente ripreso nella forma dei cosiddetti &#8220;contratti di solidarietà&#8221; per affrontare l&#8217;emergenza occupazionale in questo periodo di crisi.</p>
<p>Forse, parafrasando lo slogan solidale dello scorso secolo, noi traduttori potremmo quantomeno puntare a &#8220;lavorare meglio&#8221;, per garantire a tutti coloro che hanno scelto questa professione di vivere in modo dignitoso, uscendo così dall&#8217;attuale situazione di precariato che non prevede <strong>tutele e reti di protezione sociale</strong>.</p>
<p>Nella puntata di <strong>Tradurre</strong> del 30 aprile 2009, Sandro Corradini di AITI ci ha illustrato alcuni dati relativi ai <strong>professionisti della traduzione</strong>, ossia tutte quelle entità giuridiche che dichiarano, tramite gli studi di settore, di svolgere principalmente attività di traduzione e/o interpretariato. Abbiamo così scoperto quante sono le partite IVA di traduttori e interpreti:</p>
<ul class="unIndentedList">
<li> 3.833 persone fisiche</li>
<li> 524 società di persone</li>
<li> 816 società di capitali, enti commerciali e non</li>
<li> più altre 813 posizioni non inquadrabili.</li>
</ul>
<p>per un totale di 5.986 posizioni registrate dall&#8217;Agenzia delle Entrate per l&#8217;anno fiscale 2004, un dato non dissimile da quello di 6.100 unità indicato dall&#8217;ISTAT (2006).</p>
<p>Bisogna tuttavia notare che &#8211; in base ai dati dell&#8217;<strong>AITI-Quest</strong> del 2008 &#8211; solo il 71% dei traduttori/interpreti ha la partita IVA. I dati dell&#8217;Agenzia delle Entrate non tengono così conto di altre tipologie di lavoro atipico (ricordiamo tra queste: lavoratori a progetto, coordinati e continuativi, mini Co.Co.Co., occasionali, associati in partecipazione).</p>
<p>Questa situazione così frammentata del mercato del lavoro spiega in parte sia le scarse tutele previdenziali sia il basso livello retributivo dei professionisti della traduzione (sempre secondo i dati dell&#8217;AITI-Quest, nonostante l&#8217;elevato numero di ore lavorate, oltre il 60% dei professionisti non raggiunge i 30.000 euro l&#8217;anno).</p>
<p>La <strong>European School of Translation</strong> dedica il mese di maggio al lavoro. Dopo esserci occupati della questione della visibilità della nostra professione è arrivata l&#8217;ora di capire quali sono i nostri <strong>diritti di lavoratori</strong> e quali le <strong>possibili tutele</strong>.</p>
<p>Vogliamo partire dalle vostre e dalle nostre esperienze per capire a che punto siamo e quali passi possiamo compiere per migliorare il mercato del lavoro. Per questo vi chiediamo di raccontarci le vostre storie di <strong>lavoratori atipici della traduzione</strong> e cercheremo di affrontare insieme le questioni più urgenti con il contributo di esperti dei problemi previdenziali e fiscali. Augurandoci di poter presto migliorare la qualità del lavoro per tutti e tutte!</p>
<p>Buon mese dalla redazione di EST!</p>
<p><strong>Riferimenti</strong></p>
<p><a title="Lavorare meno, lavorare tutti" href="http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/28/Lavorare_meno_Per_tenersi_posto_co_9_090328006.shtml" target="_blank">http://archiviostorico.corriere.it/2009/marzo/28/Lavorare_meno_Per_tenersi_posto_co_9_090328006.shtml</a></p>
<p><a title="NIDIL, sindacato dei lavoratori atipici" href="http://www.nidil.cgil.it/" target="_blank">http://www.nidil.cgil.it/</a></p>
<p><a title="AITI-Quest" href="http://www.aiti.org/ricerche_mercato.html" target="_blank">http://www.aiti.org/ricerche_mercato.html</a></p>
<p>Foto: &#8220;<a title="British Coal Strike" href="http://www.flickr.com/photos/library_of_congress/2163886730/" target="_blank">Colliery Lasses, British Coal Strike</a>&#8220;, Library of Congress</p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Facciamoci vedere insieme</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2009/04/facciamoci-vedere-insieme/</link>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 16:18:01 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[Add new tag]]></category>
		<category><![CDATA[diventare traduttori]]></category>
		<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[Tradurre]]></category>
		<category><![CDATA[traduttore tecnico]]></category>
		<category><![CDATA[traduzione editoriale]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.e-schooloftranslation.org/?p=957</guid>
		<description><![CDATA[Aprile è il mese della visibilità del traduttore alla European School of Translation. Per migliorare la visibilità della professione dobbiamo muoverci tutti insieme, trovando un linguaggio comune e idee condivise per farci vedere.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-959" style="margin: 10px;" title="Facciamoci vedere" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/04/mycoolglasses-300x199.jpg" alt="Facciamoci vedere" width="210" height="139" /></p>
<p>Aprile è il mese della visibilità qui a EST e abbiamo deciso di fare un piccolo esperimento, per capire qual è l&#8217;immagine che i &#8220;non addetti ai lavori&#8221; hanno della nostra professione.</p>
<p>Abbiamo chiesto a venti persone di rispondere a un miniquestionario, quattro domande sul lavoro del traduttore. I risultati non hanno ovviamente alcun valore statistico, ma forse possono aiutarci a gettare luce sul modo in cui viene considerato il nostro mestiere.</p>
<p>Alla prima domanda (<em>Che cosa è e che cosa fa un traduttore?</em>) quasi la metà degli intervistati ha risposto facendo riferimento all&#8217;<strong>interprete</strong> (&#8220;una persona che traduce tra persone di lingue diverse&#8221;, &#8220;il traduttore è uno che traduce all&#8217;istante, che può interpretare e riformulare il pensiero di chi parla&#8221;, &#8220;quello che traduce in televisione&#8221;). La figura del <strong>traduttore letterario o editoriale</strong> è risultata la più citata mentre solo un decimo dei rispondenti ha citato il <strong>traduttore tecnico</strong>.</p>
<p>Quando abbiamo chiesto quali sono le <strong>competenze o abilità</strong> che deve possedere un traduttore, la maggior parte delle persone ha fatto riferimento alla conoscenza della <strong>lingua straniera</strong> e solo un terzo alla capacità di comunicare in modo adeguato nella propria lingua materna.</p>
<p>Pochissime le risposte in cui venivano citate le <strong>competenze tecniche</strong> o relative ai linguaggi specialistici. Solo il 10% ha poi fatto esplicitamente riferimento alle <strong>competenze informatiche</strong>.</p>
<p>Altri hanno parlato di &#8220;arte oratoria&#8221;, conoscenze culturali, formazione umanistica e sensibilità personale.</p>
<p>Quando abbiamo chiesto se il traduttore può essere considerato un <strong>libero professionista</strong>, alla stregua di avvocati o architetti, una minoranza (25%) ha risposto positivamente.</p>
<p>La domanda finale, volta a conoscere i <strong>committenti e datori di lavoro</strong>, ha confermato i risultati precedenti: i traduttori vengono spesso considerati dipendenti (soprattutto di case editrici, agenzie letterarie o di traduzione, ministeri) e i freelance sarebbero richiesti soprattutto da giornali e media in genere e dall&#8217;editoria. Una percentuale minima di rispondenti indica le aziende (ad es. import/export) tra i potenziali clienti dei servizi di traduzione.</p>
<p>Il nostro minisondaggio presenta una situazione che forse in parte già immaginavamo: gli interpreti sono i professionisti della lingua più visibili (e rubano così la scena &#8211; oltre al nome &#8211; ai colleghi che lavorano con la lingua scritta). Pochi danno attenzione alle <strong>competenze di scrittura in L1</strong> e quasi nessuno dà importanza alle abilità (o agli strumenti) di carattere informatico o tecnologico.</p>
<p>Tra i traduttori, già poco visibili e poco conosciuti dal punto di vista professionale, la figura più invisibile è senz&#8217;altro quella del <strong>traduttore tecnico</strong> o tecnico-scientifico.</p>
<p><strong>Noi di EST</strong> pensiamo che se la nostra professione è poco conosciuta e quasi invisibile dipende anche da noi. Per alcuni il problema è rappresentato dalla mancanza di un albo professionale. Per altri dalla mancanza di un&#8217;adeguata tutela contrattuale e sindacale. E poi c&#8217;è il problema delle tariffe, dei rapporti tra traduttori e agenzie di traduzione, dell&#8217;educazione del cliente, della formazione e della crescita professionale.</p>
<p><strong>Noi di EST </strong>crediamo che per migliorare la visibilità della professione dobbiamo <strong>muoverci tutti insieme</strong>, trovando un linguaggio comune e idee condivise per farci vedere. Qualche idea ce l&#8217;abbiamo e ne parleremo con voi durante il mese. Non perdetevi le nostre nuove puntate di <strong>Tradurre </strong>e i primi due webinar di presentazione dei corsi dedicati alla <strong>Terminologia </strong>e a <strong>Wordfast</strong>. E soprattutto comunicateci le vostre idee e le vostre proposte scrivendo un commento qui sotto!</p>
<p>Buona lettura, buon ascolto e buona visione su e-schooloftranslation.org!</p>
<p><strong>La Redazione</strong></p>
<p><em>Foto <a title="My Cool Glasses di Kalandrakas" href="http://www.flickr.com/photos/eelssej_/470690620/" target="_blank">&#8220;My cool glasses&#8221;</a> su Flickr</em><strong><br />
</strong></p>
]]></content:encoded>
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		</item>
		<item>
		<title>Battere la crisi con la qualità</title>
		<link>http://www.e-schooloftranslation.org/2009/02/battere-la-crisi-con-la-qualita/</link>
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		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 10:34:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Redazione</dc:creator>
				<category><![CDATA[Editoriale]]></category>
		<category><![CDATA[crisi globale]]></category>
		<category><![CDATA[EST]]></category>
		<category><![CDATA[Formazione]]></category>

		<guid isPermaLink="false">http://www.e-schooloftranslation.org/?p=323</guid>
		<description><![CDATA[La crisi è arrivata. E per i traduttori come sarà?
Abbiamo davanti a noi una mail e un articolo che sono arrivati in ufficio pochi giorni prima della fine del 2008. Lanciano due messaggi apparentemente in conflitto tra loro.
La mail ci è stata spedita da un cliente inglese, una tra le più importanti società di traduzione [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-328" style="border: 1px solid black; margin: 10px;" title="Sixty Cents a Day: raccoglitori di cotone a 60 cents al giorno nel 1935" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/02/sixtycentsaday-150x150.jpg" alt="Sixty Cents a Day: raccoglitori di cotone a 60 cents al giorno nel 1935" width="150" height="150" />La crisi è arrivata. E per i traduttori come sarà?</p>
<p style="text-align: justify;">Abbiamo davanti a noi una mail e un articolo che sono arrivati in ufficio pochi giorni prima della fine del 2008. Lanciano due messaggi apparentemente in conflitto tra loro.</p>
<p style="text-align: justify;">La <strong>mail </strong>ci è stata spedita da un cliente inglese, una tra le più importanti società di traduzione del mondo. &#8220;Il &#8216;clima attuale&#8217; è difficile e rappresenta una sfida per molti settori economici &#8211; scrive l&#8217;amministrazione della società inglese &#8211; e per questo vi scriviamo per comunicarvi un necessario cambiamento delle condizioni di pagamento: <strong>-6% </strong>sulla tariffa standard e riduzione della tariffa minima. In compenso manterremo invariati i tempi di pagamento (fine mese successivo a quello di fatturazione)&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;<strong>articolo</strong> invece è stato pubblicato nel <a title="tcworld, numero 6/2008" href="http://www.tekom.de/upload/alg/tcworld_608.pdf" target="_blank">numero di novembre/dicembre 2008 di tcworld</a>, rivista internazionale di <strong>tekom</strong>, la principale associazione europea per la comunicazione tecnica. L&#8217;articolo, intitolato &#8220;Overcoming the global downturn&#8221;, riferisce che nel settore dei servizi e delle tecnologie linguistiche stiamo assistendo a un aumento del volume di lavoro e dell&#8217;occupazione, una situazione in controtendenza rispetto ad altri settori. Tra i motivi ci sarebbe anche il fatto che le aziende sono più consapevoli &#8211; soprattutto in un periodo di crisi globale &#8211; della necessità di comunicare in modo efficace nella lingua nativa dei propri clienti.</p>
<p style="text-align: justify;">A chi credere? Dovremo ridurre le tariffe per sopravvivere o saremo sommersi dal lavoro?</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Noi di EST</strong> crediamo che la risposta migliore che possiamo dare alla crisi sia quella di migliorare la qualità dei nostri servizi, sviluppando competenze, creando reti, condividendo informazioni e conoscenze. <strong>EST</strong>, la <strong>European School of Translation</strong>, nasce anche per questo, per rispondere alla sfida della recessione con un progetto di crescita formativa e umana.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Formazione e informazione in formato multimediale</strong> sono i contenuti che EST metterà a disposizione della sua community. A voi chiediamo di riempire questi spazi virtuali con le vostre idee, la vostra curiosità e la vostra professionalità. Nel sito troverete già molti materiali e proposte e a marzo daremo il via alle nostre iniziative di formazione.</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>Iscrivetevi alla nostra community</strong> per ricevere informazioni e aggiornamenti da EST e <a title="Form di contatto" href="http://www.e-schooloftranslation.org/contatti/" target="_self"><strong>comunicateci idee, commenti e consigli</strong></a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Buona lettura, buon ascolto e buona visione su e-schooloftranslation.org!</p>
<p style="text-align: justify;"><strong>La Redazione</strong></p>
<p style="text-align: justify;"><em>La foto utilizzata rappresenta due raccoglitori di cotone pagati sessanta centesimi al giorno durante la Grande Depressione (fotografo Ben<strong> </strong>Shahn, ottobre 1935, Raccolta: The New York Public Library. Schomburg Center for Research in Black Culture. Photographs and Prints Division). <a title="Foto su Flickr" href="http://flickr.com/photos/nypl/3110588596/" target="_blank">Foto su Flickr Commons</a>.<br />
</em></p>
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