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	<title>European School of Translation &#187; flaviacerrone</title>
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		<title>Traduzione letteraria e traduzione tecnica: due professionalità separate?</title>
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		<pubDate>Fri, 03 Apr 2009 16:52:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flaviacerrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Professione]]></category>
		<category><![CDATA[terminologia]]></category>
		<category><![CDATA[traduttore tecnico]]></category>
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		<description><![CDATA[I due settori della traduzione letteraria e della traduzione tecnica vengono considerati spesso come nettamente distinti tra loro, ma ci sono molte ragioni che dovrebbero spingere un traduttore professionista a operare in entrambi i settori con vantaggi per tutte e due le specializzazioni.]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-medium wp-image-963" style="margin: 10px;" title="catdog" src="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/04/catdog-300x200.jpg" alt="catdog" width="227" height="151" />I due settori della traduzione letteraria e della traduzione tecnica vengono considerati spesso come <strong>nettamente distinti</strong> tra loro. A mio avviso ci sono molte ragioni che dovrebbero spingere un traduttore professionista a operare in entrambi i settori con vantaggi per tutte e due le specializzazioni.</p>
<h2>Saper affrontare la terminologia in letteratura</h2>
<p>Tempo fa lessi la traduzione italiana di un romanzo di un noto scrittore americano che narrava la storia di un lungo viaggio in acque interne a bordo di una barca. La parte più letteraria del racconto era stata tradotta molto bene, ma non appena i protagonisti  salivano a bordo dell’imbarcazione o discutevano di aspetti tecnici legati alla navigazione, iniziavano grandi <strong>problemi terminologici</strong>, di comprensione e resa in italiano degli aspetti tecnici/nautici del testo originale.</p>
<p>Già questa mi sembra un’ottima ragione per non perdere di vista l’importanza, anche per coloro che scelgono la traduzione editoriale/letteraria, di imparare a <strong>documentarsi a fondo</strong> su <strong>argomenti tecnici </strong>specifici e di saperli tradurre.  Le case editrici, altrimenti,  dovranno sempre ricorrere a revisori esperti di determinate materie, benché l’ideale per loro sarebbe vedere le due figure riunite in una sola.</p>
<h2>L&#8217;importanza dello stile nella traduzione tecnica</h2>
<p>Al tempo stesso, però, ci sono  valide ragioni per le quali anche un traduttore tecnico dovrebbe svolgere, quando  possibile, il ruolo di traduttore letterario. Questo per non perdere di vista  l’importanza dell’<strong>eleganza nella scrittura</strong>, la capacità di alleggerire i periodi  più pesanti, di ribaltare certe costruzioni riportandole nell’ordine più  naturale per la sua madrelingua e di “riscrivere” nella propria lingua il testo  laddove necessario.<br />
In questo modo, il traduttore renderà più leggibili anche le traduzioni tecniche, spesso  pesanti e per questo meno comprensibili.</p>
<p>È inoltre importante alternare manuali e documenti tecnici con la traduzione di testi più stimolanti e meno alienanti, affiancando la traduzione tecnica a quella di un libro interessante, che lasci maggiore spazio alla <strong>creatività </strong>e alla ricerca di<strong> soluzioni nuove</strong> per rendere l’originale nella propria lingua, soluzioni che naturalmente potranno poi andare anche a vantaggio di testi di altra natura.</p>
<h2>Le tariffe: diversità di trattamento</h2>
<p>Rendendo complementari le due attività sarà possibile inoltre innalzare la <strong>tariffa media</strong>, poiché nella traduzione tecnica è possibile ottenere compensi più elevati, mentre nella traduzione letteraria le tariffe sono solitamente più basse. Inoltre, il traduttore potrà bilanciare un lavoro alienante con un lavoro più gratificante dal punto di vista creativo.</p>
<p>Anche il tema delle <strong>retribuzioni, </strong>infatti,<strong> </strong>non può essere ignorato. In Italia, anche se alcuni parlano di punte di 33 euro a cartella, le retribuzioni più diffuse nell’editoria oscillano tra gli 8 e i 15/18 euro a cartella da 1.800 e in alcuni casi da 2.000 battute. D&#8217;altra parte, la traduzione tecnica permette di ottenere compensi decisamente più elevati anche grazie all&#8217;uso di software di traduzione assistita che migliorano la produttività.</p>
<h2>La visibilità</h2>
<p>Altre correlazioni tra queste due attività sono evidenti se pensiamo al tema della <strong>visibilità del traduttore</strong>. Nel campo della traduzione tecnica il più grande riconoscimento che un traduttore possa ricevere è anche il più paradossale. Quando ti dicono che per anni nessuno si è accorto che i testi che hai tradotto erano delle traduzioni, ottieni il massimo riconoscimento proprio per non essere stato riconosciuto; a pensarci bene lo stesso accade per esempio anche ai restauratori, artigiani anch&#8217;essi: il loro lavoro è un successo quanto più il loro intervento risulta <strong>“invisibile”</strong>. A differenza di un architetto, che si offenderebbe se gli dicessero che una sua costruzione non sembra progettata da un architetto, un traduttore tecnico sarà entusiasta della sua invisibilità.</p>
<p>Dall&#8217;altro lato, nel campo della traduzione letteraria, il traduttore si pone l’obiettivo di garantirsi la massima visibilità possibile, ad esempio facendo sì che il proprio nome sia citato in copertina. Tra l’altro la visibilità in quel caso è garanzia di qualità e retribuzioni adeguate, perché aiuta a mettere in evidenza i nomi dei traduttori migliori. Quindi anche qui l’invisibilità del traduttore tecnico risulterebbe bilanciata efficacemente dalla sua visibilità nella sua veste parallela di traduttore letterario.</p>
<p>Aggiungerei anche che, in tempi di <strong>crisi </strong>come questi, il settore della traduzione tecnica possa risultare più sensibile al ciclo economico, mentre quello editoriale lo è in misura minore, quindi il traduttore che opera nei due campi avrebbe anche un vantaggio in termini di <strong>diversificazione</strong>.</p>
<p>Per queste ragioni, per molte altre e per tutti i vantaggi reciproci ottenibili, queste due professionalità possono e forse dovrebbero opportunamente coesistere tra loro.</p>
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		<title>Il mestiere di scrivere di Luisa Carrada: uno scrigno di consigli</title>
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		<comments>http://www.e-schooloftranslation.org/risorse-per-traduttori/mestiere-di-scrivere-luisa-carrada#comments</comments>
		<pubDate>Thu, 19 Feb 2009 12:44:21 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flaviacerrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Risorse]]></category>
		<category><![CDATA[Apogeo]]></category>
		<category><![CDATA[Il mestiere di scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[Luisa Carrada]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura per il web]]></category>
		<category><![CDATA[scrittura professionale]]></category>

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		<description><![CDATA[Per chi si avvicina al mestiere della scrittura il libro di Luisa Carrada è una piccola Bibbia da [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><img class="alignleft" style="margin: 10px;" title="Il mestiere di scrivere, Luisa Carrada" src="http://www.apogeonline.com/2008/libri/9788850326921/8850326921p400.gif" alt="" width="173" height="281" />Per chi si avvicina al mestiere della scrittura il libro di <strong>Luisa Carrada </strong>è una piccola Bibbia da portare sempre con sé.</p>
<p style="text-align: justify;">Il testo, estremamente scorrevole e godibile, rispecchia in pieno uno dei consigli che l&#8217;autrice suggerisce ai suoi lettori: usare uno stile il più possibile vicino alla <strong>lingua parlata</strong>, il che non significa trascrivere il parlato &#8220;ma usarlo come un buon punto di partenza per lavorarci su e magari andare molto più lontano&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Il libro affronta in particolare la tematica della <strong>scrittura per il web</strong>, dispensando comunque consigli validissimi per tutti i tipi di scrittura (professionale e non),  consigliando come usare la sintassi, cosa prediligere e cosa evitare.</p>
<p style="text-align: justify;">Si parte dal rapporto tra scrittura e immagine e dall&#8217;analisi di come un lettore percepisce i testi sul web e di come uno scrittore debba adeguarsi a questo specifico modo di leggere attraverso <strong>accorgimenti stilistici </strong>e grafici, e sempre tenendo a mente i famigerati <strong>motori di ricerca</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Luisa Carrada passa poi in rassegna varie<strong> tipologie di testo</strong> (abstract, executive summary, comunicato stampa, white paper, brochure, case study, annual report, ecc.) identificando gli scopi di ogni tipo di testo e suggerendo i metodi migliori per affrontare la loro composizione.</p>
<p style="text-align: justify;">Infine, una riflessione sui <strong>blog</strong> aziendali e personali come laboratori di scrittura (compreso il <a title="Il mestiere di scrivere - blog" href="http://mestierediscrivere.splinder.com/" target="_blank">blog dell&#8217;autrice</a>) e sulle <strong>e-mail</strong> come biglietti da visita del mittente, da scrivere quindi con estrema cautela.</p>
<p style="text-align: justify;">Il tutto è corredato da numerosi esempi, immagini e moltissimi <strong>spunti bibliografici </strong>e<strong> sitografici</strong> commentati per aiutare il lettore nella scelta dei testi da approfondire.</p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta che apro questo piccolo libro trovo sempre qualche spunto utile e interessante: un aiuto prezioso, preziosissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Luisa Carrada, <em><strong>Il Mestiere di Scrivere</strong></em>, <a href="http://www.apogeonline.com/libri/9788850326921/scheda">Apogeo</a>, 216 pp, €13.00 davvero ben spesi.</p>
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		<title>Come si scrive un curriculum?</title>
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		<pubDate>Thu, 29 Jan 2009 09:20:32 +0000</pubDate>
		<dc:creator>flaviacerrone</dc:creator>
				<category><![CDATA[Primi Passi]]></category>
		<category><![CDATA[autorizzazione dati personali]]></category>
		<category><![CDATA[come si scrive un curriculum]]></category>
		<category><![CDATA[come si scrive un cv]]></category>
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		<category><![CDATA[cv modello europeo]]></category>
		<category><![CDATA[Il mestiere di scrivere]]></category>
		<category><![CDATA[John Lees]]></category>
		<category><![CDATA[scrivere un cv]]></category>

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		<description><![CDATA[Si dice spesso che il curriculum vitae è il nostro biglietto da visita, ed è vero, poiché crea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Si dice spesso che il <strong>curriculum vitae</strong> è il nostro biglietto da visita, ed è vero, poiché crea nella testa di chi lo legge l’immagine di chi siamo. Per questo dobbiamo scriverlo mettendoci nei panni di un potenziale datore di lavoro, un ipotetico Signor Nonhotempo, che riceve decine di curricula al giorno.</p>
<h3>La grafica</h3>
<p>Il Signor Nonhotempo ha molto da fare. Infatti, non si fa scrupoli a cestinare immediatamente quei cv che non evidenziano le informazioni a cui è interessato: non perderà tempo a cercare ciò che vuole sapere e che non risalta subito agli occhi, e si non preoccuperà di pensare che dietro quel foglio c’è una persona, magari anche molto valida. Infatti, non c’è dubbio che la<strong> veste grafica</strong> ha un’importanza fondamentale.</p>
<p>Da qualche tempo si è diffuso il curriculum “modello europeo”, richiesto dalle agenzie interinali e talvolta nei concorsi ufficiali. Se può andare bene in queste occasioni, il cv europeo non riesce a far emergere nulla della nostra personalità o bravura: elenca solo titoli, nomi di scuole, indirizzi e numeri di telefono (a cui il Signor Nonhotempo è davvero poco interessato &#8211; non ha motivo né voglia di chiamare la nostra vecchia scuola) e, ancor peggio, rende i candidati identici tra loro: decine di biglietti da visita tutti esattamente uguali.<br />
È consigliabile costruirci un cv tutto nostro, che sia <strong>originale </strong>e che riesca a dare un’idea di chi siamo, in cosa siamo bravi e cosa ci piace fare.</p>
<p>Per rendere il cv “personale” potremmo inserire un’<strong>immagine</strong>, o magari un disegno: ad esempio, potremmo utilizzare un mandala come sfondo del documento (Word&gt;Formato&gt;Sfondo&gt;Filigrana Stampata) o come immagine da affiancare al nome. Usiamo la fantasia per creare qualcosa di unico, ma attenzione a non esagerare.<br />
A questo proposito è importantissimo giocare con i<strong> font</strong> e scegliere quello che più ci va a genio. Come suggerito ne <a title="Il mestiere di scrivere - scheda libro" href="http://www.mestierediscrivere.com/testi/mestiere_libro.htm" target="_blank"><strong>Il mestiere di scrivere</strong></a> &#8220;Ogni font ha la sua personalità […] è portatore di valori espressivi, connota, regala al testo il suo particolare tono di voce&#8221;. Quindi, non ci limitiamo (o facciamolo a ragion veduta) a usare il Times New Roman, il Signor Nonhotempo penserebbe che siamo pigri o che non abbiamo grande personalità.</p>
<p>Diamo rilievo ai titoli di studio e alle esperienze lavorative tramite i <strong>grassetti</strong> che aumentano la leggibilità del testo, e separiamo la scrittura in <strong>blocchi</strong> per aiutare l’occhio a respirare e a capire senza difficoltà dove finisce un argomento e ne inizia un altro. Distribuiamo bene gli <strong>spazi</strong> evitando di lasciare intere porzioni di pagina bianca: se lo spazio è disomogeneo il cv sembrerà disordinato.</p>
<p>In questo modo il <strong>cv diventa leggibile</strong>. Più è leggibile e più funziona perché dà al Signor Nonhotempo la possibilità di soffermarsi inizialmente solo sulle informazioni più importanti e approfondire in seguito gli aspetti che lo hanno colpito maggiormente.</p>
<h3>Il contenuto</h3>
<p>Un testo corto è più leggibile di uno lungo: il limite categorico di un curriculum è di <strong>due pagine</strong>, anche se siamo dei premi Nobel. Il Signor Nonhotempo ha pochissima voglia di leggere trattati sulla nostra vita ed è, quindi, importante essere <strong>concisi </strong>e comunicativi. Se invece si ha il problema contrario, ricordiamoci che è possibile rendere appetibile un cv ancora scarno in maniera intelligente e non allungando il brodo con parole inutili.</p>
<p>In alto e in maniera ben visibile è importante scrivere <strong>nome, cognome, e-mail e numero di telefono</strong>. Consiglierei di non perdere spazio prezioso con l’indirizzo, la data di nascita e la nazionalità, ma dipende dai casi.</p>
<p>Subito dopo potremmo scrivere una <strong>lista di parole chiave</strong> per dare un’idea di cosa facciamo, oppure potremmo aggiungerla alla fine, per sintetizzare e sottolineare quello che abbiamo già detto. Ad esempio, nel caso di una traduttrice tecnica specializzata in ambito medico si potrebbe inserire:</p>
<blockquote><p>Traduzione, editor, proof-reader, traduzione scientifica, chimica, ortodonzia, medicina, biologia, italiano, inglese, tedesco, Office, Trados, Corel Draw</p></blockquote>
<p>Nel caso di un programmatore informatico potremmo optare per:</p>
<blockquote><p>Informatica, programmatore, telecomunicazioni, C++, Java, sicurezza reti, network forensics</p></blockquote>
<p>Si può far seguire alla lista un <strong>resumé</strong> (piccolo riassunto di chi siamo, come nel cv Esempio 1) o un breve<strong> profilo</strong>, un elenco dei nostri titoli, esperienze lavorative e qualità personali (cv Esempio 2).</p>
<p>A questo punto, se si è giovani, è importante far seguire subito i <strong>titoli di studio</strong>; se, al contrario, siamo dei professionisti affermati, si possono elencare le esperienze lavorative prima e riportare i titoli alla fine.<br />
Si parte sempre dalla <strong>qualifica più recente</strong>, anche in corso di conseguimento, e si fanno seguire quelle di più vecchia data: è importante dare una breve<strong> descrizione</strong> degli argomenti del corso o della specializzazione che abbiamo conseguito.</p>
<p>Di norma è bene specificare il voto solo se abbiamo ottenuto il massimo e, anche nel caso della tesi di laurea, sarebbe meglio scrivere il titolo dell’elaborato solo se pertinente alla posizione desiderata. Tuttavia, è bene ribadire che ogni caso va valutato in maniera specifica.<br />
Inseriamo tutto ciò che riteniamo utile o pertinente: al Signor Nonhotempo interesserà sapere se abbiamo frequentato corsi, seminari o eventi legati alla professione o ai nostri interessi. Sicuramente appariremo aggiornati e pronti a migliorare le nostre conoscenze e competenze.</p>
<p>Quando arriviamo a parlare delle <strong>esperienze lavorative</strong>, utilizziamo la stessa tecnica: descriviamo brevemente i compiti di cui siamo o eravamo responsabili, adottando parole chiave e dando risalto alle mansioni più pertinenti alla posizione offerta dal Signor Nonhotempo.<br />
È importante che i giovani inseriscano tutte le esperienze che possono vantare, anche non pagate come<strong> </strong>tirocinii, stage, o volontariato: il fatto di essersi impegnati in qualcosa, anche di poco attinente, indica che abbiamo voglia di fare, oltre ad aver imparato qualcosa.</p>
<p>Aggiungiamo le <strong>lingue</strong> conosciute e le <strong>conoscenze informatiche </strong>valutandoci onestamente sul grado di competenza che abbiamo: se il Signor Nonhotempo si accorge che abbiamo mentito non ce la farà passare liscia.</p>
<h3>Gli ultimi ritocchi</h3>
<p>Se abbiamo ancora molto spazio da riempire, possiamo parlare dei nostri <strong>interessi</strong> essendo, però, molto specifici: a tutti piace “leggere” e “andare al cinema”, ma non a tutti piace “leggere la poesia finlandese del ‘700”, “ricamare a tombolo” o “frequentare corsi di cucina etnica e macrobiotica”.<br />
Tutto ciò che è avventuroso (trekking, campeggio, viaggiare) è positivo, poiché denota coraggio, organizzazione, voglia di rischiare e di sporcarsi le mani.</p>
<p>A questo punto, si potrebbero aggiungere un paio di nomi e numeri di telefono per le<strong> referenze</strong>: questo è molto comune all’estero, ma in Italia è una pratica ancora poco diffusa. Se decidiamo di fornire dei referenti evitiamo parenti e amici; meglio professori e datori di lavoro con cui abbiamo una discreta confidenza che, magari, conoscono il nostro carattere oltre alle nostre qualità di studenti e lavoratori. Se già lavoriamo, è bene che uno dei referenti sia il nostro attuale datore di lavoro.</p>
<p>Infine, controlliamo che non ci siano errori di ortografia e<strong> refusi </strong>(Word&gt;Strumenti&gt;Controllo ortografia e grammatica), altrimenti il Signor Nonhotempo penserà che siamo sciatti e poco attenti, ed eliminiamo gli spazi inutili controllando i puntini con la funzione Mostra/Nascondi (¶).</p>
<p>Ricordiamoci anche di inserire l’autorizzazione per<strong> il trattamento dei dati personali</strong> (solo in Italia, per l’estero non serve): “Autorizzo il trattamento dei dati personali ai sensi del D. lgs. 196/03”.</p>
<h3>Ulteriori consigli</h3>
<p>Se inviate il curriculum tramite e-mail, date al file un titolo <strong>immediatamente riconoscibile</strong> (es: &#8220;Bianca_Bianchini_CV&#8221;) e inserite nell&#8217;oggetto del messaggio parole chiave che faranno capire immediatamente al Signor Nonhotempo di cosa vi occupate (es: &#8220;CV traduttrice editoriale ES&gt;IT e DE&gt;IT&#8221; o &#8220;CV esperta di acconciature africane&#8221;).</p>
<p><strong>Nota importante:</strong> non c’è curriculum che vada bene per tutte le occasioni. Ogni cv deve corrispondere alla domanda di lavoro alla quale stiamo rispondendo. Dobbiamo aggiustare il tiro, spostare le parole chiave ed evidenziare cose diverse per posti di lavoro diversi: il Signor Nonhotempo deve poter credere che il lavoro che offre è quello che assolutamente vogliamo fare, il suo, e non un altro.</p>
<p>Si possono trovare molti spunti sul sito<strong> <a title="Guardian Jobs, career advice - in inglese" href="http://jobs.guardian.co.uk/careers/" target="_blank">Guardian Jobs</a>,</strong> dove vengono affrontati i dubbi e gli interrogativi più ricorrenti di chi vuole scrivere un buon cv. Tramite il <strong><a title="Guardian Jobs Forum - in inglese" href="http://www.guardian.co.uk/users/forums" target="_blank">forum</a></strong> si possono porre domande a esperti del campo, ed anche se siamo solo spettatori, è sempre molto utile leggere come vengono risolti i problemi degli altri.<br />
Un’altra risorsa interessante è il libro di <strong>John Lees</strong> <a title="Amazon - How to get a job you'll love" href="http://www.amazon.co.uk/How-Get-Youll-Love-2009/dp/0077121805/ref=sr_1_1?ie=UTF8&amp;s=books&amp;qid=1234376036&amp;sr=1-1" target="_blank"><strong>How to get  a job you&#8217;ll love – a practical guide to unlocking your talents and finding your ideal career</strong></a>, purtroppo non ancora tradotto in italiano.</p>
<p>Qui sotto ci sono un paio di esempi di buoni curricula.<br />
<a title="CV esempio 1" href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/01/esempio-1_cv.pdf" target="_blank">Esempio 1</a><br />
<a title="CV esempio 2" href="http://www.e-schooloftranslation.org/wp-content/uploads/2009/01/esempio-2_cv.pdf" target="_blank">Esempio 2</a></p>
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