Il catalogo è questo: errori di traduzione celebri e non, catturati dalla rete
Pubblicato il 19-02-2009 da Silvia Di Persio
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Sarà sempre gratificante vedere riconosciuti i meriti e le responsabilità della propria professione, ma può risultare di volta in volta dannoso, agghiacciante, esemplare o esilarante passarne in rassegna gli errori. Nel caso specifico della professionalità del traduttore, è la rete che costituisce una vera e propria miniera di errori di traduzione clamorosi o meno noti raccolti e riferiti dal passaparola degli utenti.
Errori nel mondo cinematografico: The Millionaire
Il caso di attualità sotto gli occhi di tutti è l’errore di traduzione nell’adattamento italiano di The Millionaire, la pellicola distribuita da Lucky Red e candidata all’Oscar come miglior film straniero. L’errore in questione riguarda la sequenza di un’aggressione di massa in cui viene uccisa la madre dei due protagonisti e durante la quale una voce fuori campo grida “Sono mussulmani scappate!”. Peccato che nella versione in lingua originale sottotitolata in inglese alla stessa frase corrisponda “They are muslims, get them”, ovvero “Sono mussulmani prendeteli”, e che si confonda così l’aggredito con l’aggressore.
Per chiunque abbia visto il film, la sequenza risultava in effetti stranamente ambigua e poco chiara nella corrispondenza tra quanto veniva detto e ciò che veniva mostrato. Per la comunità islamica invece, alla luce dell’attuale congiuntura storico-politica l’errore ha avuto i tratti del pregiudizio religioso. Risolto l’inaspettato incidente diplomatico con le scuse immediate di Lucky Red, alla casa di produzione ora l’onere economico e logistico di correzione dell’errore sul dvd di prossima uscita, non essendo più possibile intervenire sul film in sala.
La terra della chirurgia estetica
È invece una pietra miliare tra quelle citate in rete, la traduzione nei libri di fantascienza degli anni 60/70 dell’espressione Silicon Valley con “Valle di Silicone”. Un errore che oggi farebbe sorridere se non incrementare l’afflusso dei vip nostrani verso quelle terre di California, ma che allora, in quegli anni del boom economico, passava del tutto inavvertito allo sguardo di un paese e di una cultura non ancora alle prese con una terminologia in grado di rilevare la non concordanza tra le implicazioni tecnologiche del silicio e quelle tecnico-estetiche del silicone. E sembra che lo stesso falso amico linguistico sia presente nei film di 007 in espressioni come “chip al silicone” o “bomba al silicone”. Ai fan della spia inglese l’onere della verifica.
Anche nei telefilm non si scherza
Passando dalla letteratura e dal cinema alla tv di casa nostra, l’utente di un newsgroup riferisce, con grande perplessità, il caso di un telefilm attualmente in onda nel quale si parla di un assassino che ha tagliuzzato il viso della vittima con uno “scalpello” affilato. Curiosa perversione o tentativo di tv sperimentale che vuole sviare lo spettatore dalla soluzione del caso, indirizzandone le ipotesi verso il mondo dell’arte e della scultura? Nessuna delle due; la tv è sempre la stessa e anche le perversioni seguono le regole del senso comune, lo dimostra il fatto che una delle traduzioni dell’inglese “scalpel” è “bisturi”, certamente lo strumento più appropriato a un’azione di taglio.
Improbabili ghiottonerie
Ne fa un caso di relativismo etno-gastronomico la comunità cinese di Sassari dell’errore di traduzione su un prodotto che dovrebbe essere del concentrato di pesce ma la cui etichetta riporta “Succo d’orecchia”. Assicurando che non esiste un tale prodotto nella cucina cinese, l’interessato ha citato un prodotto altrettanto improbabile tra quelli della cucina italiana: il formaggio con i vermi, se gli italiani lo mangiano… La gustosa notizia è riportata sul blog di un giramondo.
Errore o distrazione?
E che dire invece di sviste che richiamano il traduttore alla cura di preliminari scontati ma comunque in grado di influire negativamente sulla qualità del lavoro? Sembrerebbe il caso riportato dagli utenti di un noto telefono palmare sul cui menù in lingua italiana compariva il comando “diapositiva siguiente”. Gli utenti indicavano anche come il comando inverso “diapositiva precedente” fosse invece scritto correttamente in italiano. Chiunque conosca la lingua spagnola sa bene che l’espressione “diapositiva precedente” è identica a quella italiana e che, pertanto, più che a una meno probabile interferenza tra due lingue sorelle nella mente del traduttore, l’errore nella localizzazione potrebbe essere banalmente dovuto all’erronea impostazione del correttore automatico sulla lingua spagnola invece che su quella italiana, nell’editor del proprio computer. Bel paradosso per un prodotto di altissima tecnologia.
A voler proseguire con il catalogo virtuale innumerevoli sono gli errori citati così come gli ambiti di traduzione coinvolti. Ma in questo caso come in altri, la rete oltre a indicare il male offre anche la cura. Interessante in tal senso, e utile alla formazione di traduttori che muovono i primi passi, un “prontuario di falsi amici“ della lingua inglese redatto con altri e liberamente distribuito da Gianfranco Livraghi, uno dei principali esperti di comunicazione italiani.
Consultiamo e… meditiamo.









La
Online Summer School 2010 - "Diventare freelance" si terrà a giugno e settembre e durerà sei settimane.
david on 12-01-2010 8:54 pm
Interessante questo articolo…peccato il link per il prontuario dei “falsi amici” non funzioni
Andrea Spila on 13-01-2010 9:59 am
Grazie per la segnalazione David, però abbiamo provato il link e funziona: http://gandalf.it/ambigui.pdf
Forse si è trattato di un problema del server al momento della richiesta (è un pdf un po’ pesantino). Riprova!